Eccoci qui: so benissimo di essere più o meno il decimo recensore di questo cd, ma ho notato a malincuore che ancora nessuna delle recensioni proproste rispecchia appieno il mio stato d'animo nei confronti dei "mitici" Iron.
Sono qui per parlare schiettamente, e schietto sarò: tanto per cominciare, e bene che premetta che io gli Iron Maiden non li ho mai potuti patire, non li ho mai nemmeno considerati heavy metal (un hard rock spinto e non di più), indi per cui potrò recensire questo cd senza il beneamato "rispetto per una delle band più importanti della scena...".
Premo il tasto play e si parte, inizia "A Matter Of Life And Death": se dapprima speravo intimamente di trovarmi dinanzi ad un cd rivoluzionario, musicalmente parlando, rimango deluso fin dalle prime note del cd: la prima "DIfferent World", infatti, presenta sin da subito il classico riff "galoppone" del sestetto inglese, con un Dickinson sempre più fastidioso nei suoi inutili acuti sforzati. La canzone scorre via senza picchi emotivi e dopo pochi secondi inizia, a parer mio, con la seconda canzone un unico blocco pressochè uguale di note, arpeggi, assoli e chi più ne ha più ne metta che si concluderà solamente con l'ultima canzone "The Legacy".
Trovo infatti che il cd non sia altro che un malriuscito esperimento di heavy "melodic" metal incrociato con del prog di serie b. So che gli irriducibili della vergine non prenderanno mai nemmeno in considerazione le mie parole, ma credo fermamente che gli iron maiden siano uno dei gruppi più sopravvalutati che l'intera scena "metal" abbia mai avuto... e scusate se è poco...
P.S. Questa è la mia prima recensione quindi perdonate eventuali orrori ortografici, dovuti perlopiù alla mia inesperienza
È un brano compatto, sulla linea dei recenti pezzi che la band ha confezionato e presenta un perfido groove 7/8!
Io penso che sia un album ineccepibile per la produzione, la tecnica e per la prestazione vocale di Bruce ma lo trovo un pò dispersivo e prolisso.
I Maiden hanno smesso di recitare la parte degli Irons canonizzati per essere qualcosa di coerente ma completamente diverso al contempo.
Un brano che racchiude la potenza di un calcio nello stomaco e la delicatezza di un fiore di montagna, brillante, più di mille soli.
A Matter Of Life And Death è un lavoro dove ogni cosa sembra essere perfetta.
Signori, the beast is back, e nonostante l'età è anche piuttosto arrabbiata ed in forma!!
"I cori in 'These Colours Don't Run' sono imbarazzanti, le ritmiche sono tremendamente scontate e gira e rigira, il riff è sempre quello."
"Prendete anche 7 chitarristi, che per fare 4 accordi bastano e avanzano, e continuate a vendere merce di qualità infima."
È un disco.. che potrei definire difficile rispetto ai due precedenti, ricco di sperimentazioni e di pathos.
Un disco da comprare e da sentire con calma per apprezzarlo, poco da fare.