Allora raga, mettetevi una cosa nella zucca, anzi 2:
a) Non siamo più negli anni 80. Rassegnatevi! E' ovvio che i Maiden sono cambiati da allora, non si può pretendere che la band sia in "continua fioritura". Perciò adattatevi...
b) Dovete ammettere che c'è un buon salto di qualità da "Dance of death" a qui. Intanto questo album è molto più METAL, mentre l'altro in alcuni brani perdeva di sapore. E poi ci sono diversi riff e testi da tenere in conto. Esempio: "Brighter than a thousand suns", "The longest day"... Ma potrei continuare.
Non si può dire che i Maiden abbiano raggiunto la mediocrità, perchè non è vero. Non sono più come una volta, e ammetto che alcuni cori con Dickinson sono un po' più imbarazzanti del solito, ma è uno dei pochi che è ancora in grado di cantare come si deve. Quanti gruppi metal sono decaduti, o addirittura non ci sono più ??? Ridendo e scherzando, questi signori sono in giro da più di 26 anni!!! Non è mica poco, veh!
Anche il tema è abbastanza impegnato, a differenza degli altri, che un tema di fondo praticamente non ce l'hanno. (Si vede che la guerra, nel metal, ispira buone opere musicali! Un po' brutto da dire così...). E poi ci sono sempre i grandi assoli di Janick Gers, in questo album più presente che mai! E' sempre una grande emozione...
Perciò non date retta a chi vi dice: "Mah l'ultimo dei Maiden è preciso a quello prima, ormai sono troppo vecchi".
Saranno vecchi, ma avercene di nonni così.
È un brano compatto, sulla linea dei recenti pezzi che la band ha confezionato e presenta un perfido groove 7/8!
Io penso che sia un album ineccepibile per la produzione, la tecnica e per la prestazione vocale di Bruce ma lo trovo un pò dispersivo e prolisso.
I Maiden hanno smesso di recitare la parte degli Irons canonizzati per essere qualcosa di coerente ma completamente diverso al contempo.
Un brano che racchiude la potenza di un calcio nello stomaco e la delicatezza di un fiore di montagna, brillante, più di mille soli.
A Matter Of Life And Death è un lavoro dove ogni cosa sembra essere perfetta.
Signori, the beast is back, e nonostante l'età è anche piuttosto arrabbiata ed in forma!!
"I cori in 'These Colours Don't Run' sono imbarazzanti, le ritmiche sono tremendamente scontate e gira e rigira, il riff è sempre quello."
"Prendete anche 7 chitarristi, che per fare 4 accordi bastano e avanzano, e continuate a vendere merce di qualità infima."
È un disco.. che potrei definire difficile rispetto ai due precedenti, ricco di sperimentazioni e di pathos.
Un disco da comprare e da sentire con calma per apprezzarlo, poco da fare.