Copertina di Iron Maiden Killers
Sket

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Per appassionati di heavy metal, fan degli iron maiden, amanti della musica rock classica e storica, musicisti e cultori della musica anni '80
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LA RECENSIONE

"Killers", degli Iron Maiden, uscì quasi due anni dopo al debutto, che arrivò al quarto posto delle classifiche inglesi, lanciando loro verso un pubblico abbastanza ampio, che tenderà pian piano ad ingrossarsi fino a riempire intere arene, come in diversi live da loro pubblicati.

La line-up aveva subito la prima di una lunga serie di variazioni, con Harry Smith che aveva sostituito il poco ricordato Dennis Stratton. Questo fù un importante cambiamento, non solo perchè Smith era tecnicamente superiore a Stratton, ma anche perchè egli contribuì a scrivere una buona parte delle canzoni insieme ad Harris. Per il resto, alla voce c'era ancora il buon Paul Di Anno, con la sua voce profonda e calda, in seguito sostituito dal più tecnico Dickinson, per colpa della sua dipendenza dall'alcool e dal fumo, così trascurando la propria voce.

L'album inizia con una perla strumentale di 1 minuto e mezzo, The Ides of March, e fin da subito la Vergini dimostrano che il loro debutto non era un fuoco di paglia, riuscendo ad inserire in quel misero minuto e mezzo, quanto meglio si poteva fare, grazie anche ad un intreccio di assolo incredibile, iniziato prima da Smith e chiuso da Murray. Proseguiamo e troviamo un altro classico, Wrathchild, aperto da un giro di basso molto bello, e da un accompagnamento perfetto dei chitarristi (interrotto da qualche scala) e del perfetto Clive Burr, che non sbaglia un colpo in tutto l'album, sempre puntuale nei rulli e nel ritmo, fino ad arrivare allo splendido ritornello. Storia del metal. Murders in the Rue Morgue all' inizio assomiglia molto alla mitica Children of the Damned, ma poi si dimostra ben più veloce e elettrizzante, assomigliando di più alla canzone che precedeva il pezzo dell'album "The Number of the Beast", Invaders.

Another Life inizia con un riff, un assolo ed il solito giro di basso, tutti molto difficili, e proseguendo diventa sempre più veloce ed "agitata". I due chitarristi, grazie ai loro splendidi assoli, sembrano coinvolti in una "sfida", forse per chi brucia per primo la propria chitarra con le proprie dita, e tutto ciò viene dimostrato in un altra grande canzone strumentale, Genghis Kahn, dove nel mezzo mi sembra di scorgere un riff già sentito in Halloweed By Thy Name. Per capirci, sin qui abbiamo sentito SOLO capolavori, ed in mezzo a questi capolavori, pezzi come Innocent Exile o Purgatory rientrano nella norma, ma in un normale album sarebbero stati il pezzo forte. Pensate poi, se fra tutti questi capolavori sbuca fuori un capolavoro ancora più immenso, la title-track. No comment ragazzi, una capolavoro della stroria degli anni 80'.

Per il resto gli altri pezzi sono sempre bellissimi, ma mi sembra inutile dire sempre le stesse cose: capolavoro, incredibile ecc.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra Killers, il secondo album degli Iron Maiden, come un capolavoro del metal anni '80. Viene sottolineata la qualità tecnica dei musicisti, in particolare l'apporto di Harry Smith e Clive Burr, e la voce di Paul Di Anno. L'album è descritto ricco di brani memorabili, con un mix perfetto di energia e virtuosismo, capace di consolidare la fama della band nel panorama mondiale.

Iron Maiden

Iron Maiden è una band heavy metal britannica formata nel 1975 a East London. Fondata da Steve Harris, è nota per la lunga carriera, i concerti internazionali e il cantato di Bruce Dickinson nella formazione più famosa.
180 Recensioni

Altre recensioni

Di  metaldiablo

 "Killers può essere definito come il secondo colpaccio di quei cinque giovanotti che dimostravano già una maturità degna dei più grandi gruppi del periodo."

 "Paul Di Anno mette nella sua voce tanto sentimento da rendere ogni canzone ancora più piacevole, regalando secondo me in questo album la sua migliore prestazione di sempre."


Di  AR (Anonima Recensori)1

 Attacco ogni essere vivente che ascolta questa merda.

 Gruppi come i Maiden sono degli esseri amorfi, che si sono venduti al migliore offerente.


Di  carloirons

 Il basso di Harris è molto presente e in questo disco alcuni suoi giri faranno la storia del rock duro.

 Di’Anno grida selvaggiamente, schizofrenico, come l’omicida che impersona nella canzone.


Di  TheBoss

 I riff e i Verse rendono ogni canzone degli Iron inconfondibile.

 Un intro che come tutta la canzone tiene un ritmo 'galoppante', che personalmente adoro.


Di  metafisico

 Mamma mia!!! Che rock!!!!

 Wrathchild, un lampo che squarcia l'oscurità, un incedere al passo del ghepardo in una stele oscura e affascinante.