Copertina di Iron Maiden Killers
TheBoss

• Voto:

Per appassionati di heavy metal, fan di iron maiden, amanti della musica rock anni '80, collezionisti di album storici
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LA RECENSIONE

L'esordio di "The Ides Of March" che ha tutta l'aria di sembrare un pezzo monumentale, scandito da un tempo lento e da riff ben definiti e precisi, tipici di questa band Londinese che iniziò il suo debutto nel lontano '75. La seconda traccia, la famosa "Wrathchild", molto carica e ben definita nelle sue parti, più volte riproposta nei Live, proprio perché meritevole della fama che si è conquistata tra i Fan's della band. Il disco prosegue con "Murders In The Rue Morgue" e "Another Life", quest'ultima potendola definire una  tipica canzone degli Iron Maiden, scandita dai tempi di Nicko McBrain che durante la canzone varia continuamente. Il disco prosegue con "Genghis Khan" e "Innocent Exile" in cui anche Steve Harris trova il suo ampio spazio. Inutile ribadire i Riff e i Verse che rende ogni canzone degli Iron inconfondibile. Si arriva a "Killers", la canzone che ha dato il nome all'album; un intro che come tutta la canzone tiene un ritmo "galoppante", che personalmente adoro. Si arriva a "Prodigal Son" con questo intro Acustico e rilassante, che viene accompagnato poi da batteria e chitarre che mantengono sempre questa incantevole Metodicità, contrassegnata da assoli da cui puoi percepire una vena malinconica. Fin dall'inizio, "Purgatory" ci risveglia dalla malinconia che ci aveva portati la traccia precedente, ritmi incalzanti e assoli ben definiti e impeccabili come sempre, compongono questa canzone tipicamente Heavy. Si arriva così a "Twilight Zone", ennesima ma instancabile canzone di questa Heavy Metal band che ha segnato la storia. Concludiamo con "Drifter", che ha tutta l'aria di una canzone che la band ha usato per lasciare chi ascolta questo album con una tipica canzone tipo Iron Maiden anni '80.

Album molto valido, purtroppo da molti snobbato e/o dimenticato, contrassegnato da un'insieme di assoli molto ben definiti, anche se non velocissimi o complessi.

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Riassunto del Bot

La recensione esplora l'album 'Killers' degli Iron Maiden, evidenziandone le tracce più significative e i riff distintivi della band. Viene sottolineata la qualità delle composizioni, pur con assoli non troppo complessi, e l'importanza storica di un disco spesso sottovalutato. L'autore apprezza in particolare il ritmo energico e le atmosfere tipiche del metal anni '80, invitando a riscoprire questo classico.

Iron Maiden

Iron Maiden è una band heavy metal britannica formata nel 1975 a East London. Fondata da Steve Harris, è nota per la lunga carriera, i concerti internazionali e il cantato di Bruce Dickinson nella formazione più famosa.
180 Recensioni

Altre recensioni

Di  metaldiablo

 "Killers può essere definito come il secondo colpaccio di quei cinque giovanotti che dimostravano già una maturità degna dei più grandi gruppi del periodo."

 "Paul Di Anno mette nella sua voce tanto sentimento da rendere ogni canzone ancora più piacevole, regalando secondo me in questo album la sua migliore prestazione di sempre."


Di  AR (Anonima Recensori)1

 Attacco ogni essere vivente che ascolta questa merda.

 Gruppi come i Maiden sono degli esseri amorfi, che si sono venduti al migliore offerente.


Di  carloirons

 Il basso di Harris è molto presente e in questo disco alcuni suoi giri faranno la storia del rock duro.

 Di’Anno grida selvaggiamente, schizofrenico, come l’omicida che impersona nella canzone.


Di  Sket

 Sin qui abbiamo sentito SOLO capolavori, ed in mezzo a questi capolavori, pezzi come Innocent Exile o Purgatory rientrano nella norma.

 La title-track è un capolavoro della storia degli anni 80: no comment ragazzi.


Di  metafisico

 Mamma mia!!! Che rock!!!!

 Wrathchild, un lampo che squarcia l'oscurità, un incedere al passo del ghepardo in una stele oscura e affascinante.