Copertina di Joy Division Closer
andrea biacca

• Voto:

Per appassionati di musica alternativa, fan del post-punk, estimatori di joy division e cultori di album intensi e drammatici
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LA RECENSIONE

"Closer" è un viaggio.

Un viaggio fatto d'incubi,di tristezza, di sollecitazioni fisiche e psichiche; la trasposizione musicale dell'agonia del leader più carismatico che il rock abbia mai avuto: Ian Curtis.

Il disco ripercorre il malessere di Curtis ormai frustrato dalla droga e dall'epilessia sempre più distruttiva nell'animo e nel fisico, convinto che l'unica salvezza da tutto questo sia solo la morte. Nemmeno l'amore delle persone più care riesce a fermare questo drammatico epilogo; un'esistenza, che a livello musicale ha lasciato tracce di genio, padre fondatore del dark-rock, leader indiscusso dei Joy Division.

L'apertura dell'album uscito postumo alla morte di Curtis è quanto di più tenebroso ci si possa aspettare: si inizia con "Atrocity Exhibition" un ritmo tribale con sferzate di chitarra che ti entrano dentro fin nelle viscere; si continua con "Isolation" una ritmica che sarà tipica dei New Order; ma è in "Passover" che Curtis riesce ad esprimere al meglio il suo stato d'animo "This Is A Crisis I Knew To Came", "questa è una crisi che sapevo doveva arrivare", tutto è contornato da un'estrema tristezza, una batteria ridondante, un basso fermo e deciso e una chitarra lamentosa accompagnano una voce rassegnata e monotona. Il disco continua a girare con le note della bellissima "Heart And Soul", un miscuglio di rock e di elettronica che farà da ponte all'esplosione del synth-pop negli anni sucessivi. "Decades" con i suoi meravigliosi passaggi d'organo è la degna chiusura di questo album.

Peccato che una mente musicale del genere si sia spenta dopo solo due dischi e qualche concerto live per pochi intimi. Non ci rimane che acoltare questo capolavoro musicale e apprezzarne l'ottima fattura sia in fatto di testi sia di armonie.

Un disco imperdibile.

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Riassunto del Bot

La recensione racconta 'Closer' come un viaggio oscuro che riflette l'agonia del carismatico leader Ian Curtis. L'album, uscito postumo, si distingue per atmosfere intense e testi potenti, segnando un punto di riferimento nel dark-rock e nel post-punk. Con brani come 'Atrocity Exhibition' e 'Decades', è un capolavoro musicale che continua a influenzare la scena alternativa.

Joy Division

Joy Division è stato uno dei gruppi più influenti della scena post-punk britannica, attivo dal 1976 al 1980 e originario di Manchester. Guidati da Ian Curtis, pubblicarono due album fondamentali, Unknown Pleasures e Closer, che li consacrarono come icone dell’oscurità rock e della new wave.
43 Recensioni

Altre recensioni

Di  TenshiSell

 Un senso di impotenza. La vita si sommerge, ti devasta e ti lascia incapace di reagire.

 Ian Curtis stava per diventare una leggenda vivente. Ha lucidamente scelto di limitarsi ad essere una leggenda.


Di  Mr.Moustache

 La glaciale bellezza dell'album è indiscutibile a causa della spietata sincerità che suggerisce.

 'Closer' è un album dal respiro gelido, capace di "scaldare" l'ascoltatore solo in poche e claustrofobiche occasioni.


Di  COX

 Ai Joy Division è bastato un biennio per dare alla scena post punk un incipit straordinario.

 I Joy Division sanno straziarti, consumarti pian piano con la loro melodia che mette con le spalle al muro.


Di  darkfall

 "No words could explain, no actions determine, just watching the trees and the leaves as they fall" (The Eternal)

 "Heart and soul one will burn..." - la lucidità di Ian Curtis di fronte al suo destino


Di  popoloitaliano

 Semplicemente un capolavoro, l'essenza dei Joy Division è qui.

 Auguro solo che chi si avvicini a questo disco rimanga soddisfatto almeno al 20% di quello che si è (HO) provato ai tempi dell'uscita.


Closer ha 12 recensioni su DeBaser.
Puoi scopri tutti i dettaglio nella pagina dell'opera.