Copertina di Joy Division Closer
popoloitaliano

• Voto:

Per appassionati di musica post-punk, fan dei joy division, cultori di musica alternativa e storici del rock
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LA RECENSIONE

Disco effettivamente sopravvalutato.

Facciamo finta di accostarci a questo Lp come se fosse uscito oggi: subito una "Heart and soul" ti assale: batteria metronomica, chitarra che stancamente accompagna il ritmo: semplicemente un capolavoro, l'essenza dei Joy Division è qui. "Twenty four Hours" ti porta in quello spazio/tempo drammatico che tanto mi ha fatto piangere ai tempi: OK ? Bella la coda disimpegnante. "The Eternal", stormi di insetti accompagnati dal basso di Peter Hook immediatamente riportati all'essenza psyco/deprimente di Ian Curtis: non ho parole per questo pezzo. Warning "Decades": grandi folate organistiche che spezzano il ritmo assolutamente funereo di Curtis: altro capolavoro, non è forse da qui che è nata certa Disco-Music ? (New Order of course).

"Atrocity Exhibition" fa assolutamente paura per come coniuga una chitarra andante acida, una rantolante batteria: niente di fenomenale eppure il risultato è agghiacciante: ci sono suoni tipo "La Cosa" di John Carpenter quando si sviluppa la belva, non so se rendo l'idea. "Isolation", oh! finalmente una canzone normale: rampante basso (aaah! che basso) accompagnato da gelide folate di organo, "Passover" e "Colony" bei pezzi, per carità, forse un pò troppo influenzati da Interpol e Editors (divertente eh !). "A Means to a End", grandissimo: vedo proprio fisicamenete Ian Curtis che sconvolto si dimena al ritmo di questa canzone.

Auguro solo che chi si avvicini a questo disco rimanga soddisfatto almento al 20% di quello che si é (HO) provato ai tempi dell'uscita. Sarebbe piu che sufficiente.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza 'Closer', l'album dei Joy Division, evidenziando la forza emotiva dei singoli brani e la loro influenza nel panorama musicale. Pur considerandolo forse un po' sopravvalutato, l'autore riconosce la qualità e l'impatto persistente delle tracce, mescolando dramma e atmosfere psichedeliche. Un invito a viverlo almeno in parte come all'uscita originale.

Joy Division

Joy Division è stato uno dei gruppi più influenti della scena post-punk britannica, attivo dal 1976 al 1980 e originario di Manchester. Guidati da Ian Curtis, pubblicarono due album fondamentali, Unknown Pleasures e Closer, che li consacrarono come icone dell’oscurità rock e della new wave.
43 Recensioni

Altre recensioni

Di  TenshiSell

 Un senso di impotenza. La vita si sommerge, ti devasta e ti lascia incapace di reagire.

 Ian Curtis stava per diventare una leggenda vivente. Ha lucidamente scelto di limitarsi ad essere una leggenda.


Di  Mr.Moustache

 La glaciale bellezza dell'album è indiscutibile a causa della spietata sincerità che suggerisce.

 'Closer' è un album dal respiro gelido, capace di "scaldare" l'ascoltatore solo in poche e claustrofobiche occasioni.


Di  andrea biacca

 "'Closer' è un viaggio fatto d'incubi, di tristezza, di sollecitazioni fisiche e psichiche."

 "Peccato che una mente musicale del genere si sia spenta dopo solo due dischi e qualche concerto live per pochi intimi."


Di  COX

 Ai Joy Division è bastato un biennio per dare alla scena post punk un incipit straordinario.

 I Joy Division sanno straziarti, consumarti pian piano con la loro melodia che mette con le spalle al muro.


Di  darkfall

 "No words could explain, no actions determine, just watching the trees and the leaves as they fall" (The Eternal)

 "Heart and soul one will burn..." - la lucidità di Ian Curtis di fronte al suo destino


Closer ha 12 recensioni su DeBaser.
Puoi scopri tutti i dettaglio nella pagina dell'opera.