Copertina di Joy Division Closer
TenshiSell

• Voto:

Per appassionati di musica post-punk, cultori di album introspettivi e amanti di sonorità oscure ed evocative
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LA RECENSIONE

Un senso di impotenza. La vita si sommerge, ti devasta e ti lascia incapace di reagire. Ogni volta che ti fermi a riflettere, torna ad assalirti con le sue brutture. Un peso insostenibile.
Sentimenti contrastanti ti dilaniano. Il desiderio di reagire e la paura, quel senso di potenza che ti ha finora impedito di vivere. Provi a raccogliere il coraggio, ma è l'aria che viene ora a mancarti. Ancora una volta sopraffatto. Uno spasmo, uno scatto nervoso.
Crolli a terra, un grido ti libera da un peso. Gli occhi spenti si riprendono lentamente. Devi scegliere. Puoi rialzarti e provarci ancora. O rimanere immobile. Attendere che il mondo si dimentichi di te.

Ian Curtis stava per diventare una leggenda vivente. Ha lucidamente scelto di limitarsi ad essere una leggenda. Ha scelto la corda ed ha accompagnato il tutto con "Idiot" di Iggy Pop. In questo disco, le sue confessioni.
Ci trascina in questi suoi pensieri, ci imprigiona. Ci invita con una voce così sorprendentemente distaccata, fredda, anzi gelida.

In "Atrocity Exhibition" le percussioni sfogano la loro frustrazione con una cavalcata tribale ed impeccabile, la chitarra è ruvida, tagliente e trafigge l'atmosfera spettrale che si viene a creare. Il canto ci invita a proseguire. "This is the way, step inside".
Un'aria rarefatta e sintetica si respira in "Isolation", molto vicina ai lavori dei futuri New Order.
È in "Passover", dove la sezione ritmica ipnotizza, affievolisce le percezioni e la chitarra torna a svegliarci con urla distorte, che arrivano i primi inequivocabili segnali della decisione di Curtis.
La ragione è descritta nella successiva "Colony", spietata descrizione di un mondo apatico e devastato da grandi mali.
E dopo l'ennesima conferma di questa visione in "A Means To The End", giunge la parte maggiormente inspirata dell'album.
L'atmosfera funerea di "Heart and Soul", dal canto sommesso ed ipnotico. "24 Hours", un alternarsi di ritmi che porta a "The Eternal", una marcia al limite della rassegnazione con un inconsolabile pianoforte ed un battito costante.

"Decades" conclude il tutto, uno sguardo di Ian, oramai fuori dai giochi, su quello che è rimasto, "the young men" che ancora arrancano nel dolore della vita.

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Riassunto del Bot

La recensione descrive 'Closer' di Joy Division come un album intenso e oscuro, che riflette temi di dolore e impotenza attraverso atmosfere rarefatte e suoni taglienti. Ian Curtis, con la sua voce fredda e distaccata, trasmette emozioni forti che coinvolgono l'ascoltatore. Ogni brano è analizzato per il suo contributo al senso complessivo di sofferenza e consapevolezza esistenziale. L'opera è considerata un capolavoro e una testimonianza profonda della fragilità umana.

Joy Division

Joy Division è stato uno dei gruppi più influenti della scena post-punk britannica, attivo dal 1976 al 1980 e originario di Manchester. Guidati da Ian Curtis, pubblicarono due album fondamentali, Unknown Pleasures e Closer, che li consacrarono come icone dell’oscurità rock e della new wave.
43 Recensioni

Altre recensioni

Di  Mr.Moustache

 La glaciale bellezza dell'album è indiscutibile a causa della spietata sincerità che suggerisce.

 'Closer' è un album dal respiro gelido, capace di "scaldare" l'ascoltatore solo in poche e claustrofobiche occasioni.


Di  andrea biacca

 "'Closer' è un viaggio fatto d'incubi, di tristezza, di sollecitazioni fisiche e psichiche."

 "Peccato che una mente musicale del genere si sia spenta dopo solo due dischi e qualche concerto live per pochi intimi."


Di  COX

 Ai Joy Division è bastato un biennio per dare alla scena post punk un incipit straordinario.

 I Joy Division sanno straziarti, consumarti pian piano con la loro melodia che mette con le spalle al muro.


Di  darkfall

 "No words could explain, no actions determine, just watching the trees and the leaves as they fall" (The Eternal)

 "Heart and soul one will burn..." - la lucidità di Ian Curtis di fronte al suo destino


Di  popoloitaliano

 Semplicemente un capolavoro, l'essenza dei Joy Division è qui.

 Auguro solo che chi si avvicini a questo disco rimanga soddisfatto almeno al 20% di quello che si è (HO) provato ai tempi dell'uscita.


Closer ha 12 recensioni su DeBaser.
Puoi scopri tutti i dettaglio nella pagina dell'opera.