JOY DIVISION - "UNKNOWN PLEASURES"
OUTSIDE (NERO): è così che comincia un disco di Rock. Da Fuori. A Manchester è il 1979.
E' Nero. Quattro ragazzi incidono un disco di vinile nero in una busta bianca dentro una copertina nera. Sulla busta c'è una mano su una porta, sulla copertina il grafico degli impulsi di una stella morente.
"Disorder" (Nero) - basso/batteria pulsano impazziti dentro una stanza immersa in uno strano liquido; Ian cammina sul ghiaccio della sua voce, tutti gli strumenti vengono risucchiati dentro un buco cosmico -"Feeling, feeling, feelings...."- ed è gia "Day of the Lords" (bianco): La Litania elettrica di un gruppo di razionalisti emerge dalle aque di cristallo, appena scalfito da onde di sinth - il Cerimoniale invoca la Fine per il "Candidate" (Nero): ancora nella stanza buia, il liquido è fuoriuscito - oddio cercherò di raggiungerti - i topi sulle pareti umide non escono dal labirinto, Fuori (Bianco) è una melodia senza toni e "Insight" (bianco) è pioggia dentro un boogie new wave- il ritmo punk viene ingabbiato in una zona dove coltri di nebbia cardio-elettrica impediscono di vedere l'orizzonte, ma "New Dawn Fades" (bianco e nero): il Basso tesse la tela distrutta dalla notte, la chitarra trapunta un sogno mattutino di armonie tese su lamiere vibranti e sogni infranti all'alba - l'urlo è ammonitore, la speranza è INSIDE (BIANCO) - "She's losts control" (bianco): Ian è Pilota Interiore, voce in automatico alla guida di un ritmo assolutamente disumano - tutto è perfettamente sotto controllo con la chitarra bloccata sul giro saltellante del basso che percuote la stanza, le pareti amplificano, percuote ancora e getta "Shadowplay" nella disperazione: usciamo allo scoperto dentro di noi, con una mossa repentina, l'aria è gelida ma la strada è illuminata. "Wilderness" - "INTERZONE" - è il punk bianco dei Warsaw che porta a - "I Remeber Nothing" - qui si chiude la stanza per sempre con tutta la nebbia, i topi sul muro- la pendola a terra.
Il Tempo ha un ritmo che è solo nella menti di Ian Curtis, Peter Hook, Bernard Albrecht. La domanda nella copertina interna del disco: chi ci aiuterà ad Aprire la Porta per Capire?
I Joy Division ci hanno risposto facendo implodere una stella in una stanza. La nostra. La Porta si è aperta ed un disco di musica Rock è dentro di Noi. INSIDE. E' Bianco.
Pochi dischi ho sentito che, come questo, abbiano l’intensità e l’effetto del disperante abbandono con cui si sorbisce l’ultimo sorso alcolico prima di crollare preda dei fantasmi della mente.
Ian Curtis quasi non canta, “è”, grida, dichiara se stesso ed il suo lucido tormento in un modo disperato e crudo, eppure al contempo così intensamente, dannatamente umano.
"Unknown Pleasures parla esplicitamente del desiderio di farla finita, con una lucidità inquietante."
"Curtis canta come fosse stato privato della sua essenza vitale, delle sue emozioni."
I Remember Nothing... because She Lost Control and i lost myself in a whirlwind of dark thoughts, playing a Shadowplay...
i can hear the Disorder... i can hear the Lords; i'm waiting for the Day Of The Lords... hearth and soul one will burn...
La voce di Curtis è la voce di Curtis. Punto.
Unknown Pleasures cambia il posto in cui viene suonato, e in molti casi ha cambiato anche le persone che lo hanno ascoltato.
La prima gemma nera estratta dalla miniera di Macclesfield dai Joy Division...
"Unknown Pleasures" è il passo precedente, l’interrogativo che gravita nel cervello e pesa sul cuore...