Bando alle ciance superflue.

Si parteee…

Start: “Los Angeles”: è Michi a dare il la, dopo pochi secondi attacca Tolo, alcune note che irrompono quasi alla Gilmour, si crea una specie di ansiosa intro, e quando si placa tutto ecco le magiche corde vocali di Aldo: “ Ho sentito un vuoto dentro di meeeeee…non le avevo viste maiiii”..arpeggi di chitarra con Tony che tesse e tesse e tesse e poi eccolo esplodere il solo di Tolo e le evocative note di tastiere che salgono...

Il cambio di tempo, Aldo pulsa col basso e si sclera in perfetto stile Orme..l’atmosfera viene interrotta da Tony che ci punzecchia agevole poi Michi si alza e riecco Tolo, morbido e poi feroce, veloce, atroce, mosso, a deliziarci l’udito.. stop, ora per piacere silenzio. Ecco, sentite, soffia, soffia il vento, il vento d’autunno, intriso di sabbia che posa il suo velo sulla città, il deserto è la sua culla, ma io non conosco la sua età; porta il ricordo di antichi pionieri spinti da un sogno di libertà, ha disperso i loro canti, li ha guidati verso il mare, a una nuova realtà.. Cosa sono queste sensazioni, come fa Tony a cullarci così soavemente, e Aldo poi, è un’alchimia di carezze, e il vento passa e va...

Poi c’è la fretta, sono quasi le sei, ora o mai più, e sono Michi e Tolo a scappare, poi una sgommata, lo scontro le sirene..e il risveglio in un campo di grano da qualche parte in Nevada con visioni aliene e laser floydiani a confonderci la ragione..è il momento più meditativo del disco, ma per quanto uno si sforzi ne esce confuso e stralunato, e le note di Tony sono gocce di brina che inumidiscono la nostra pelle esposta all’aere..e arriva il Tolo stellare a condensarle, brividi, e bagliori riflessi che la notte porta via, ma ora è il momento del risveglio di Aldo, e i suoi primi passi sotto il nuovo sole nascente, ma qualcosa lo blocca: “Ciao, vecchia sera dal giusto tramonto! Ciao, nuovo giorno dai passi un po’ incerti..

Dopo una presa di coraggio, ritorna la consueta dolcezza: “Vorresti seguire il mio andare lontano, ma tu preferisci il rifugio dai sogni, la tua mente corre, riceve i miei passi, per me è ancora oggi, per te è già domani..la tua fantasia è un’immensa distesa..”; immaginiamo di essere sospesi in aria con la nostra ombra che a malapena sfiora i tempi e luoghi che stiamo sorvolando, quindi torniamo alla realtà, una storia d’amore resa impossibile dalla differenza d’età, la cui crudezza è tutta nelle lame della chitarra di Tolo, ma l’amore ci unisce e noi non ci lasceremo mai, anche se questi amori di città appaiono utopie possono essere concretizzate dalla forza di volontà che è insita in ognuno di noi. Ma c’è un altro amore, più nobile, quello per la musica, un piccolo uomo che suona il pianino e dona felicità , tenta di svelarci se è sogno o realtà, un intermezzo docile allegro e libero, che tanto ricorda il gioco di Emilio, e la dubbiosa nebbia diventa una certezza..

Il viaggio termina in un canyon, Arizona o Colorado, fate voi, Tolo è più southern che mai, Tony è cavalleresco, Michi ci scuote e Aldo sulle sue vorrebbe proseguire il viaggio.. ma questa è un’altra storia :)

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