Copertina di Led Zeppelin Physical Graffiti
Antonino91

• Voto:

Per appassionati di rock classico, fan dei led zeppelin, musicisti, amanti della musica anni '70 e critici musicali
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LA RECENSIONE

Avevo chiesto se qualcuno poteva fare la recensione di questo disco, ma nessuno voleva saperne. Allora ho preso il coraggio di farlo io, di dare luce a questo disco che sicuramente è molto interessante, con spunti molto memorabili della mitica chitarra di sir Jimmy, delle esotiche tastiere di Jones, della voce aggressiva di Plant e con le acrobazie pirotecniche di Bonzo.

Finora potrebbe sembrare un capolavoro, e su certi aspetti lo è davvero. Ma alcune canzoni si potevano evitare, non perché fossero brutte, ma perché davano l'impressione del "già sentito", ovvero la noiosina Down By The Seaside e la "già sentita" Black Country Woman. Entrambe sanno molto di riempitivo ma non intaccherò due epici dischi per due canzoni scemine.
Infatti il disco apre con un aggressivissimo rock blues, Custard Pie, impreziosito dalla chitarra di Page scintillante e graffiante e il clavinet di Jones. La traccia successiva, The Rover, è anche un classico hard rock blues, ma molto emozionante (soprattutto nel ritornello), con la voce di Plant che raggiunge picchi espressivi altissimi. In My Time Of Dying passerà alla storia, con i suoi 11 minuti, come la canzone più lunga (su album) del Dirigibile. Il brano è soprattutto uno show chitarristico di Page con riferimenti decisamente blues. Dopo i primi cinque minuti, con l'ingresso della batteria di Bonzo, la canzone si trasforma in un infuocato hard rock bruciato dagli attacchi di Bonzo e dalla chitarra ossessiva di Page. Un classico. Con Houses Of The Holy e Trampled Under Foot si torna alla forma canzone. Il primo è un solido rock che avrebbe dovuto essere la "title-track" di "Houses Of The Holy", il secondo è un pesante funk dalla sezione ritmica molto trascinante (anche qui Jones usa il glorioso e spassoso clavinet).
Il primo disco si chiude con uno dei grandi classici del suono Zeppelin: Kashmir, dove stordenti sonorità hard si intrecciano con sonorità dal sapore decisamente indiano, 8 minuti e 30 di grande spettacolo, ma la differenza la fanno gli archi inseriti da Jones, che conferiscono maggior esotismo assente negli album precedenti. Affascinante,così come la seguente traccia che apre il secondo disco, In The Light, introdotta dalle sonorità esotiche e suggestive delle tastiere di Jones, che ricordano le tematiche indiane di Kashmir, e seguita dalla chitarra in strepitosa forma di Page e dalla toccante voce di Plant. Bron-Y-Aur è uno strumentale basato sulla chitarra acustica di Page, interessante ma un po' isolato dal resto del disco.
Come detto prima, Down By The Seaside sa molto di riempitivo, ma è una cosa che si deve sopportare per soli 5 minuti. Infatti,dopo segue uno dei pezzi più significativi del disco (intendo disc 1 e 2) e della carriera dei Led Zeppelin, Ten Years Gone, commovente e struggente con la chitarra dolcissima di Page. Night Flight è un interessante pezzo rock morbido caratterizato dall'organo suadente di Jones e dalla spensierata batteria di Bonzo. The Wanton Song è uno dei pezzi più hard del disco e del dirigibile, completamente diverso dal pezzo precedente, Boogie With Stu, un divertentissimo boogie con (wow!) Plant alla chitarra e Ian Stewart (che aveva già suonato in Rock And Roll su "IV"). Di Black Country si è già parlato e il disco chiude con una potenza e un'aggressività abrasiva, Sick Again, incentrato sulla dura e possessiva chitarra di Page.

Pur avendo alcuni momenti pigri e poco solari, "Physical Graffiti" è un album molto godibile, cosa che purtroppo non si può dire del disco precedente, "Presence", che segna la (parziale) decadenza dei Led Zeppelin. Da ricordare che questo doppio vinile è stato fatto perlopiù con scarti di "Led Zeppelin III" e di altri album decorosi come "IV" e "Houses Of The Holy".

Imperdibile. Da considerarsi come un 4,5 piuttosto che un 4.

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Riassunto del Bot

La recensione mette in luce le qualità di Physical Graffiti, doppio album dei Led Zeppelin, sottolineandone i momenti memorabili e alcune tracce considerate riempitive. Vengono apprezzate le esecuzioni di Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones e John Bonham, con particolare attenzione a brani storici come Kashmir e Ten Years Gone. L'opera è definita molto godibile e quasi un capolavoro, nonostante qualche passaggio meno ispirato. Considerata una pietra miliare nel percorso della band.

Tracce testi video

Led Zeppelin

I Led Zeppelin sono stati una rock band britannica formata nel 1968 da Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones e John Bonham. Considerati pionieri dell'hard rock e dell’heavy metal, hanno rivoluzionato la scena musicale degli anni ‘70 con album epocali e performance live leggendarie.
109 Recensioni

Altre recensioni

Di  Miki Page

 "Physical Graffiti fotografa i Led all'apice della carriera, nel pieno delle loro forze."

 "Kashmir è un viaggio mistico tra sonorità orientali con un livello di espressività altissimo."


Di  paloz

 "In My Time of Dying è una delle canzoni più potenti del gruppo, difficile da dimenticare."

 "Let the music be your master" – frase stupenda contenuta in Houses of the Holy.


Di  claudio carpentieri

 Con l'ascolto di "In My Time Of Dying" si può dire di assistere ad uno dei capolavori in assoluto della band!

 Una doppia release che conferma ancora una volta lo stato di grazia dei quattro componenti del dirigibile, sempre capaci di creare musica degna del significato più nobile di questo termine.


Di  Rax

 Ogni persona di intelligenza normale sa che i doppi sono sempre brutti dischi e Physical Graffiti non sfugge alla regola.

 Kashmir è una vera e propria opera d’arte, con un riff memorabile e atmosfere eteree.