Come definire questo gruppo: sicuramente innovativo e di una creatività impressionante... con "17 re" confermano il loro talento e il loro variato stile musicale con testi superlativi (da capire, perche molti non si colgono al primo ascolto) i litfiba a molti possono sembrare stupidi ma ascoltandoli più volte mi sono ricreduto.
Mi sono ricreduto di nuovo ascoltando i dischi successivi a "3" roba pop-rock se non da tazza del cesso direi da bidet. In ogni caso "17 re" rimane con "desaparecido" nell'olimpo del rock italiano (cominciamo a parlare un po del disco) "17 re" si apre con -resta- bel pezzo, testo non particolarmente significativo ma piacevole all'ascolto continua con -re del silenzio- stesso giudizio per il sovracitato, e poi giù fino alla track n°5 -pierrot e la luna- poesia pura e atmosfere psichedeliche; track N°9 -apapaia- introduzione convincente, svolgimento magnifico: vero rock italiano; finisco con le tracks N°13-15 –gira nel mio cerchio- e –oro nero- a mio parere due dei brani migliori mai prodotti dai litfiba, musica alternativa al pallido pop di quegli anni, testi magnifici, musica coinvolgente, stile “non identificato”, eh già prima di loro nessun gruppo italiano si era avventurato in brani caotici come questi ultimi due, quindi 5/5 per lo stile, e 5/5 per il coraggio.
"Quando hai 20 anni qualunque cosa tu scriva profuma di poesia, sei caricato emotivamente, ami tutti gli sconosciuti."
"Litfiba, tu che sfoderi in questo 17 Re tutta la tua bellezza artistica, inconsapevole credo che a vent'anni di distanza le canzoni avrebbero mantenuto tutto il loro fulgore."
Un cuore di rosso fiammante, spinato, circondato dall’infinito allucinante.
Capolavoro difficile e sofferto.
"17 Re è, con ogni probabilità, l'album meno facile e più affascinante dei Litfiba, capace di sconfiggere l'usura del tempo con un sound innovativo."
"Piero Pelù, novello Iggy Pop che col suo famoso registro sciamanico, rende originale anche la più semplice delle liriche."
‘17 re’ rimarrà il loro miglior lavoro di sempre.
‘Apapaia’: forse la più grande canzone di questo gruppo.
Lo zenith è una mai più raggiunta alchimia di pensieri, immagini e suoni di totale bellezza e completa libertà.
Lo zenith dei Litfiba produce un percorso ambizioso e poliedrico aperto dall’incipt oscuro e furente della splendida Resta e chiuso dal drammatico senso ipnotico ed espressionista di Ferito.