Copertina di Litfiba 17 Re
David Bowie

• Voto:

Per appassionati di rock italiano, fan dei litfiba, cultori della new wave e del progressive, nostalgici degli anni '80, musicologi e curiosi della scena musicale italiana
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LA RECENSIONE

Qualche anno fa su una rivista specializzata, c'èra lo speciale sui 100 dischi italiani migliori di sempre e ricordo che tra i primi 20, figurava questo vecchio lavoro dei Litfiba. Ne sentivo parlare già da prima e sia titolo che copertina mi incuriosivano molto, oltre al fatto che si trattava di una rockband toscana apprezzata dal sottoscritto. Ma quel riconoscimento della critica, mi faceva pensare ad un album particolarmente ambizioso e diverso dal resto della loro fortunata discografia. Dopo averlo ascoltato per la prima volta lo scorso mese, capii perchè era così importante (soprattutto in quell'Italia musicale del 1987).
17 Re è, con ogni probabilità, l'album meno facile e più affascinante dei Litfiba, capace di sconfiggere l'usura del tempo con un sound innovativo che abbraccia la miglior tradizione New Wave e il Progressive di stampo italico. Soprattutto c'è da ricordare la magica ispirazione di quei membri: Gianni Maroccolo, che oltre ad essere l'inventivo bassista, era la prima mente del gruppo; Ghigo Renzulli, chitarrista dal timbro secco ed efficace; Antonio Aiazzi e i suoi voli pindarici con le tastiere; i precisi rintocchi percussivi di Ringo De Palma e non ultima, l'istrionica voce di Piero Pelù, novello Iggy Pop che col suo famoso registro sciamanico, rende originale anche la più semplice delle liriche ("stringi la mano e vieni via, ti porterò lontano" forse non vi dirà granchè, ma cantata in quel modo da Pelù...).

Ancora in possesso di una indubbia modernità, 17 Re si apre con le immediate "Resta" e "Re del Silenzio", che manterranno saldi legami con lo stile futuro dei Litfiba. "Cafè, Mexcal e Rosita" è un episodio minore ma pur sempre spassoso, con quelle tastiere saltellanti e la chitarra grezza in vena di scherzi. "Vendetta" sprigiona emozioni sconosciute, accentuate da un ritornello strano che si fa più liberatorio nel finale, guidato dall'acidità elettrica di Renzulli; discorso a parte per la notturna "Pierrot e la Luna", cronaca di un sogno irripetibile terminato dal memorabile assolo di Aiazzi.
Di seguito, scorriamo davanti un Tango a tempo di Rock, un'energia trascinante che trasforma Pelù Come un Dio nei cieli, un allucinato, misterioso soffocamento della Febbre, un'emozionante Apapaia (con quel perentorio "rispetta le mie idee" e il giro di chitarra da brivido del Renzulli, un avvincente viaggio nell'Univers, una Ballata evocativa come quella splendida linea di basso di Maroccolo, una martellante Gira nel mio cerchio... o ancora le tastiere da telefilm giallo di Oro Nero, accompagnate dal ritornello piacevolmente corale per finire con l'epilogo minaccioso, epico, struggente di Ferito.

Chi conoscesse solo i Litfiba di El Diablo o Terremoto, è avvisato: troverà uno scrigno sonoro dalla visionarietà impenetrabile che lo folgorerà poco a poco, come la sua bellissima copertina rosso acceso.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra "17 Re" dei Litfiba come un album cruciale e innovativo nel panorama del rock italiano anni '80. L'album fonde New Wave e progressive con un sound originale e moderno, supportato dalle capacità dei membri della band, specialmente la voce di Piero Pelù. Il disco, pur non immediato, conquista con brani ricchi di atmosfera e tecnica, rivelandosi un tesoro per gli appassionati e i fan della band. La recensione valorizza l'album come un'opera di grande influenza e fascino duraturo.

Tracce testi video

03   Cafè, Mexcal e Rosita (03:10)

04   Vendetta (05:30)

05   Pierrot e la Luna (04:00)

06   Tango (04:30)

08   Febbre (03:49)

Litfiba

Litfiba è una band rock italiana nata a Firenze all'inizio degli anni Ottanta. Con Piero Pelù (voce) e Ghigo Renzulli (chitarra) come figure centrali, la band è stata tra le realtà più influenti della new wave/post‑punk italiana e ha pubblicato album storici come Desaparecido, 17 Re e Litfiba 3. Negli anni Novanta il gruppo ha virato verso sonorità più rock/hard; in periodi successivi sono state effettuate reunion e tour celebrativi.
87 Recensioni

Altre recensioni

Di  Perez

 "Quando hai 20 anni qualunque cosa tu scriva profuma di poesia, sei caricato emotivamente, ami tutti gli sconosciuti."

 "Litfiba, tu che sfoderi in questo 17 Re tutta la tua bellezza artistica, inconsapevole credo che a vent'anni di distanza le canzoni avrebbero mantenuto tutto il loro fulgore."


Di  the clash

 Un cuore di rosso fiammante, spinato, circondato dall’infinito allucinante.

 Capolavoro difficile e sofferto.


Di  ms

 Con '17 re' confermano il loro talento e il loro variato stile musicale con testi superlativi.

 'Gira nel mio cerchio' e 'oro nero' sono due dei brani migliori mai prodotti dai Litfiba.


Di  Ferito

 ‘17 re’ rimarrà il loro miglior lavoro di sempre.

 ‘Apapaia’: forse la più grande canzone di questo gruppo.


Di  popmusic

 Lo zenith è una mai più raggiunta alchimia di pensieri, immagini e suoni di totale bellezza e completa libertà.

 Lo zenith dei Litfiba produce un percorso ambizioso e poliedrico aperto dall’incipt oscuro e furente della splendida Resta e chiuso dal drammatico senso ipnotico ed espressionista di Ferito.


17 re ha 7 recensioni su DeBaser.
Puoi scopri tutti i dettaglio nella pagina dell'opera.