BUON COMPLEANNO, ELVIS! (1995) 8,5/10
Questa non è una recensione. Questa è la mia vita (per stare in tema con Ligabue).
“Buon compleanno, Elvis!” esce nel 1995, ma ha un successo talmente fulminante (più di 1 milione di copie vendute) che nel 1997, in concomitanza con l'uscita de “Su e giù da un palco” (e conseguente concerto a San Siro, il primo dei tanti, dei troppi, del Liga) è ancora in classifica. Io nel 1997, a luglio, sono in colonia a Cesenatico e ho 12 anni. Un tipo, un tale Luca, coetaneo mio, me lo fa ascoltare tramite walkman. A me piace, piacerà anche in futuro, ma il suono mi piace, poi cosa dica esattamente non lo so, però mi “acchiappa”. Tornato a casa costringo mio padre a comperare la musicassetta: sarà il disco che ascolterò di più nella mia vita.
Nel 1998 sono ad Albenga in vacanza ad agosto con la mia famiglia come da quando avevo 1 anno. Ho devastato la musicassetta, il nastro salta: mio papà é costretto a ricomperarmela.
Ai tempi delle scuole superiori, durante l'ora di religione, chiedo alla mia insegnante (povera!) se “Il cielo è vuoto o il cielo è pieno”. Lei mi guarda strana e mi dice che non lo sa. Credo sia da quel momento che ho cominciato a dubitare dell'Altissimo. Le prime cotte, le prime vacanze estive con gli amici, quando ti senti “Leggero, nel vestito migliore”. Quella volta a Barcellona abbiamo combinato un casino in hotel (meglio sorvolare), ma l'estate dopo, in Liguria, in riva al mare, mi sono sentito come uno “con in testa un po' di sole, ed in bocca una canzone”. Felice, e basta.
Di sera facevamo macello, e ne abbiamo fatto abbastanza, insomma “I ragazzi sono in giro”, fino a che, all'Università (Beni Culturali), scopro che la musica è altro, e grazie ad alcune compagne di corso (più compagne che compagni, compagne in tutti i sensi) scopro la musica degli anni '60 e '70, soprattutto straniera (quella italiana, cantautorale, la conoscevo già). Diventò un beatlesomane (parola che non esiste, ma credo spieghi bene tutto) e ne capisco “La forza della banda”. Il giorno della laurea, 11 luglio 2011, sono felice perchè posso, mentalmente, mandare a fanculo “quel vecchio professore che ti ha rubato tempo con la sua mediocrità”.
I primi lavori. Primo lavoro in assoluto fotografo di modelle. A Milano non è così raro. Lavoro 4 ore al giorno di pomeriggio. Divertente. Poi passo ai call center, e non so se sono “Vivo, morto o X”. M'impegno e mi abilito per l'insegnamento. Lavoro in una scuola superiore solo 2 anni, perché nel frattempo, a causa di uno stage presso una nota casa editrice, vengo chiamato per scrivere recensioni di musica e, soprattutto, di film. Bello. Faccio anche qualche intervista a gente più o meno famosa e capisco che “Non dovete badare al cantante”. Ma l'amore mi gioco uno scherzo, e da Milano mi trasferisco a Bologna. Ci starò poco, un anno e mezzo. Ma capisco finalmente il significato di “Rane a Rubiera blues”, e “Certe notti” passo il tempo sotto i portici verso San Luca. Poi l'amore finisce, e ritorno a Milano. Ma se ne riapre un secondo. Questa volta “condito” dal matrimonio. Io cambio lavoro e mi “riordino” l'esistenza come agente immobiliare. Nei fine settimana si va a passare le giornate sul Ticino, a volte “Seduto in riva al fosso”. La amo moltissimo (è stata il mio unico amore) ma scopro anche l'esistenza di una cosa chiamata “disturbo schizzoaffettivo” (il bipolarismo mi era già noto) e starle accanto non è facile, a ripeterle mille volte “Quella che non sei, quella che non sei non sarai a me basterà”, anche perchè c'è sempre stato “un posto dentro te in cui fa freddo, è il posto in cui nessuno è entrato mai”. Però, al di là di tutto, grazie “per la vita che hai passato”: quella non si dimentica.
L'anno scorso tutto precipita verso fine anno e mi licenzio. Ad inizio anno divorziamo. Ricontatto quelli della casa editrice, mi dicono che posso ritornare anche dopo tanti anni. Ottimo. Nel frattempo, nel 2018, mio papà scopre di avere un tumore, se ne va dopo 6 mesi. Neanche il tempo di salutarlo: “Hai un momento, Dio?” chiesi all'epoca. Ma il cielo, se vuoto o pieno, non mi rispose. Poi, chissa perchè, mi viene in mente che nel 2027 saranno 50 anni dalla scomparsa di Elvis. Wow.
Buon compleanno Elvis consacrò il suo rilancio, il suo miglior album che segna anche una svolta nel suo modo di musicare.
'Certe notti', una pietra miliare della musica italiana, una lenta ballata che è diventata la colonna sonora di tanti giovani.
Il cd e il tour successivo fanno esplodere il “fenomeno ligabue”: il rock deciso ed energico del cd regala al cantante il primo piano nella scena italiana.
Ciò che mi ha convinto di più di “Buon compleanno Elvis” è stata la bravura di Liga di produrre un cd senza alti e bassi, con 14 brani che ti coinvolgono dall’inizio alla fine.
Vivo morto o x, un pezzo graffiante, rock allo stato puro, quello che ti fa pensare, ti fa incazzare, ti fa cantare.
Ora chiudi gli occhi e ricorda i suoi lineamenti.
Il Liga è piacevolmente rassicurante. È un amico fedele, un po' come Battisti.
Luciano Ligabue ha accalappiato frammenti di U2 e Springsteen, istantanee di Guccini e quell'insofferenza scorbutica tipica di un certo rock.