Copertina di Mark Lanegan Whiskey For The Holy Ghost
il pungolo

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Per amanti della musica blues e folk, appassionati di rock alternativo anni '90, fan di cantautori intensi e atmosfere noir
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LA RECENSIONE

Mark Lanegan ha la voce scucita e le parole gli cascano dalla gola.

Finiscono raccolte in una bacinella di acidi suoni folk, che affondano le radici molto più in giù di quanto avevano fatto le precedenti distorsioni degli alberi urlanti.

Anno domini 1993: l'impero alternativo inizia la propria parabola discendente, Lanegan è uno dei primi a pianificare una fuga dalla città dei fantasmi. Per viaggiare leggero e sentirsi libero si porta dietro una strumentazione ridotta all'osso: chitarra, basso acustico, batteria. Eventuali altri inserti strumentali li raccoglierà per strada. Nella mano destra, una bottiglia di whiskey, presumibilmente imbevuta dello lo spirito di Tom Waits, quello vero.

"Whiskey For The Holy Ghosts" è il secondo lavoro solista di Lanegan ed è un disco blues, puro perchè sporco, gonfio di ubriachezza e lordo di cenere. Seppur scritto in un periodo balordo per l'autore, quando il nostro è uno dei tanto fantasmi riflessi in un bicchiere mezzo vuoto, è tuttavia un disco quieto e, sia pure segnato da una forte tensione emotiva, straordinariamente lucido. Poche distrazioni e pochissime distorsioni: qui è' la tradizione americana a farla da padrone tra western elettrificato (Pendulum), inserti di violino e contrabbasso (Carnival), echi di carillon (The River Rise), tappeti organo (Kingdoms of rain), sentenziosi rulli di tamburo (Beggar's Blues). La voce, rauca e sublime, è in primo piano, sempre su tutto, a decantare liriche che, rispetto all'esordio di tre anni prima, risultano di più ampio respiro sebbene poeticamente scarne e dirette.

Probabilmente il picco più alto della sua produzione, "Whiskey For The Holy Ghost" è forse il vero esordio del Lanegan d'autore, enfatico cantastorie noir, dalla classe assolutamente indiscutibile.

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Riassunto del Bot

Whiskey For The Holy Ghost è il secondo album solista di Mark Lanegan, un lavoro blues autentico e intenso. Con voce graffiante e arrangiamenti essenziali, Lanegan costruisce atmosfere noir e folk, segnando una svolta artistica importante. L'album è caratterizzato da emozioni forti e una lucida malinconia, un'opera matura che riflette il periodo difficile dell'autore ma anche la sua crescita musicale.

Tracce video

01   The River Rise (04:30)

02   Borracho (05:41)

03   House a Home (03:06)

04   Kingdoms of Rain (03:23)

05   Carnival (03:40)

06   Riding the Nightingale (06:17)

07   El Sol (03:42)

08   Dead on You (03:10)

09   Shooting Gallery (03:32)

10   Sunrise (02:56)

11   Pendulum (02:12)

12   Judas Touch (01:37)

13   Beggar's Blues (05:36)

Mark Lanegan

Mark Lanegan (1964–2022) è stato un cantautore e musicista statunitense, noto come voce degli Screaming Trees e per una lunga carriera solista tra rock alternativo e folk-blues, oltre a numerose collaborazioni.
21 Recensioni

Altre recensioni

Di  Ummagumma72

 Il disco inizia con 'The River Rise', stupenda ballata infestata di arpeggi.

 Tutti i pezzi comunque rispecchiano l’animo tormentato del cantautore che non ama interviste e che compone veramente quello che si sente dentro.