A mio parere questo oltre ad essere un disco che rappresenta la quintessenza del thrash metal anni 80 è anche uno dei migliori dischi dell'havey metal nonchè un album che merita di entrare nella storia del rock in generale.
Ci sono 9 pezzi e secondo me tutti gli album del mondo non dovrebbero averne di più sennò il "riempitivo" è d'obbligo e il riempitivo è qualcosa di orribile. Qui non si spreca davvero nulla. È tutto perfetto, incredibile ma vero. La registrazione è perfetta, l'esecuzione è da paura, i pezzi sono ultra energetici, veloci ma comunque un minimo accattivanti, sempre in perfetto equilibrio nonostante la durezza del puro thrash.
Per quanto riguarda il songwriting confesso che non so bene l'inglese e per quel che mi riguarda potrebbe anche essere roba da cerebrolesi (anzi ne ho il sospetto) ma il problema non si pone minimamente perchè il disco spacca comunque e il vecchio thrash in fondo non ha mai avuto pretese intellettuali. Insomma potete rimanerne delusi solo se il genere non fa proprio per voi.
Uscito nel 1990, se la gioca bene anche se confrontato con i migliori album dei Metallica del passato. Dave Mustaine (che ha fatto anche parte dei Metallica) è nato per fare questa musica, un vero talento che secondo me ha anche una voce inconfondibile che dà ancora più personalità al tutto.
Procuratevelo, è fondamentale.
Un disco tagliente come un’ascia da boscaiolo!
‘Hangar 18’ è l’esperienza thrash metal che ha disintegrato il mondo.
"Rust In Peace è il frutto del lavoro di quattro artisti dotati di capacità fuori dal comune."
"Un thrash metal estremamente elaborato che giustifica appieno il prefisso 'techno'."
Holy Wars ma soprattutto Hangar 18 le vere song che spaccano il culo.
Stupendo album Speed/Thrash Metal per gli old Megadeth assolutamente da avere nella vostra discografia.
Che dire, un capolavoro.
Marty Friedman è proprio l'elemento vincente di questo disco: i suoi esorbitanti assoli sono la prova della sua tecnica compositiva impeccabile.
"Rust In Peace, disco cardine del movimento metal mondiale nel 1990, è uno di quei lavori la cui importanza è difficile da descrivere completamente."
"Chris Poland è super in forma, sciorina scale e fraseggi imprevedibili dal gusto unico, e si propone ancora una volta come il successore di Allan Holdsworth nel metal."