Copertina di Muse Will Of The People
GrantNicholas

• Voto:

Per appassionati di rock alternativo e metal, fan dei muse, amanti della musica britannica contemporanea
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LA RECENSIONE

Nono album in studio per i Muse, “Will Of The People” arriva a quattro anni da quel “Simulation Theory” non esattamente accolto con grande calore, né dalla critica né dal pubblico.

Laddove la prova precedente imboccava con decisione una strada ben definita (anche se poi, a livello di risultati, forse un tantino disomogenea), andando a pescare a piene mani nell’immaginario eighties e facendo il pieno di sintetizzatori e suoni vintage, questo nuovo lavoro è stato concepito, a detta del leader Matt Bellamy, come un “greatest hits di inediti”. Non a caso, la Warner aveva richiesto al trio britannico una raccolta di successi, ma i tre del Devon ha optato invece per il comporre dieci brani nuovi di zecca, autoprodotti e registrati tra Londra e Los Angeles.

Anche in questo nuovo disco l’eterogeneità la fa da padrona, ma stavolta c’è un maggior senso di compimento ed i singoli episodi sembrano legati da un collante ben più saldo rispetto alla prova precedente. A tratti si palesa il tanto richiesto (dai fans della prima ora) “ritorno alle origini”, come nelle mazzate industrial metal di “Kill Or Be Killed” o nel refrain del lead single “Won’t Stand Down”, che però ben presto si scioglie in una coda metalcore mai azzardata finora dalla band britannica. In “Euphoria” si sfiora addirittura il fanservice, viste le citazioni evidenti a vecchi ed amatissimi episodi come “Bliss” e “Knights Of Cydonia”. In altri casi si va a recuperare il vero, grande amore del virtuoso frontman Bellamy: ovvero i Queen, che si palesano fin troppo evidentemente nella pomposa “Liberation”.

Il tutto è inaugurato dal glam rock della titletrack, fin troppo debitrice del vecchio classico del Reverendo Manson “The Beautiful People”, e dal secondo singolo “Compliance”, un synth pop che però a conti fatti è l’episodio meno incisivo del lavoro. “Ghosts (How Can I Move On)” si sposta in territorio ballad per piano e voce, e ricorda da vicino (come dichiarato dallo stesso Matt) certe cose di Adele. Non manca una cavalcata devastante come “You Make Me Feel Like It’s Halloween”, che sarà il prossimo singolo e recupera certe pulsioni ottantiane evidenti sopratutto nella vecchia “Map Of The Problematique”. Chiude il punk rock sparato a mille à la Biffy Clyro di “We Are Fucking Fucked”.

Un bel disco questo “Will Of The People”, a conti fatti il miglior album dei Muse da “The Resistance”.

Brano migliore: “Kill Or Be Killed”

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Riassunto del Bot

Will Of The People è il nono album in studio dei Muse, che segna un ritorno alle radici con un mix variegato di rock, metal e synth pop. Il disco è accompagnato da una maggiore coesione rispetto al precedente lavoro e contiene brani che richiamano icone come Queen e sonorità anni '80. La critica lo considera il miglior album della band da The Resistance, grazie a pezzi forti come 'Kill Or Be Killed'.

Tracce

01   Will Of The People (03:19)

02   We Are Fucking Fucked (03:37)

03   Compliance (04:11)

04   Liberation (03:07)

05   Won’t Stand Down (03:29)

06   Ghosts (How Can I Move On) (03:37)

07   You Make Me Feel Like It’s Halloween (03:00)

08   Kill Or Be Killed (04:59)

09   Verona (04:58)

10   Euphoria (03:23)

Muse

I Muse sono un trio britannico fondato nel 1994 a Teignmouth, noto per un approccio eclettico: dal rock alternativo all’elettronica, sinfonie barocche e derive pop mainstream. Celebri per live spettacolari, contaminazioni e testi distopici e paranoici.
81 Recensioni

Altre recensioni

Di  splinter

 "Will of the People sembra un resoconto ben organizzato, come se la band si fermasse un momento per riflettere su quanto fatto finora."

 "Won’t Stand Down è metal in stile Muse, suona come se il metal lo stessero inventando loro ed è un fatto notevole."