Il terzo disco dei My Chemical Romance, probabilmente la band più famosa di internet (la carriera di questo gruppo è stata praticamente lanciata da un seguito di culto formatosi tramite newsgroup e peer to peer) è fondamentalmente un concept album sulla morte e in particolare sulla storia di un ragazzo che muore giovane... tutto molto emo ovviamente, ma l'impressione che ne ho ricavato durante l'ascolto è invece che questa band avesse l'obiettivo di realizzare un disco eclettico, cambiando atmosfera e stile tra una canzone e l'altra, proprio nella maniera di una rock opera in puro stile 70's.
Mi ha ricordato un pò l'approccio dei Clash di "London Calling", ossia quello di una punk band che fa punk senza suonare tipicamente punk: allo stesso modo, mi sembra di avere intuito che i MCR volessero fare emo senza suonare tipicamente emo... infatti i nomi tirati in ballo nelle interviste di presentazione (Beatles, Pink Floyd, Queen, Smashing Pumpkins, Smiths) sono ben diversi da quelli che ci si potrebbe aspettare per un gruppo la cui proposta è stata spesso eccessivamente "filtrata" dai canali dedicati ai teenagers.
Già il singolo "Welcome To The Black Parade" (praticamente una "Bohemian Rapsody" personale) mi aveva fatto redimere dal dubbio di avere inquadrato, con un po' di ottusità lo ammetto, i MCR come una sorta di boy band per ragazzine "alternative": invece un cazzo, questi sanno comporre e suonare alla grande, il frontman Gerard Way ha una personalità e un'abilità interpretativa da far pensare addirittura al primo Freddie Mercury e ci sono i presupposti per far sì che questa band possa diventare un fenomeno generazionale, risultato encomiabile in questi tempi "spersonalizzanti" .
La verità è che i My Chemical Romance hanno una grande chance con questo nuovo album: firmare con il loro nome il disco definitivo di tutta la generazione emo che sta crescendo in questi anni e rappresentare per tanti ragazzi quello che i dischi dei Beatles, o dei Sex Pistols hanno rappresentato per i giovani delle passate generazioni.
Non mi vergogno ad affermare che a me questa "svolta" piace e convince, si vede che "ci stanno provando" e io adoro questo tipo di coraggio.... mi piace, l'idea di un "Sgt. Pepper's" da consegnare al pubblico giovanile: voglio dire, sono i ragazzi di oggi, perchè demonizzarli?
Piacciono alle ragazzine, e allora? Anche Bowie nel '72 piaceva alle ragazzine, anzi il suo pubblico all'epoca era prevalentemente di quel target: tra l'altro mi conforta sapere di non essere il solo a pensarla così , dato che l'NME ha assegnato a quest'album un onorevolissimo 9/10 definendo i MCR "la più grande band del mondo" e il Rolling Stone (non è la bibbia, ma tant' è..) ha paragonato questo lavoro a dischi dal potenziale generazionale come "Nevermind" e "American Idiot".
In ogni caso, credo di avere capito che il tema di questo album sia la storia di un malato di cancro in fase terminale che rivive con la mente, anche attraverso allucinazioni, la sua vita, intersecando i suoi ricordi con una serie di visioni ambientate in una dimensione indefinita il cui tema ricorrente è appunto questa "Black Parade" che è una trasposizione inconscia di un ricordo legato alla sua infanzia.
L'ispirazione principale per questo concept è sicuramente il romanzo "Marabou Stork Nightmares" di Irvine Welsh (tra l'altro proprio il titolo di un altro romanzo di Welsh, "Three Tales Of Chemical Romance", ha ispirato lo stesso nome del gruppo), e lo stesso taglio di capelli, ora biondi e corti, di Way, pare che sia stato effettuato proprio per entrare nel tema della storia, alludendo alle sedute di chemio del protagonista... molto teatrale, forse pretenzioso, ma queste cose non le faceva forse anche Peter Gabriel 30 anni fa (e infatti veniva massacrato dalla critica)?
L'album è a metà dall'essere un concentrato di emo esplosivo (con delle performance vocali e interpretative di Way strabilianti) e un omaggio, con citazioni o rievocazioni, ai dischi che hanno segnato la storia del rock: così l'iniziale, drammatica "The End" richiama la "Five Years" di Bowie (non a caso il titolo provvisorio dell'album era "The Rise And Fall Of My Chemical Romance"), "Dead!" è una versione a chitarre sparate del britpop anni '90, "Mama" è un vaudeville dalle forti tinte glam (con tanto di surreale duetto con Liza Minelli!), "Teenagers" sembra uno dei numeri dei Roxy Music " spensierati" mentre, come in ogni disco di rock "classico" che si rispetti, non mancano alcune ballad di quelle destinate a essere imparate a memoria dai fan, come "Disenchanted", "I Don' t Love You" e SOPRATTUTTO "Cancer", una delle canzoni più toccanti che abbia mai ascoltato, con un testo in cui si analizza in modo nudo e crudo lo strazio di un malato terminale di cancro: il pezzo va dritto in faccia all' ascoltatore e onestamente non ricordo di avere mai sentito un brano che descriva un tema così difficile con tanta disarmante semplicità... non mi vergogno di dire che ho pianto ascoltandolo, e penso che sia impossibile restarne indifferenti.
Insomma, c'è proprio tutto: "The Black Parade" è un discone, e ha ben poco a che fare con l'immagine che, erroneamente, è stata affidata a questa band: sono sicuro che molti, se lo ascolteranno, potrebbero perdere tutti i pregiudizi di cui sono stato vittima anch'io.
Non voglio convincere nessuno, ma fregatevene degli schemi mentali di qualunque tipo e date una chance ai My Chemical Romance... non è certo se lasceranno il loro nome nell'immaginario del rock, ma ci stanno provando, e corrono davvero il "rischio" di riuscirci alla grande.
"Il pezzo più bello è 'Welcome to the Black Parade' davvero splendido e singolo azzeccatissimo."
"The Black Parade è un disco molto ben fatto punk-rock con diverse influenze musicali."
L'album sembra realmente una gigantesca parata in cui si esibiscono i membri della band, accompagnati dalle tenebre e dalla morte.
L'ascoltatore resta in bilico tra la depressione e la voglia di rivincita ispirata dalla grande energia dell'album.
"Welcome To The Black Parade è il miglior brano dell'album: un crescendo continuo, enfatico sin dall'intro a base di note pianistiche."
"Un album decisamente vario e ben suonato che si lascia ascoltare, con alcuni momenti piacevoli e un meritato applauso alla band."
Il sound infatti subisce una trasformazione: dal dark-punk paranoico al pop-rock.
The Black Parade è il classico esempio commercializzazione causata da MTV e i media di massa.
"The Black Parade è un album difficile da capire e da decifrare."
"Per farla breve, si tratta di un album rock, con molte venature punk e qualche spunto più alternative rock, condito da qualche riff hard rock qua e là e ritornelli orecchiabili."