Premessa: chi scrive non è un patito di musica Emo. Credo che questo sia dovuto al fatto di essere una generazione indietro rispetto a chi vive di musica Emo, anche se parlare di diverse generazioni è strano, considerato che il sottoscritto è un ventenne. Anche se la sua origine (come derivato del rock e del punk) risale agli anni ottanta, l'Emo ha ottenuto visibilità mondiale solo in questo secolo, quando qualche (furbo) produttore musicale ha deciso di associarlo al pop, sperando di replicare il successo avuto negli anni precedenti dalla mistione di generi (si pensi al pop-punk dei Blink-182, al Nu Metal dei Korn o al rapcore dei Linkin Park, tanto per fare degli esempi). Sono così nate band come i Fall Out Boy, i Panic! at the Disco, i Something Corporate o, appunto, i My Chemical Romance. Il successo è grande, soprattutto in America, e iniziano a vedersi con molta più frequenza gli emo boys e le emo girls (visitare qualche profilo su MySpace per farsi un'idea… ), e tutto ciò che questo comporta (capigliatura, modo di vestirsi, di comportarsi e così via). Dettagli che possono farci riconoscere un emo(tional) sono la tristezza perenne (causata in gran parte dalla convinzione di avere sempre e comunque il mondo contro), l'introversione e la conseguente poca loquacità, il colore nero dei vestiti (uguale a quello dei goth, ma pare che agli emo non piaccia essere confusi con loro) e la morte come pensiero fisso.
Ora che ho più o meno definito il genere di musica, entro nel dettaglio con questo album dei My Chemical Romance (forse la band più famosa tra quelle della nuova era Emo), The Black Parade. Dovreste esservi già fatti un'idea sul tipo di canzoni presenti in questo album: testi molto dark, spesso portati all'estremo e quindi quasi apocalittici. Bisogna dire che il titolo dell'album rispecchia fedelmente le canzoni, visto che sembra realmente di assistere ad una gigantesca parata in cui si esibiscono, con grande pomposità e assolutamente fuori dalle righe, i membri della band, accompagnati dalle tenebre e dalla morte. Paradossalmente, però, ascoltando l'album non si avverte solo la costante della morte ma anche il suo opposto, la vita, che si impone grazie alla voce del cantante Gerard Way, rumorosa, triste ma anche forte e melodica. Un'opposizione simile nasce anche nell'ascoltatore, sempre in bilico tra la depressione e la voglia di rivincita ispirata dalla grande energia dell'album.
In conlusione, ci troviamo di fronte ad un album veramente ben fatto, must-have per gli emo boys e le emo girls ma consigliato anche a chi vuole semplicemente ascoltare 52 minuti di buona musica.
"Welcome To The Black Parade è praticamente una 'Bohemian Rhapsody' personale."
"Cancer è una delle canzoni più toccanti che abbia mai ascoltato, con un testo che descrive con semplicità lo strazio di un malato terminale."
"Il pezzo più bello è 'Welcome to the Black Parade' davvero splendido e singolo azzeccatissimo."
"The Black Parade è un disco molto ben fatto punk-rock con diverse influenze musicali."
"Welcome To The Black Parade è il miglior brano dell'album: un crescendo continuo, enfatico sin dall'intro a base di note pianistiche."
"Un album decisamente vario e ben suonato che si lascia ascoltare, con alcuni momenti piacevoli e un meritato applauso alla band."
Il sound infatti subisce una trasformazione: dal dark-punk paranoico al pop-rock.
The Black Parade è il classico esempio commercializzazione causata da MTV e i media di massa.
"The Black Parade è un album difficile da capire e da decifrare."
"Per farla breve, si tratta di un album rock, con molte venature punk e qualche spunto più alternative rock, condito da qualche riff hard rock qua e là e ritornelli orecchiabili."