Copertina di My Chemical Romance The Black Parade
lovelorn

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Per appassionati di musica rock, alternative e emo-punk, fan dei my chemical romance e ascoltatori curiosi di concept album emozionali.
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LA RECENSIONE

Per una volta mi sono distaccato dai miei gotici ascolti per dedicarmi ai My Chemical Romance, una band che, passaggi su Mtv e ragazzine pseudo-dark a nutrire la folta schiera di fans italiani a parte, non ha mancato di suscitare in me qualche piccolo interesse, soprattutto grazie a quella che personalmente ritengo una delle più belle canzoni mainstream-rock degli ultimi anni: "Welcome To The Black Parade". Abbandonate le sonorità emo-punk predominanti fino al precedente "Three Cheers For Sweet Revenge", è il rock il territorio in cui sconfina la band con "The Black Parade", concept album che, nonostante affronti un tema piuttosto cupo come la morte, rivela una certa positività di fondo.

"The End" è una breve intro che funge da apripista, ma è dalla seconda traccia che il divertente ma allo stesso tempo riflessivo show dei My Chemical Romance prende il via. "Dead" è una canzone decisamente rock dagli accenni punk sorretta da riff mai banali. "This Is How I Disappear" si fa leggermente più pesante rispetto alla track precedente, e la performance vocale del singer Gerard Way, candidato a spodestare Ville Valo degli Him dal podio dei cantanti preferiti tra le adolescenti finto-dark in piena tempesta ormonale che tanto spopolano in Italia, si fa più melodica nel creare un ritornello potente ma "catchy" al punto giusto, e allo stesso tempo più aggressiva nel bridge, dove le chitarre spingono al massimo. "The Sharpest Lives" è più canonica e pop-oriented rispetto alle canzoni che l'hanno anticipata. Questa svolta non è del tutto congeniale, perché il reiterarsi del ritornello per tante volte in poco più di tre minuti può rendere una canzone noiosa e ripetitiva, nonostante quella presa in considerazione si concluda in maniera decisamente godibile. "Welcome To The Black Parade" è il miglior brano dell'album: un crescendo continuo, enfatico sin dall'intro a base di note pianistiche, passando per i ritmi marziali scanditi dalla batteria fino ad arrivare all'energico e cantabile ritornello ed alla conclusione quasi pomposa. C'è spazio anche per una rock-ballad tutto sommato carina: "I don't Love You". "House Of Wolves" sembra invece rubata ad un altro gruppo (non riesco a capire quale sia tra i tanti, ma credo sia normale per un non appassionato), e, nonostante la sempre singolare prestazione vocale, non mi ha convinto molto. "Cancer" si avvicina ad una dimensione da musical in salsa rock: piacevole, nonostante la scarsa durata. "Mama" ha un gusto decisamente retrò, mi verrebbe da dire circense-cabarettista, ma ad esso fa da contrasto un tappeto di chitarre al limite dell'hard-rock. "Sleep" è un altra canzone rock abbastanza tirata, tuttavia meno particolare delle precedenti. Piccola tentazione di plagio in "Teenagers", dove fa capolino una vena molto allegra e decisamente offspringhiana. "Disenchanted" è forse un tributo alle sonorità del passato della band; che, purtroppo, ricorrono solo in questo episodio, uno tra i migliori del disco con le sue chitarre acustiche, gli archi in sottofondo e il ritornello dal mood malinconico. "Famous last words" è un'altra rock-ballad piuttosto affabile che è stata inoltre scelta come secondo singolo, ma a chiudere l'album è una brevissima traccia nascosta: qui i My Chemical Romance tornano a fare gli intrattenitori da palcoscenico, palesando così la propria vena ironica.

Un album decisamente vario e ben suonato questo "The Black Parade" che, pur nella sua esplicita commerciabilità si lascia ascoltare, tra l'altro con alcuni momenti piacevoli. Non la copia dei Green Day di "American Idiot", non la versione emo dei Blink 182, ma semplicemente una risposta qualitativa a tutte le pseudo-punk band che tanto hanno avuto successo tra i teenager negli ultimi anni.

Alla band, che grazie ad un discreto bagaglio tecnico ed influenze decisamente variegate (dal classic metal al mainstream-rock, dall'emo-punk fino ad arrivare agli anni ‘70) ha saputo rimaneggiare in maniera più che convincente una formula che aveva già fatto (senza i giusti meriti) la fortuna di altri, va un meritato applauso.

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Riassunto del Bot

La recensione esplora The Black Parade, album che segna il passaggio dei My Chemical Romance a sonorità più rock rispetto al passato emo-punk. Con un concept cupo ma positivo, il disco presenta tracce varie, da anthem energici a ballad riflessive. L'autore apprezza la tecnica della band e le influenze diverse, riconoscendo l'album come una validissima proposta nel panorama musicale alternativo degli anni 2000.

My Chemical Romance

My Chemical Romance è una band statunitense del New Jersey, spesso associata all'emo dei 2000 ma descritta nelle recensioni anche come rock/punk con forte teatralità e ambizione da concept album.
17 Recensioni

Altre recensioni

Di  Francis1

 "Welcome To The Black Parade è praticamente una 'Bohemian Rhapsody' personale."

 "Cancer è una delle canzoni più toccanti che abbia mai ascoltato, con un testo che descrive con semplicità lo strazio di un malato terminale."


Di  Birbabirba

 "Il pezzo più bello è 'Welcome to the Black Parade' davvero splendido e singolo azzeccatissimo."

 "The Black Parade è un disco molto ben fatto punk-rock con diverse influenze musicali."


Di  ascensions86

 L'album sembra realmente una gigantesca parata in cui si esibiscono i membri della band, accompagnati dalle tenebre e dalla morte.

 L'ascoltatore resta in bilico tra la depressione e la voglia di rivincita ispirata dalla grande energia dell'album.


Di  flebo

 Il sound infatti subisce una trasformazione: dal dark-punk paranoico al pop-rock.

 The Black Parade è il classico esempio commercializzazione causata da MTV e i media di massa.


Di  Fede89

 "The Black Parade è un album difficile da capire e da decifrare."

 "Per farla breve, si tratta di un album rock, con molte venature punk e qualche spunto più alternative rock, condito da qualche riff hard rock qua e là e ritornelli orecchiabili."