Ecco un' altro album importantissimo degli anni 90: il debutto degli Oasis.
I grandi eredi dei Beatles, che hanno venduto milioni di copie caratterizzando il movimento brit-pop e ridato linfa al fascino del marchio inglese, proprio mentre il grande Tony Blair stava per cacciare i conservatori al potere.
Quest'album è fantastico.
Da una parte ci sono le chitarre, con un muro del suono molto spesso e tipicamente british: dai Sex Pistols ("Cigarettes And Alchol") ai Rolling Stones ("Supersonic"). Ma a tenere banco sono sopratutto le melodie di derivazione Beatles: come dimenticare "Live Forever", forse una delle più belle canzoni degli anni 90? La voce di Liam Gallagher fa venire sempre i brividi mentre canta "Maybe I don't really want to know how your garden grows 'cause i Just want to fly… ".
Come sappiamo tra Liam e Noel ci sono sempre state scaramucce: Noel è un grandissimo chitarrista, ma per me non è altrettanto bravo a cantare. Meglio che lasci la scena al giovane e dotato fratellino! Insomma, un album insomma imperdibile, forse inferiore al successivo "Morning Glory", ma l'inizio del brit-pop si può rintracciare in queste meravigliose canzoni.
Sicuramente molto meglio gli Oasis dei Blur!
Questo album è solo casino, e basta.
Appena comprato questo cd è stato cestinato senza pietà...
Noel Gallagher ci aveva avvertito, gli Oasis non sono innovatori, vogliono solo colpirti con canzoni semplici che sono instant classic.
Live Forever è un vero inno alla vita, per chi cerca di realizzare qualcosa di eccezionale e vivere così per sempre.
Sì, è ascoltabile, ma non è certo un cd “intramontabile” o un “capolavoro” come ho sentito dire da alcuni.
Se un album non piace, bisogna scartarlo e dedicarsi ad un altro, mi sembra inutile insistere!
La prima canzone è "Rock'N'Roll Star", pezzo storico degli Oasis, che porta una gran bella scarica di adrenalina.
Un'altra canzone aggressiva è "Cigarettes & Alcohol", strapiena di riferimenti alla droga, ma da ascoltare comunque tranquillamente.
Live Forever: una gran canzone che divenne il vero e proprio inno di una generazione.
Se la prima si perde in accordi un po’ troppo azzardati, la seconda annoia con la sua eccessiva mielosità.