Questa volta lo possiamo proprio dire: "gli Oasis sono tornati" (o forse non se ne erano mai andati ?).
Il disco si apre con "Turn up the sun" gran bel pezzo, trascinante ed esaltante, scritto dal bassista Andy Bell. "Mucky fingers" potrebbe sembrare un pezzo dei migliori Velvet underground... invece... "Lyla" rappresenta un po' una delusione, innanzitutto discutibile la scelta di pubblicarlo come primo singolo, canzone dal facile ritornello, sicuramente cantata con il supporto di 50000 persone è un'altra cosa, però...
"Love like a bomb" Liam mette in evidenza la sua voce e lo fa nei migliore dei modi, colmando le lacune della canzone. "The importance of being idle" è la perla del disco, sicuramente la più bella canzone passata in radio o su mtv dal 2000 ad oggi. PERFETTA. "The meaning of soul" scritta da Liam, grintosa, breve e senza fronzoli. "Guess god thinks i'm able" anche questa scritta un Liam sempre più ispirato, canzone che eseguita dal vivo acquista in psichedelia. "Part of the queue" Noel è cresciuto, si sente anche qui, la canzone forse meno Oasis del disco. Ottima. "Keep the dream alive" il bassista regala un'altra grande canzone. Potere alle chitarre.
"A bell will ring" scritta dal chitarrista Gem Archer, già presentata nella precedente tournèe, niente di nuovo, ma gradevole. Ottima la parte di batteria. "Let there be love" sarà una canzone banale, ma Liam e Noel che si dividono la canzone è un evento. Ad un loro fan è un brano che fa venire la pelle d'oca...
Per me grandi Oasis, per fortuna che ci siete voi, e lo dico con convinzione.
Il disco suona molto poco Oasis, e molto anni '70, stile Stones-Kinks -(ovviamente) Who.
Soddisfatti o rimborsati? Certamente soddisfatti, anche se non al 100 %, ma al 70.
Questo è una PIETRA MILIARE, gente, una PIETRA MILIARE.
Il miracolo è che gli Oasis erano morti, crocifissi e dopo tre dischi sono risorti.
Gli Oasis hanno colto nel segno partorendo un album in cui è racchiusa una sola cosa: il ROCK!
Don' T Believe The Truth è un album che ci riporta indietro nel tempo, ricorda sonorità degli Who, dei Beatles e metterà a tacere tutte quelle band che stanno riesumando gli anni 70.
Il disco è davvero buono, molto lontano dallo stile anni ’70 della band.
Don’t Believe... rappresenta anche una speranza per il futuro.
Don’t Believe The Truth è un disco bellissimo che ricorda la spensieratezza di Definitely Maybe.
Un album che rappresenta un vero punto di svolta con un’originalità inedita nella vena compositiva di Noel.