Apologia di una band dannata.
Penso che "don't believe..." sia un disco bellissimo. Ricorda in parte la spensieratezza di "definitely maybe", insieme a quella grinta e alla loro tradizionale arrogante voglia di ricordare al mondo cosa sia il rock n roll.
Questo si sente in canzoni come lyla in cui la voce di liam graffia come un classico degli stones, e mucky fingers, eccellente tributo ai VU, qui come anche in let there be love, stupenda ballata beatlesiana, si ritrova semplicemente il richiamo a quelle che sono le basi del rock, i modelli a cui necessariamente bisogna rifarsi per fare del buon rock.
Non penso si possa parlare di plagi come tanti di voi dicono perchè le linee melodiche e le progressioni armoniche non combaciano con quelle dei classici che queste canzoni ci ricordano. L' effetto è semplicemente quello di un sound familiare, di un sound che trae le sue origini da dei modelli e che cammina sulle loro orme del tutto degnamente. Che poi non possa piacere è sicuramente accettabile ma credo sia inaccettabile liquidare con insulti e offese sbrigative e piene di luoghi comuni una band che nel bene e nel male ha comunque dato tanto alla musica rock nell'arco di due lustri.
Quello che comunque mi fa sbilanciare nel definire questo come un grande album è l'innovazione di un sound che a tratti non sembra neppure oasis, con canzoni originali come the importance of... una ballata barocca pomposa e menefreghista che emana un'atmosfera degna degli ultimi kinks e part of the queue, un folk molto poco oasis. C'è poi the meaning of soul e guess god... che sono le due facce del contributo apportato da liam, essendo il primo uno sbrigativo rock punk di impatto e l'altro uno spunto di riflessione intrigante, orecchiabile e geniale nella coda. Altra innovazione e' stato il contributo di bell con due belle canzoni. La prima, che apre il cd, e' costruita sul contrasto fra il dolce riff che apre e chiude la traccia e la strofa nel mezzo aggressiva e accattivante, sia nel testo che nella musica. La seconda (keep the dream alive) è invece una canzone solare semplicemente bella con una strofa che dà la carica culminando in un ritornello che ci immerge in un'atmosfera onirica e sognante come quello strano solo, peccato duri troppo. Infine un apporto che sembra meno incisivo è quello di gem che scrive a quattro mani con liam una seconda songbird (love like a bomb) canzone dolce e spensierata, rovinata però dalla voce, stavolta inappropriata, di liam, e che nella parte finale aggiunge al repertorio oasis un brano (a bell will ring) che niente aggiunge qualitativamente all'album, che può piacere solo ai fan piu' stretti.
In conclusione credo che questo album debba essere apprezzato proprio per la sua paradossale fisionomia che per certi versi lo ricollega tanto ai vecchi oasis di supersonic e shakermaker e per altri lo rende un vero punto di svolta con un'inusuale originalità nella vena compositiva di noel e con il tanto atteso contributo nell'opera di songwritin' da parte degli altri membri della band. Spero che il mio punto di vista sia accettato democraticamente, magari non condiviso ma comunque rispettato.Ciao.
Il disco suona molto poco Oasis, e molto anni '70, stile Stones-Kinks -(ovviamente) Who.
Soddisfatti o rimborsati? Certamente soddisfatti, anche se non al 100 %, ma al 70.
Questo è una PIETRA MILIARE, gente, una PIETRA MILIARE.
Il miracolo è che gli Oasis erano morti, crocifissi e dopo tre dischi sono risorti.
Gli Oasis hanno colto nel segno partorendo un album in cui è racchiusa una sola cosa: il ROCK!
Don' T Believe The Truth è un album che ci riporta indietro nel tempo, ricorda sonorità degli Who, dei Beatles e metterà a tacere tutte quelle band che stanno riesumando gli anni 70.
Il disco è davvero buono, molto lontano dallo stile anni ’70 della band.
Don’t Believe... rappresenta anche una speranza per il futuro.
"I fratelli Gallagher sono tornati (!!!!)."
"'The Importance Of Being Idle' è la dimostrazione che i Gallagher stanno allargando i loro orizzonti."