Copertina di Oasis Don't Believe The Truth
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Per fan degli oasis, appassionati di rock inglese, ascoltatori di musica anni 2000 e cultori del britpop
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LA RECENSIONE

I fratelli Gallagher sono tornati (!!!!). Dopo 3 anni di assenza dalle scene, i due puffi brontoloni del rock tornano con un album che è all'altezza di "Definitely Maybe", un disco pieno di spunti creativi (e vivi) rispetto alle ultime release della band mancusiana ("Standing On The Shoulder Of Giants" e "Heathen Chemistry" lasciano, a parte "The Hindu Times", PARECCHIO a desiderare).
Come al solito le polemiche non sono mancate e il primo singolo "Lyla" non ha certo contribuito a spazzarle via completamente. Troppo simile ai vecchi lavori degli Who e (parlo da batterista) con un drumming che alla lunga stanca e risulta pesante, "Lyla" si è però rivelata un grosso successo radiofonico e commerciale. "E' il singolo più commerciale dai tempi di Roll With It" ha detto Noel, e noi, francamente, non gli crediamo ("Stop Crying Your Heart", "Go Let It Out" e "Stand By Me" dove le mettiamo, Mr.Gallagher?), anche se il ritornello è di quelli che si stampano in testa dal primo ascolto. Comunque, difetti di "Lyla" a parte, "Don't Believe The Truth" è un grande album, probabilmente il miglior cd rock inglese uscito quest'anno, almeno tra le grandi band (i Coldplay si sono rivelati una delusione e anche gli U2).

Si parte col ritornello martellante di "Turn Up The Sun", si passa attraverso il 4/4 di rullante di "Lyla", la ballata "Love Like A Bomb" con la voce piacevolmente sguaiata di Liam e si arriva a quello che è un po' il gioiello dell'album, "The Importance Of Being Idle", probabilmente la canzone più raffinata che gli Oasis abbiano mai fatto.
Ed era anche giunta l'ora di farlo, perché da una grande band il colpo di testa lo si aspetta eccome.
"The Importance..." è la dimostazione che i Gallagher stanno allargando i loro orizzonti, e lo fanno mantenendo (musicalmente) legami col passato grazie a chitarre acustiche ed elettriche orecchiabilissime, ma allo stesso tempo guardando ad una ritmica pulsante, ossessiva, che predilige i 4/4 di rullanti e cassa. E tutto questo rivelandosi molto, ma molto piacevole. In conclusione, una ballata mod-beat banalotta ma incisiva, "Let There Be Love". Bentornati, uagliù!

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Riassunto del Bot

Dopo tre anni di assenza, gli Oasis tornano con 'Don't Believe The Truth', un album che si pone al livello di 'Definitely Maybe'. Sebbene il singolo 'Lyla' abbia ricevuto critiche per la sua somiglianza agli Who, è stato un successo. L'album presenta brani creativi e maturi, con 'The Importance Of Being Idle' come gioiello raffinato, confermando la crescita artistica della band.

Tracce testi video

04   Love Like a Bomb (02:52)

05   The Importance of Being Idle (03:39)

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06   The Meaning of Soul (01:42)

07   Guess God Thinks I'm Abel (03:24)

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08   Part of the Queue (03:47)

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09   Keep the Dream Alive (05:45)

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10   A Bell Will Ring (03:07)

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11   Let There Be Love (05:36)

12   Can You See It Now? (I Can See It Now!) (04:19)

13   Sittin' Here in Silence (On My Own) (01:59)

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Oasis

Gli Oasis sono stati una band simbolo del britpop britannico, guidati dai fratelli Noel e Liam Gallagher, noti per la loro rivalità, i continui cambi di formazione, le risse e una popolarità epocale negli anni '90. Icone working class, hanno segnato una generazione con melodie semplici, riff easy-listening, arroganza smisurata e una disarmante attitudine da stadio.
101 Recensioni

Altre recensioni

Di  charles

 Il disco suona molto poco Oasis, e molto anni '70, stile Stones-Kinks -(ovviamente) Who.

 Soddisfatti o rimborsati? Certamente soddisfatti, anche se non al 100 %, ma al 70.


Di  francis

 Questo è una PIETRA MILIARE, gente, una PIETRA MILIARE.

 Il miracolo è che gli Oasis erano morti, crocifissi e dopo tre dischi sono risorti.


Di  ste84

 Gli Oasis hanno colto nel segno partorendo un album in cui è racchiusa una sola cosa: il ROCK!

 Don' T Believe The Truth è un album che ci riporta indietro nel tempo, ricorda sonorità degli Who, dei Beatles e metterà a tacere tutte quelle band che stanno riesumando gli anni 70.


Di  George gordon

 Il disco è davvero buono, molto lontano dallo stile anni ’70 della band.

 Don’t Believe... rappresenta anche una speranza per il futuro.


Di  Abel

 Don’t Believe The Truth è un disco bellissimo che ricorda la spensieratezza di Definitely Maybe.

 Un album che rappresenta un vero punto di svolta con un’originalità inedita nella vena compositiva di Noel.


Don't Believe the Truth ha 11 recensioni su DeBaser.
Puoi scopri tutti i dettaglio nella pagina dell'opera.