Copertina di Oasis Don't Believe The Truth
charles

• Voto:

Per appassionati di rock britannico, fan di oasis, amanti del rock anni '70, critici musicali e ascoltatori di musica alternativa
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LA RECENSIONE

Il ritorno che (quasi) tutti aspettavano. Questi (quasi) tutti speravano in un disco di qualità superiore all'ultimo "Heathen Chemistry", abbastanza contraddittorio, contenente perle e contemporaneamente banalità di un certo livello (chi si ricorda "She Is Love"?). Dopo un lavoro in studio abbastanza travagliato e l'arruolamento dietro le pelli di Zak Starkey (figlio di Ringo Starr e membro degli Who attuali) le speranze di quei (quasi) tutti si può tranquillamente dire che sono state ripagate al meglio.
Il disco suona molto poco Oasis, e molto anni '70, stile Stones-Kinks -(ovviamente) Who.

Il singolo apripista, "Lyla", ha l'intro rubato (che novità...) a "Street Fighting Man". In sostanza è un orecchiabilissimo brano pop-rock, come lo erano stati in passato "Roll WIth It" oppure "The Hindu Times". Ritmo tirato, parte di batteria molto semplice stile Doves con controtempo nel ritornello e parte chitarristica senza assoli (come ormai troppo spesso succede alla band di Manchester).
In "Turn Up The Sun" ci si trova davanti ad un ottimo episodio, la perla del disco. Sound piuttosto duro e coinvolgente (come non si sentiva dai tempi di "Be Here Now") che ci dimostra il cambiamento della band. In questo cambiamento sicuramente ha avuto al sua importanza il cambio di guardia alla batteria. Zak Starkey ha una tecnica molto diversa infatti da Alan White, che era fautore di un suono molto più morbido e meno tecnico del nuovo acquisto. Bella la chiusura, con ritmo leggermente piu lento rispetto a quello piuttosto sostenuto del brano.
"The Meaning Of Soul" dura meno di due minuti e lascia abbastanza impassibili all'ascolto con il suo ritmo tiratissimo, forse anche troppo. In "Mucky Fingers" sembra quasi di sentire i Kinks, con una stupenda parte di armonica nella parte finale. Estremamente semplice la parte strumentale, con accordi ripetuti per tutti i quattro minuti. Nella conclusiva "Let There Be Love" si sentono i soliti Oasis, pop come erano già stati abbastanza in passato (basti citare "Stop Crying Your Heart Out" e "Half The World Away"). Molto bella e delicata l'alternanza alla voce di Liam e Noel, il pezzo è un rifacimento di una bside delle session di "Standing On The Shoulder Of Giants").
Pezzi assolutamente ininfluenti sono "The Meaning Of Soul" e "The Importance Of Being Idle", gli unici forse al di sotto del valore del disco insieme a "Part Of The Queue".

Dopo il semi-flop di "Heathen Chemistry", un disco che ci mostra la band mancuniana in gran spolvero. Ottimi episodi ("Turn Up The Sun", "A Bell Will Ring", "Mucky Fingers") alternati a pezzi piuttosto sottotono ("The Meaning Of Soul") rendono questo un lavoro molto apprezzabile. Sicuramente i fasti di "Definitely Maybe" e "Morning Glory" sono ormai lontani e forse irraggiungibili dai cinque. Una cosa è certa : qui ci sono brani molto meno morbidi e pop dei due precedenti lavori, la cui forza sarà sicuramente l'esecuzione live.

Soddisfatti o rimborsati? Certamente soddisfatti, anche se non al 100 %, ma al 70.

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Riassunto del Bot

Don't Believe The Truth rappresenta un ritorno convincente per Oasis, con un sound più ispirato e anni '70 rispetto all'album precedente. Con l'arrivo di Zak Starkey alla batteria, la band guadagna freschezza e dinamismo. Brani come 'Turn Up The Sun' e 'Mucky Fingers' si distinguono, mentre alcuni pezzi risultano meno coinvolgenti. Nonostante non raggiunga i vertici di alcuni capolavori passati, l'album è apprezzabile e promette ottime performance live.

Tracce testi video

04   Love Like a Bomb (02:52)

05   The Importance of Being Idle (03:39)

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06   The Meaning of Soul (01:42)

07   Guess God Thinks I'm Abel (03:24)

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08   Part of the Queue (03:47)

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09   Keep the Dream Alive (05:45)

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10   A Bell Will Ring (03:07)

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11   Let There Be Love (05:36)

12   Can You See It Now? (I Can See It Now!) (04:19)

13   Sittin' Here in Silence (On My Own) (01:59)

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Oasis

Gli Oasis sono stati una band simbolo del britpop britannico, guidati dai fratelli Noel e Liam Gallagher, noti per la loro rivalità, i continui cambi di formazione, le risse e una popolarità epocale negli anni '90. Icone working class, hanno segnato una generazione con melodie semplici, riff easy-listening, arroganza smisurata e una disarmante attitudine da stadio.
101 Recensioni

Altre recensioni

Di  francis

 Questo è una PIETRA MILIARE, gente, una PIETRA MILIARE.

 Il miracolo è che gli Oasis erano morti, crocifissi e dopo tre dischi sono risorti.


Di  ste84

 Gli Oasis hanno colto nel segno partorendo un album in cui è racchiusa una sola cosa: il ROCK!

 Don' T Believe The Truth è un album che ci riporta indietro nel tempo, ricorda sonorità degli Who, dei Beatles e metterà a tacere tutte quelle band che stanno riesumando gli anni 70.


Di  George gordon

 Il disco è davvero buono, molto lontano dallo stile anni ’70 della band.

 Don’t Believe... rappresenta anche una speranza per il futuro.


Di  Abel

 Don’t Believe The Truth è un disco bellissimo che ricorda la spensieratezza di Definitely Maybe.

 Un album che rappresenta un vero punto di svolta con un’originalità inedita nella vena compositiva di Noel.


Di  rockanto

 "I fratelli Gallagher sono tornati (!!!!)."

 "'The Importance Of Being Idle' è la dimostrazione che i Gallagher stanno allargando i loro orizzonti."


Don't Believe the Truth ha 11 recensioni su DeBaser.
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