Copertina di Organic Grooves 4 (live in new york)
G

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Per appassionati di funk, amanti dei groove potenti, ascoltatori attenti alla qualità audio, fan della musica live e strumentale.
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LA RECENSIONE

E dio creò il sub-woofer (si scrive così, no?).

Quando dio inventò il clavicembalo ben temperato, Bach si scatenò.
Quando dio perfezionò la dinamica del pianoforte, Beethoven ci diede dentro.
Quando qualcuno inventò il giradischi, Elvis fu.

Adesso non è che io voglia paragonare questo gruppo (loro si definiscono collettivo) di dj e musicisti newyorkesi a nessuno, però se non avete un impianto che suona come si deve, non comprate questo disco.

Altrimenti trovatelo.

Funk volgare come solo certi bassi anni '70 sapevano essere. Tutto strumentale. Il groove che ti prende alla gola. La musica che ricorda agli uomini di avere la pancia e il culo.

Insomma un'esperienza fisica. Ad alto volume. Preferibilmente in una zona residenziale.

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Riassunto del Bot

La recensione elogia 'Organic Grooves - 4 (Live in New York)', sottolineando la fisicità del funk e il groove irresistibile del collettivo newyorkese. Tutto strumentale, l'album è un'esperienza da vivere con un impianto all'altezza, grazie ai suoi bassi profondi e potenti. Sconsigliato a chi non dispone di una buona sistema audio.

Organic Grooves

Collettivo di dj e musicisti newyorkesi noto per brani strumentali influenzati dal funk e dal groove, pensati per un ascolto fisico e a volume elevato.
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