Journey - Still They Ride
I Foreigner sono troppo americanosi e anche i primi lavori si intoppano troppo nel rock e i Kansas li avrei voluti più prog e meno folk nei groove. E se abbiamo appurato che gli Styx (nel periodo Euinox/Pieces of eight) sono fighi nei pezzi prog, anche i Journey rientrano nei miei ascolti piacevoli, visto che le loro atmosfere non sono nè wave, nè plasticose e abbastanza vicine a un sound Asia/Saga.
 
Onda su onda
Il Conte in 100 canzoni.
98. Onda su onda.
 
Nel 95 Carella ritorna con un concept album sorprendente, musicalmente raggiante e zuccheroso e testualmente frizzante. Se non cantassi sarei nessuno è l'opera più ambiziosa e riuscita della seconda parte della discografia di Carella, dove vengono descritte le vicende d'un moderno Ulisse. Tutto comincia con la potente Odissea, pop corale che funge da prologo alle avventure di Ulisse cadenzato da un ottimo e semplice tempo di batteria. Trova posto una simpatica e tropicale canzone pop chiamata Solitudine vera che poteva avere un ottimo riscontro radiofonico, così come la successiva Cara al cuore, un funky intrigante assai. Seguono due brani leggermente più ostici, ovvero la battiatesca Parti nude e la scatenata Capebomma, che comunque hanno il loro ruolo nell'economia del disco. Ad aprire la seconda parte sono Solo cielo e mare, lungo brano dove Ulisse incrocia le sirene, e Tiempe croce doce, quasi hard rock dove in sintesi vengono trucidati tutti i proci. La sorpresa arriva però all'ottava traccia, My baby is back:una ballatona pop strappalacrime dove Ulisse si ricongiunge con la sua amata. L'album si conclude con le già edite su singolo La miseria e Partire che sanno un po' di bonus track però sono di ottimissima fattura. Con questo album Carella aveva la possibilità di ripartire come un tempo e di sfornare album di ottimo livello in maniera continuata. Purtroppo non andò così e di Carella per molto tempo non si rifece vivo (ancora)
Voto pignolo:8+
La gemma:
My baby is back-Enzo Carella (testo)
 
Warm Smiles - Harry Beckett (1971)

Harry Beckett - from "Warm Smiles"
1971 (RCA International)

#jazzlegends
 
The Little House I Used To Live In

Frank Zappa (32 di 100)
"Little House I Used to Live In" - from "Burnt Weeny Sandwich"
(1970)

#tengonaminchiata nta
 
Pierre Dutour - deer forest ...quando arriva la befana su Marte, di notte, i piccoli marziani ascoltano ‘ste pezzo...
 
no title

Die Enttäuschung - from"Lavaman"
2017 (Intakt)

#jazzlegends
 
Bowie Celentano
Auguri così.
Mai tollerato.
 
Neil Young vende la metà dei diritti delle sue canzoni all’Hipgnosis Songs Fund- Corriere.it

Squallidi vecchi miseri arricchiti barboni che svendono la propria anima e vita alla speculazione capitalistica... quei soldi vi faranno comodo quando sarete belli secchi orizzontali ...
 
I racconti della luna pallida di agosto - Trailer

Kenji Mizoguchi (1 di 3)
"I racconti della luna pallida d'agosto" - (1953)

#35mm
 
Frank Zappa - Regyptian Strut

Frank Zappa (31 di 100)
"Regyptian Strut" - from "Sleep Dirt"
(1979)

scelta di @[sergio60]

#tengonaminchiatanta
 
La fisarmonica di stradella
Il Conte in 100 canzoni.
99. La fisarmonica di Stradella.
 
George Benson - Love X Love (Live Montreux 1986) Non è ai livelli di Bad Benson o Body Talk della fase jazz, ha chiari intenti commerciali(il che non è necessariamente un male), però nel suo genere è un gran album, sopratutto vedendo come si è ridotta la disco oggi, anche elegante se vogliamo. Poi secondo me Benson puo rendere ascoltabile anche la cacca del vicino per due motivi : È un performer assurdo, ha una voce illegale(vedere il live con Pavarotti, divino), cioè quando senti alcune sue cose una parte di te stesso dice " no, ma è commerciale" l'altra però vorrebbe sculettare alla follia
 
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RI-PARODIAX 50 ®
[Il vaccino del buon umore in cinquanta dosi ai tempi della ricaduta][38]
 
Mahavishnu Orchestra - Dream
Mo me attacco ai lampadari!
 
Paolo Conte - Questa sporca vita
Il Conte in 100 canzoni.
100. Questa sporca vita.