Ultra - Say It Once (1998)

Gli #improponibili

Nel '98 Di Caprio era Dio.
Ricordo in tv concorsi fra sosia di Di Caprio, ricordo barbieri che mettevano sue foto in vetrina.
Tutti volevano il suo taglio, in tanti lo imitavano (o ci provavano).
Ma i primi erano i cantanti di boy-bands.
Tipo un certo James Hearn, che per la verità non li portava proprio come Di Caprio.
Ma quasi tutte le foto promozionali degli Ultra giocavano su quella (vaga) somiglianza.
Appunto, gli Ultra. CHI?
Già, erano in classifica. Ma quasi ovunque si erano piazzati in zona-Intertoto (nel '98 ancora si giocava l'Intertoto, ricordate?)
Solo in Italia furono primi. Era agosto. MTV passava il video a tutte le ore.
James Di Caprio Hearn abbandonò la carriera, non molto tempo dopo.
"Questo show-business della musica mi ha deluso".
Pare abbia detto.
 
The The - Giant The sun is high...
 
Come entrare a gamba tesa e con chiarezza disarmante sui concetti di internazionalismo e nazionalismo (lasciate IN PARTE perdere l'esperienza a cui si fa riferimento. L'analisi è valida al di là del contesto particolare: riflettere soprattutto sulle primissime e ultime righe.):
"Non si diventa comunisti in un giorno. Il nazionalismo è sempre stato un concetto a me estraneo e la variante estremista con cui si palesò in Lituania alla fine degli anni Ottanta per me era inaccettabile. I miei genitori erano contadini, eravamo poveri e se non ci fosse stato il potere sovietico non avrei mai lasciato questa casupola di campagna in cui adesso io e lei stiamo conversando. Avrei fatto il bracciante e avrei vissuto tutta la mia vita qui, vicino alla fotografia dei miei genitori a questa icona che quando sono nato era già appesa qui. Ho potuto studiare, ho visto crescere la Lituania economicamente e culturalmente. La Lituania, come scrisse l'intellettuale Saloméja Néris, era una "corda vibrante" all'interno dell'Unione Sovietica e le cose funzionavano, ma i nazionalisti hanno distrutto tutto e questa non è una malattia soltanto Lituana: ora anche in Russia si grida "la Russia ai russi" proprio come da noi un tempo gridavano "la Lituania ai lituani". Questo non va proprio bene."
(Juozas Kuolelis, ex capo del dipartimento ideologico del Partito Comunista Lituano, intervistato dalla giornalista Galina Sapoznikova, autrice de "La Congiura Lituana", da cui è tratto questo brano)
 
Dall'Interno, the movie - part 01/20 - Bob Dylan's "What was it you wanted" dance on Vimeo
Album clamoroso per il Conte...
Non so se va bene la versione Zimmy ahahahah
 
 
Simply Red - Picture Book Classe ed ispirazione.
 
GoGo Penguin - Jazz sous les Pommiers (Full Concert) 2015
Non amo il Jazz, forse sono convinto di non amare il Jazz, poi questo è Jazz ? Ma perché scrivo Jazz maiuscolo ? Forse perché devo passare la giornata in casa solo come un cane e questo è Jazz o forse è più Blues ?
 
Simply Red - Come to My Aid (2008 Remastered Version) Questo è un grande album, l'unico che ascolto di lui. Lei, Holding back the years, la titletrack e Money too tight to mention su tutte.
 
 
Thickfreakness - The Black Keys (Audio Only)
Ma strepitosi grazie Maestro @[Pinhead] , nuova linfa...
 
#BIVI § Television - Marquee Moon
Inutile spendere ulteriori parole su questo disco. Personalmente lo sento molto malinconico . Una malinconia che nei dialoghi delle chitarre si trasforma in elettrica rassegnazione. Io molti dischi li ho trovati a casa, eredità di fratelli maggiori. Li ascoltavo senza sapere nulla, li ascoltavo guardando la copertina e fantasticando come solo la mente di un'adolescente può fare . Ascoltando e guardando la copertina percepivo suoni in bianco e nero, nevrotici, ma con un senso di triste rassegnazione, una inevitabile caduta il quella spirale in copertina. Questa personalissima visione me lo rese ancora più affascinante.
 
Un disco suggerito dall'almico @[ALFAMA] e che entra nella rassegna #zot2017

Cobalt Chapel - Cobalt Chapel (KLOVE, 2017)

Sono stato su questo disco un bel po' di tempo alla fine dello scorso anno (2017) dopo che mi era stato segnalato proprio su queste pagine, poi senza nessuna ragione specifica, ma perché preso da mille altri ascolti, lo ho abbandonato per riprenderlo solo ora a distanza di mesi e confermare tutte le belle sensazioni che mi aveva già regalato a suo tempo. Cobalt Chapel è una collaborazione tra Jarrod Gosling e la vocalist Cecilia Page. Il disco riprende in una chiave noir e misterioso determinate derivazioni canterburyane inserite in un contesto più moderno e modellato sulla voce di Cecilia, che ha chiaramente un ruolo centrale (non mancano tuttavia momenti solo strumentali e lunghe sessioni di suoni di orogano e sintetizzatori) e a tratti costituisce la vera e propria colonna su cui si reggono le singole tracce (vedi "The Lamb", "Crestone Ridge"). La cosa bella, quello che forse è il vero punto di forza, è che è difficile dargli una definizione esatta di genere. La coppia salta da una certa forma di canzone francese stile Serge Gainsbourg a atmosfere barocche sintetiche sofisticate, dimensioni lounge spaziali e quella psichedelia istrionica United States of America (chiaramente inserita all'interno di un contesto comunque visionario, ma di differente ambientazione). Fosse uscito quarant'anni fa, ne sarebbe uscito un disco come tanti di musica folk psichedelica e magari con quei rimandi alla cultura celtica. Invece oggi, chi lo sa, forse la definire più una specie di musica sacrale post-moderna. Resta nel tempo, senza perdere colpi a distanza di un anno. Non è poco. Credo abbiano pubblicato un nuovo singolo di recente, quindi be', immagino a breve cacceranno fuori un nuovo LP, da vedere se riusciranno a mantenersi in questa formula estatica e ultra-dimensionale e senza prendere pericolose derive indie.

Cobalt Chapel - Three Paths Charm
 
The Amboy Dukes - Dr. Slingshot (HQ)
#viaggiliberi60 (26)

Mi permetto di consigliare i primi di Ted il fascio...
Manicocattivoduroacidopsi chedelico...
 
Red Army Blues (2002 Remaster) Un pezzo così "Big Music", pieno, totale, lirico, struggente che supera perfino le divine "Trumpets", "This Is The Sea" e "The Pan Within". Qui, voce e sax danno il meglio.
 
Jackson Blues
The BLUES -26-
 
And The Address - Deep Purple

#viaggiliberi60 (25)
Per chi (pochi lo so) non conoscono bene la Mark I, tanto criticata e da me tanto amata.... beh quei ragazzi esordivano così...