Pearl Jam
Vitalogy

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Voto:

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Odio i Pearl Jam e potrei girare con magliette recanti scritte offensive nei loro confronti (della serie: "Eddie Vedder is a fuckin' cunt" ). Ritengo questa formazione eccessivamente sopravvalutata e fautrice di sonorità piatte e smaronanti. Un gruppo di ragazzuoli che, per calcolo o per ingenuità, ha riscosso fortuna nel periodo d'oro del cosiddetto "grunge" per approdare, senza chiare motivazioni, verso un sound sempre più derivativo.

Anni fa comprai il loro debutto, l'infausto ed osannatissimo"Ten", e ricordo perfettamente l'amarezza che mi colpì come un manganello sulla testa . Tutto qua? Eh sì! Quei blues-rockers hard oriented e quel cantante che, prima di emulare gli U2, era in fissa con personaggi quali Jim Morrison e gli Who...non mi convincevano proprio per nulla!

Esiste però un'eccezione che rende onore ai Pearl Jam. Sto parlando del loro terzo capitolo, il mai troppo compreso "Vitalogy". Album pubblicato, tra mille fatiche, sul finire del tragico 1994 e corredato da un booklet letteralmente disorientante. Guardiamoci in faccia e parliamoci chiaro: "Vitalogy" NON è un disco sublime e nemmeno un'opera estremamente brillante ma, sicuramente, è un prodotto curioso e a dir poco insolito.

Tralasciando le famosissime ballads, che rispondono ai nomi di "Nothing Man" (potrà far piangere qualche ragazzina?) ed "Immortality", l'album presenta alcuni pezzi fenomenali, colmi di inquietudine post-adolescenziale. Complice, forse, la dipartita dell'amico/nemico Kurt Cobain che segnò profondamente il Vedder dei tempi migliori.

Le danze si aprono con "Last Exit". Parti semi-jazz cedono, in breve, il timone ad un "rock'n'roll" sporco e trasandato! Il testo, poi, è veramente bello.

Segue "Spin the Black Circle": punk rock senza fronzoli e profondamente incazzato. In pochissime altre occasioni sentirete i Pearl Jam esprimersi con tanta foga. Tuttavia in questa breve e fulminante canzone, che a me pare una specie di inno pro-vinile, si possono udire, anche chiaramente, le influenze del punk/hardcore americano. Nomi? Non ne faccio per non essere linciato!

"Not For You" è ancora più bella. Lenta e soffocante. Il testo parla di gioventù e di problemi/sospetti/insicurezze legate a quell'anomalo periodo dell'esistenza umana.

Arriviamo, allora, alla perla di "Vitalogy". Il suo titolo è "Tremor Christ". Un vero e proprio viaggio nella psiche dell'allora Eddie Vedder, che musicalmente pesca a piene mani dal post-punk e da certe sonorità tanto care agli X di Exene Cervenka. Non vorrei scrivere un'emerita cazzata...ma l'impressione è proprio questa! Il testo è incentrato attorno al tema del di suicidio e, nel dettaglio, ci indica come uscire da quella nera spirale senza ritorno. Stupendo!

"Hey Foxymophandlemama, That's Me" : allucinante! Una voce infantile ed ingenua viene affiancata da sinistri suoni elettrici. Per diversi minuti vi troverete all'interno del magma emozionale generato da chi, probabilmente, sta ricordando la propria infanzia. Infanzia non sempre quieta e felice.

Questa rece è un "quadruplone" ? Lo so! La tentazione, comunque, era forte...e io ho ceduto! Date retta a me: dei Pearl Jam si può e si deve dire ogni male! Di "Vitalogy", al contrario, no!

Questa DeRecensione di Vitalogy è distribuita da DeBaser con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
Può essere parzialmente o totalmente riprodotta, ma solo aggiungendo in modo ben visibile il link alla recensione stessa su DeBaser: www.debaser.it/pearl-jam/vitalogy/recensione-taxirider

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Ultimi Cinquanta commenti su Sessanta

gnagnera
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@ fottermeier: ho trovato un pò ipocrita il dire "ci autoproduciamo adesso perchè adesso ce lo possiamo permettere", mi è sembrato un pò offensivo verso le tante band che praticano questa strada senza aspettare di essere milionari. Poi i pearl jam hanno indubbiamente fatto varie battaglie, ma potevano evitare di atteggiarsi come se avessero compiuto chissà quale gesto rivoluzionario
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ProgRock
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Se ne è parlato fin troppo del termine "Grunge", la critica crea sempre dei termini molto discutibili, sicuramente quello che accomuna le Band di Seattle è l'adorazione per Neil Young, ma è strano sicuramente vedere etichettate allo stesso modo due band come Pearl Jam e Nirvana.Vedo i Pearl Jam più vicini al cantautorato di Springsteen e agli U2(vedasi il portamento di Eddie Vedder, non certo molto stile Grunge) e penso che importasse davvero poco o nulla a loro delle band di cui era fan Kurt Cobain.Nonostante ciò stimo entrambe le band (più i Nirvana), anche se non mi fanno impazzire.Non sono comunque esperto del genere, quindi saranno solo impressioni mie, tengo a precisare.
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psychopompe
psychopompe Divèrs
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capisco chi odia i PJ, per certi versi tra quelli invecchiati peggio dell'epopea grunge. Però al tempo l'impatto non era male, soprattutto il porsi senza fronzoli e paillettes (ricordatevi che i primi '90 sono una propaggine degli '80, dominati sul versante duro da molte pose, cotillion e fintume vario). Poi che siano sinceri, che Eddie sia un coglione, che Cobain li odiasse sono discorsi che mi sciacquano le palle. Fino a Vitalogy niente da dire, anche se il mio preferito rimane VS. Questo ce l'ho in vinile (bellissima confezione tra l'altro). Non so ora, ma al tempo (1993) dal vivo erano una bomba.
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Taxirider
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Vero: i Nirvana guardavano agli anni '80 sotterranei. I Pearl Jam, fondamentalmente, all'hard rock, al blues e a certi cantautori (Neil Young prima e Springsteen poi). Anche gli U2, come ho avuto modo di scrivere, sono stati importantissimi per Vedder & company. Non ho quindi voluto paragonare il discorso musicale delle due bands. Si trattava solo di alcune considerazioni (inattuali) sul rapporto di amore/odio che era nato tra i due leaders. Riguardo la politica promozionale e d'immagine della band: tanto di cappello. Ottima la scelta di rilasciare poche interviste, di boicottare la Ticketmaster e di prestarsi per eventi "sociali". Tutto condivisibile. Però Vedder non mi è mai piaciuto. Non l'ho mai sopportato come cantante (se si eccettua la discreta performance su questo disco) e m'è sempre parso un Bono in veste "indie". Pareri forse superficiali. Anche mettendocela tutta, però, non riuscirei a distaccarmi da questa immagine che , a torto o a ragione, mi son fatto sul suo conto.
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Merkful
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La recensione è scritta bene, anche se condivido si è no un 3,4% dei contenuti. Bell'album, ma io preferisco "Vs".
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Tarpit
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Quella dei PJ non è, decisamente, la mia dimensione del r'n'r. Negli anni della generazione X, dei cantori dell'angoscia (reale) di quegli adolescenti (Cobain e Reznor, per dire i due più famosi), scrivevano le (bellissime, per carità) solite canzoni del solito hard-rock da stadio. Bravissimi musicisti, impatto devastante dal vivo, gran bei pezzi a volte (pure io mi sono divertito col riff di "Even Flow"), ma non mi ha mai convinto la loro patina da solite rockstar. Problema mio, comunque. "Vitalogy" è il loro disco che ho ascoltato di più, perciò per il sottoscritto il loro migliore. Il disco "più Pearl Jam" che ascolto rimane "Apple" dei Mother Love Bone, questo sì, capolavoro.
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Mr.Moustache
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Lucidissima analisi di quello che è un album a mio avviso poco, ma proprio poco, ma decisamente proprio, quindi molto probabilmente per nulla, incisivo nell'ascolto di un essere vivente. I Pearl Jam sono stati un soffio, niente più. Eddie Vedder l'artefice di tale soffio. Ma vogliamo ricordarlo alla gente che ci sono stati gruppi che venivano ricordati più per il nome che per gli headliner?? E allora ricordiamolo: SOUNDGARDEN * Chris Cornell - voce (1984-1997)
* Kim Thayil - chitarra (1984-1997)
* Ben Shepherd - basso (1990-1997)
* Matt Cameron - batteria (1986-1997) / MUDHONEY * Mark Arm - voce, chitarra (1988-)
* Steve Turner - chitarra (1988-)
* Guy Maddison - basso (2001-)
* Dan Peters - batteria (1988-)
* Matt Lukin - basso (1988-2001)
* Steve Dukich - basso (2001)/
TAD * Tad Doyle (vero nome Thomas A. Doyle) - voce, chitarra
* Kurt Danielson - basso
* Gary Thorstensen - chitarra (1988-1994)
* Steve Wied - batteria (1988-1993)/
BABES IN TOYLAND Kat Bjelland - Lori Barbero - Michelle Leon

E DEVO CONTINUARE?????

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Mr.Moustache
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pardon Taxi sbagliai i voti!!!
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Jack Of Fables
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Di norma sarei contrario a bocciare una rece solo perchè maltratta un artista che rispetto. Quando la rece stessa non è niente di che, invece, lo faccio con enorme piacere
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rupertsciamenna
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@Mr.Moustache ... questo album mi pare di capire che non sia per nulla incisivo PER TE, niente in contrario su questo, eppure sembrerebbe incisivo per diversi altri esseri viventi che hanno commentato questa recensione. Ma spiegami meglio cosa intendi con la frase "I Pearl Jam sono stati un soffio, niente più. Eddie Vedder l'artefice di tale soffio" ... Soffio inteso come durata temporale? (Non mi pare, suonano da vent'anni) O forse erano troppo poco GRUNGE negli anni '90? No perchè io queste storie le ho sempre volutamente ignorate, mi sono sempre basato soltanto sulle sensazioni percettive del tipo BELLO/BRUTTO/PASSABILE (semplificando). Infatti mi piacciono i Pearl Jam mentre i Mudhoney mi fanno cagare.
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UhuhPanicoUhuh
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Questo è uno dei migliori, insieme a Ten, Vs, No Code, Yield, Binaural. Non hanno inventato niente ok, sono derivativi ok, ma a mio parere hanno fatto 6 dischi tra il 3,5 (Yield), il 4 (Binaural, No code) e il 5 (Vitalogy, Ten, Vs), il resto è merda. Capisco che fa molto fico citare i Mother Love Bone, ma io proprio non riesco a sentirli, con quella voce stridula alla Axl Roses...
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Taxirider
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@Moustache: Bravissimo! Questo discorso, prima o poi, ANDAVA FATTO. Il meglio dell'ondata grunge è rigorosamente PRE- '91 ! Di tutte le bands da te citate, purtroppo, conosco solo i Soundgarden e devo dire che i loro primi lavori sono nettamente superiori alle produzioni anni '90 dei vari AIC, Pearl Jam et similia. Anche i Melvins (che con il grunge, forse, c'entrano pochino) hanno dimostrato , meglio di altri loro colleghi , come fondere sapientemente Sabbath e Stooges. Perchè , al di là delle varie e disparate interpretazioni, il grunge degli albori era proprio questo: punk hardcore + tenebroso suono sabbathiano. I P. Jam , in questo senso, poco avevano in comune con l'ondata originaria e, al contrario, diedero dato vita a quel sottogenere maggiormente affine al blues-rock e al cantautorato americano. un sottogenere del grunge che, per essere onesti, trova dei precursori negli hard-rockers Mother Love Bone (composti, guarda caso, da metà P. Jam). Per concludere: accetto tutti i voti senza lagnarmi..."uno" compresi. Se al voto segue una valida esposizione del proprio pensiero, non posso certo recrmininare. Ognuno, per fortuna, ha le proprie opinioni e le proprie convinzioni.

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UhuhPanicoUhuh
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Moustache quando senti nominare i Soundgarden la prima cosa che pensi sono gli acuti di Cornell (non l'utente) e non sparare cazzate.
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Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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Quando uscì, io e la mia cricca del capello unto ne rimanemmo molto delusi. Fondamentalmente perchè volevamo un altro VS. E poi era troppo sfilacciato, troppo disomogeneo e c'erano troppe ballate e troppe canzoni sceme. Poi, però, passavano le settimane ed ogni volta veniva fuori una canzone diversa con cui eravamo in fissa. Sei mesi fa ero in macchina con due superstiti della suddetta cricca e sto disco ce lo ricordavamo ancora a memoria. Sul discorso "pose da rockstar", francamente, mi chiedo chi, ai tempi, ne fosse immune. E poi a sti stronzi devo uno dei concerti più belli che abbia mai visto...
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alexx
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Merkful
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Beh dire che le prime produzioni dei Soundgarden siano migliori di quelle degli Alice in Chains POTREBBE essere anche condivisibile...Ma poi ripenso a quella enorme cagata di "Ultramega Ok" e mi vien voglia di metter su "Man in the box".
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UhuhPanicoUhuh
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Ecco una valida esposizione del pensiero: é un quasi track by track, è un doppione, curioso e insolito non sono gli aggettivi adatti a definire "Vitalogy", Vedder non emula gli U2, e poi non aggiungi niente di nuovo. Sempre gli stessi luoghi comuni trita-maroni. Il voto degli utenti al disco neanche c'azzecca col tuo. Poi il fatto che inizi con "odio i Pearl Jam" dimostra quanto questa rece può essere "oggettiva", in una parola: inutile.
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Saputello
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Evviva, un'altra discussione sul grunge e sull'odio nei confronti dei Pearl Jam! Ora voglio anche il classico commento di chi spiega che in realtà il Grunge non è mai esistito! Dai!
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Tarpit
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Per me "Apple" è stato il "New York Dolls" (altro che Axl Rose) dei '90, non un'opera assoluta ma un grandissimo disco hard-rock, stradaiolo, marcio ma commovente (vedi la fine che fa Andrew Wood l'anno dopo). Non capisco cosa voglia dire che "fa molto fico citare i MLB", soprattutto al sottoscritto che si rammarica per quanto dischi di questo calibro siano condannati a essere "underground" e non famosi come può essere un disco qualsiasi dei PJ. Poi, i Mother Love Bone non sono i precursori di nessuno, a mio avviso, perchè con "Ten" Ament e Gossard non è che cambiano direzione, hanno una vera e propria metamorfosi. :)
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algol
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Mah ... anch'io ho pereferito altri lavori. Vs, o no code. Anche Yeld l'ho sempre trovato superiore a questo. I PJ però mi son sempre sembrati un rispettabilissimo onesto gruppo, anche derivativi non originalissimi e pure invecchiati maluccio ma non me la sentirei di detestarli.
Ai tempi li ho molto apprezzati, oggi li trovo davvero "superati" anche se di tanto in tanto un'ascoltatina per rituffarmi indietro nel tempo gliela concedo volentieri.
Insieme agli smashing pumpkins sono tra i gruppi del passato che più hanno perso fascino presso le mie orecchie nel corso del tempo.
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UhuhPanicoUhuh
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Quindi a che pro citare un disco che come tu dici non è stato precursore di niente?! :)
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Schizoid Man
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"in realtà il grunge non è mai esistito" - quinto assioma di Euclide :P tiè...
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Taxirider
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@UHUHPANICOUHUH: guarda che stai facendo un pò di confusione. 1) Il track by track si limita ad una mera analisi delle canzoni. Io ho espresso anche giudizi che esulano i giudizi scritti sulle 4 tracce esaminate. 2) il disco è insolito perchè si distanzia dai due precedenti capitoli del guppo. E' "curioso" sopratutto nella veste grafica. Sfido a dire il contrario riguardo un disco che presenta pure un glossario! 3) Non ho detto che in questo disco i PJ emulano gli U2. In seguito, però, l'hanno fatto. 4) Io inizio le recensioni come meglio credo, così come tu sei libero di scrivere ciò che ti pare. Se non amo il gruppo, mi chiedo, perchè nascondere questa mia idiosincrasia? Le recensioni, oltre a dover fornire informazioni e dettagli, dovrebbero anche mettere in risalto il parere soggettivo di chi scrive.
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Taxirider
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@SAPUTELLO: Probabile che il grunge, come genere ben definito e dotato di un'effettiva carica innovativa, non sia mai esistito. Ma non sto qui a pormi troppe domande.
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Taxirider
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@Alex: grazie per l'intervento! Proprio i coglioni della tua specie evidenziano la validità di una recensione. Zero argomenti = ammissione masochistica della propria ignoranza e, involontariamente, elogio verso chi scrive. Di nuovo grazie.
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FieroGrind
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aspettate un secondo prima di bisticciare..che diamine! vado a fare provviste di cocacola e pop corn...e sono di ritorno.
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pixies77
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J.T. LeRoy. e poi: sapete come si riconosce uno scaruffino? (questa è facile)
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Tarpit
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Niente, difatti. :) Esprimevo, come tutti, una mia preferenza, cosa più costruttiva del fare il fustigatore dei Pearl Jam che, d'altronde, sono nati per NON essere un gruppo underground, perciò quella del "duri e puri" è una critica, come al solito, fine a sè stessa (e lo dice uno che ancora non riesce ad ascoltare "Ten" tutto di fila). Sono stati il gruppo rock da stadio e generazionale dei '90. Ogni decennio ne ha uno. Io preferisco le cantine agli stadi riempiti fino all'ultimo posto, ma è un mio limite. Di certo l'esser famosi non è una colpa, come al solito. Comunque avvista bestemmia, "Ultramega OK" = "cagata". Non va affatto bene. :)
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donjunio
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Il bello è che meno di una settimana fa è stata pubblicata una ottima recensione dei Love Battery, gruppo che tanti detrattori dei Pearl Jam, cultori del "vero grunge pre 91" o dei cani sciolti della scena di Seattle dovrebbero apprezzare e conoscere. Invece lì c'è stato un solo commento, mentre qui abbondano le solite, infinite polemiche. Ma il fascino di debaser è anche questo:).


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OleEinar
OleEinar Divèrs
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Che recensione della minkia
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Merkful
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@Tarpit: beh forse ho un pochino esagerato...di enormi cagate ce ne sono tante che meritano di più tale epiteto. Ma un "Ultramega ok", a mio avviso, non vale un "Facelift" o un "Dirt".:)
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Mr.Moustache
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@PANICO (UH-UH-UH): hai ragione in molti pensano subito a Cornell (te compreso evidentemente)! E sai perchè? Perchè non riconoscono veramente il sound della band: di Kim Thayil non vogliamo parlare invece?? Secondo te Chris Cornell sarebbe stato Cornell???? Lo credi davvero?? E allora perchè gli Audioslave hanno fatto defecare (e c'era Morello dentro)? Perchè i lavori da solista di Cornell sono dei "capolavori dell'anonimato MODERN-POP"? Perchè gente come SAPUTELLO, oltre che bere il risultato delle sue radical-chik masturbazioni , vuole frettolosamente chiudere queste conversazioni "così pungenti"?? Ed io che credo che qualcuno mi stia pure ad ascoltare!
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alexx
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@taxirider: zero argomenti, assoluta conoscenza della materia pearl jam, quindi rece non gradita, tono non adeguato = simpatia zero! di nuovo prego. ciau
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Mr.Moustache
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A RUPERT SCIAMENNA: mettiamola così, se io fossi il lupo cattivo, riuscirei a tirare giù la casetta di mattoni? VERSIONE PER NON VEDENTI: una poco incisiva band. Oh, i gusti sono gusti poi!
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UhuhPanicoUhuh
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@Tarpit: "sono nati per NON essere un gruppo underground" ma che vuol dire? Ci sono gruppi che nascono per rimanere volutamente nell'underground? E di che campano? Rendite? Aria? Straccionismo? Può essere sia quest'ultima, ma tu hai un idea del tutto sbagliata della parola underground. Poi, nel 2010, cosa c'è da essere costruttivi in un discorso sul grunge? :) Mr.Moustache: tutti i gruppi "grunge" sono costruiti attorno alla figura del frontman ganzo, vedi Vedder, Cornell, Staley, gli Screaming Trees stessi, e in tutti i casi dietro si nasconde un chitarrista come vera mente creativa del gruppo. Questa tua tesi vale per tutti i gruppi "grunge" e per nessuno. Non stai dicendo niente.
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currahee72
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"Tra 20 anni non ci ricorderemo più dei Limp Bizkit o di nessuna altra di queste bands alternative di cloni ma ci ricorderemo dei Pearl Jam. Loro comprendono il significato della parola integrità."(Johnny Ramone).
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rupertsciamenna
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Incisivi o meno, frontman cazzuto o meno, i Pearl Jam li ho sempre visti come una creatura di Ament e Gossard nata per permettergli di dire ancora la loro in campo musicale... Dato che non sono mai stati così scarsi come alcuni qui vogliono far credere.
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Tarpit
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@UHUHPANICOUHUH: no, non hai capito. Probabilmente mi sono espresso male io e probabilmente diciamo la stessa cosa. :) Intendevo solamente dire che i PJ, a differenza dei Nirvana, per un certo tempo, non sono mai stati legati al circuito ideologico dell'indie-rock. Tutto qua, perciò criticarli in quanto famosi e basta è una critica fine a sè stessa.
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Darkeve
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il disco migliore dei PJ...da riot act in poi sono letteralmente finiti...
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Rorix
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Grazie Donjunio per la pubblicità :D a buon rendere!
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unkle69
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boh, i PJ non li sopporto più da No Code compreso. comunque si, Vitalogy il disco dove Vedder e soci sperimentano qualcosa di più, gran bel disco (che comunque non vale una unghia del peggior disco dei Mudhoney).
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Cornell
Cornell Divèrs
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@MR.BAFFAZZO: Ti vengono in mente gli acuti di Cornell (anche l'utente mica scherza però.. ;)) perchè era la prima cosa che ti saltava all'orecchio e te lo distruggeva proprio. Poi i Soundgarden erano ottimi perchè individualmente fenomeni. Thayil e Cameron su tutti.. Con gli Audioslave ha fatto cagare perchè ormai aveva perso un paio di ottave, e Morello sinceramente con quei WihWih WohWoh WahWah dopo il primo album aveva già abbondantemente scassato i maroni, ripetitivo alla nausea. Morello Commerford e Wilk sono nati e cresciuti SOLO ED ESCLUSIVAMENTE per suonare nei RATM e basta. Quella è e sarà sempre la loro dimensione naturale. Con Zaccone Della Roccia sì che spaccavano il popò ai passeri! La parentesi solista di Cornell meglio lasciarla dov'è, ma Euphoria Morning lo salvo eccome.. E non toccatemi i Pearl Jam cazzo!
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Taxirider
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La situazione sta, come avevo ben previsto, degenerando all'inverosimile. Guai, sopratutto su debaser.it, parlare di dischi epocali o carichi di un certo valore simbolico. Si incazzano i kritikini, i fans sfegatati gli ano-nimi come olenar e alex più i puristi in stile Rumore. Ringrazio, come già scritto, chi ha espresso la propria opinione (negativa come positiva) in maniera costruttiva e portando argomentazioni in luogo della solita fuffa fatta di insulti e urla. Ringrazio quindi Starblazer, Fedezan76, Core-a-Core, Dr. Fottermeier, Mr. Moustache, Pixies, Cornell e chi ho sfortunatamente dimenticato. Io, tuttavia, ho anche altre cose da fare ed altre preoccupazioni. Quindi lascio il timone ad altri. Tornerò presto e con un paio di nuove recensione.
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Cornell
Cornell Divèrs
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Cazzarola ho invertito i voti!
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UhuhPanicoUhuh
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Giustamente fare una rece qualunquista/anonima/errata su un capolavoro strarecensito e stradiscusso era molto importante... Comunque... vissero tutti felici e contenti! :D
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Mr.Moustache
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Eh.. ma come dicono gli editor (e non solo): "questo è il bello di Debaser!".
Auguroni!
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Tobby
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A me i Pearl Jam dopo due canzoni fanno scendere un terzo testicolo.
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aries
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Ricordo che fui sul punto di acquistarlo (questo, o forse era Vs.); ascoltati ad anni di distanza, pur con tutto il rispetto, non mi pento di aver scelto diversamente.
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carlo cimmino
carlo cimmino Divèrs
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Recensione in larga parte condivisibile. Ma stavolta diamo (do) cinque ai troppi ricordi. MMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMSHEEEEEEE ONCE BELIEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEV EEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE EEEEEEEEEEEEDDDDDDDDD...
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Mike76
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Più o meno condivido il pensiero del recensore se non fosse per il fatto che io i Pearl Jam non ho avuto nemmeno tempo di odiarli visto che quando mi capitava un loro video su MTV cambiavo canale non più tardi di 10 secondi. Per fortuna di video non ne hanno fatti molti. Però c'è un'eccezione: "Spin the Black Circle" già all'epoca aveva attirato la mia attenzione in maniera positiva, aveva un bel giro di riff veloci, secchi e spigolosi ed era lontana dal fuffoso rockettone standard americano che proponevano di solito, quasi che si fossero accorti che c'era stata musica anche dopo il 1975. E il pezzo mi piace ancora oggi nonostante la voce di Vedder non mi faccia impazzire. Quest'unico buon ricordo mi ha spinto a recuperare anche l'album da cui era estratto giusto per sentire, senza troppe aspettative, cosa mi ero perso all'epoca. Abbondano come mi aspettavo le ballate "da accendino" e il dozzinale hard rock da stadio, roba per me gradevole quanto portare le mutande di carta vetrata. Alcuni testi in effetti sono anche interessanti, "Bugs" e "Better Man" per esempio, che trattano il tema dell'arrendersi al proprio destino per mancanza di forza o per comodità, ma musicalmente sono solo tre o quattro i brani di un qualche interesse musicale: oltre a STBC anche "Tremor Christ" che sfoggia ancora chitarre stile punk ma più lente e balbettanti, la follia vagamente beefhertiana di "Bugs", la sperimentazione vagamente zappiana di "Hey Foxymophandlemama, That's Me" (non granchè riuscita ma onore al coraggio). Merita una segnalazione anche "Not for You", prototipo-stereotipo della canzone grunge nirvaniana, ovvero strofa-calma/ritornello-rabbioso: a livello strumentale nemmeno così disdicevole, ma il cantato...... la parte "calma" mi evoca un beone che si sveglia di primo mattino con la bocca impastata il giorno dopo una sbronza, quella "rabbiosa" mi evoca un tizio seduto nel cesso che cerca di vincere la stipsi (in uno stile vocale che mi ricorda pure Trent Reznor...brrrr). Insomma, un brano che mi ricorda il perchè da ggiovane ho evitato il "grang" come la peste nonostante il bombardamento mediatico. Alla fine comunque un disco che non raggiunge la sufficenza perchè l'ammirazione per quei tre-quattro brani buoni non supera il disgusto e la repulsione per il resto, bravi e coraggiosi comunque i Pearl Jam a tentare di andare oltre il pubblico che si erano creati.
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