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Queen
A Night At The Opera

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E' il 1975, i Queen sono in vita da già cinque anni ed è arrivato il momento d'incidere il loro quarto album. La loro produzione, cominciata dal 1973, ha visto all'attivo un singolo di successo mondiale: "Killer Queen" e lo schema del loro sound lo si è potuto riscontrare soprattutto con i primi due album. Da precisare che il primo disco ("Queen") è un tributo ai compianti "Led Zeppelin" con tinte glam dove la potenza vocale è espressa al top e i riff graffianti di Brian May s'intrecciano alla perfezione con la voce del Signor Freddie Mercury. Miglior cosa è con "Queen II" dove queste caratteristiche sono emerse in modo esponenziale al primo album. Come detto in precedenza il singolo "Killer Queen" portò l'album "Sheer Heart Attack" ad un successo mondiale. E' con questo album che i Queen si fanno conoscere in tutto il mondo.

Presto però ci si accorse che il sound non era quello che si cercava. Forti di questa meditazione, la produzione del loro quarto album: "A Night At The Opera" fu molto lunga e molto sofisticata. In un intervista Roger Taylor (batterista) dichiara apertamente dell'ispirazione ad album del passato, come quelli dei Beatles: "Rubber Soul", "Abbey Road"... e dalla voglia di cercare di dare un tono da concept album al lavoro in corso. Non per altro l'album si chiama in onore di un grandissimo film di Groucho: esso è la colonna sonora per una serata di puro intrattenimento.

L'album è variopinto di molti generi che vanno dallo stile Rag-Time di Scott Joplin ("Seaside Rendezvous") al jazz piu' sofisticato, dal potente hard rock alle melodie orientali psichedeliche, senza dimenticare il primo esempio di Rock Opera che è la struggente "Bohemian Rhapsody".

Passiamo alla Tracklist:

L'album si apre con "Death on Two Legs (Dedicated to....") scritta da Freddie Mercury. La storia di questa canzone è abbastanza particolare. Mi limiterò a dire che i Queen dopo il successo mondiale di "Killer Queen" erano in bolletta per via della cattiva amministrazione del loro Manager. Subito il suo licenziamento Freddie compose questo pezzo tra il glam e l'hard rock ed è incredibile di come sia molto crudo e ironico allo stesso tempo. Il riff di chitarra si è sempre pensato che fosse di Brian May ma bensi di Freddie nato sul pianoforte e reso bene con la Red Special di Brian May. L'effetto delay della sua chitarra da il tono rabbioso al pezzo e fa si che sia catalogato come un pezzo hard rock.

Si passa alla seconda traccia "Lazing on a Sunday Afternoon" cortissima composizione di appena un minuto di Freddie Mercury. Racconta di come è facile stare senza fare niente la domenica pomeriggio. Il resoconto di una settimana stressante lo si chiude con l'oziare la domenica pomeriggio. Lo stile è puro jazz anni '30 e la tecnica di registrazione si è cercata di riportarla a quegli anni "d'oro". Se si sente bene la voce, la si nota megafonata: si sono prese due casse di latta e messe nella cuffia dove il suono veniva "invecchiato". Un'altra cassa di latta veniva messa davanti al microfono da studio e il canto andava a pari passo con il suono delle cuffie. Entrambi i risultati finivano nella consolle dove venivano mixati. Al momento d'incidere l'assolo, per via dei vari sdoppiamenti vocali del pezzo, finirono le tracce e il Grande Brian pensò d'inserire i suoi pochi secondi di assolo in una traccia vocale dando l'impressione di una voce che imita il suono della chitarra. Geniale!!!!!

Nella terza traccia "I'm in Love With My Car" scritta da Roger Taylor e cantata da lui stesso, esprime in modo molto rock il suo amore per le auto veloci. La cosa curiosa di questo pezzo che è tempo ritmico di 6/8 che occhio e croce puo' essere visto come il tempo del valtzer. Il paradosso divertente è che uno stile così morbido e delicato lo si affianchi ad uno stile molto aggressivo.... Se ci mettiamo pure la voce di Roger il tutto è ancor piu' paradossale.... :)

In ogni album dei Queen spicca sempre il pezzo che cerca sempre di fuoriuscire dai canoni del sound: sto parlando di "You're my Best Friend", scritta da John Deacon e pubblicata come singolo. Ancora oggi è una delle canzoni dei Queen piu' trasmesse dalle radio americane. Ho detto che fuoriesce dagli schemi ma in parte... John Deacon (la parte più timida del gruppo) è un amante del funk e i suoi gusti non sono molto rock e le sue composizioni risentono di ciò, ma è proprio questo una delle tante caratteristiche del sound dei Queen. Scrivere con quattro tecniche diverse che si racchiudono in un unico sound dei Queen. La particolarità di questo pezzo sono i vocalizzi che accompagnano la melodia di Mercury. Esercizi di canto e sdoppiamenti di pura tecnica la fanno da padrone in questa canzone d'amore.

"'39" cantato e scritto da Brian May, sorta di folk fantascientifico. Racconta di un viaggio spaziale alla velocità della luce e i viaggiatori tornano dopo un anno da questo e scoprono che sulla Terra sono passati 100 anni. Il pezzo puo' essere considerato uno dei piu' rilassanti dell'album a toni unplugged con un ritornello dove tutti e tre danno una buona dimostrazione di ottimi cantanti. La parte piu' interessante del pezzo è una progressiva scala di falsettone da parte di Roger Taylor. E' un tour de force per lui che fa uscire dalle sue corde vocali note sopra la media... Cosa curiosa che hanno riportato questa esibizione per tanti anni in tour senza sbagliare un accento e senza saltare una nota. Si ascolti la canzone nel "Live Killers".

In "Sweet Lady" scritta da Brian May si presenta come unico pezzo heavy metal dell'album. Brian May confessa che parla del suo difficile rapporto con la sua donna di quel periodo. Come la terza traccia dell'album è un 3/4 (tempo valtzer), questa volta però in tono heavy metal. Ricorda molto bene i valtzer di Strauss soprattutto nel riff caratteristico del pezzo e nel suo assolo sempre in 3/4.

"Seaside Rendezvous" scritta da Freddie Mercury, è un pezzo stile Rag-time a mo' di Scott Joplin di breve durata. E' di una allegria acuta e di una difficoltà pianistica molto alta. Segno che Mercury era anche un abilissimo pianista. Il testo, solo uno come Mercury poteva pensarlo. Parla delle sue passeggiate sul Rendezvous che costeggia il lungomare. Come sempre il punto piu' interessante nell'intermezzo del pezzo è il duetto vocale di Freddie con Roger dove imitano le trombe e tromboni di un'orchestra jazz e del tip-tap con dei ditali. Si ha l'impressione che questa band non si prendeva sul serio....:)

Reduci da un viaggio in Giappone per la promozione del disco, Brian May rimase colpito dai costumi e dalla cultura musicale di codesto Paese e scrisse "The Prophet's Song". Ospite d'eccezione del pezzo è uno strumento "giocattolo" originario del Giappone ed è Toy Koto che non è altro che uno strumento a corda con il suono tipico orientale ed è accordato su scale giapponesi. Questo particolare strumento la fa da padrone all'inizio e alla fine del pezzo. Per un buon ottanta per cento il pezzo è di uno stile hard rock psichedelico; ricorda molto i Pink Floyd di "Wish You Were Here". Non a caso l'anno è uguale. Il tema del pezzo è un sogno ossessivo di Brian May, ricorda Lui stesso: -Ero ossessionato da questo Profeta che parlava alle masse di speranze e di Mondi migliori-. La parte piu' interessante del pezzo, oltre il solo di chitarra ma sono i vocalizzi intermedi che fanno si che il pezzo sia di lunga durata. Freddie Mercury era esperto nel canto a ritardo. Su una frase che cantava con eco lui su quest'ultimo riusciva a costruire un'altra melodia. Emozionante è il punto dove cantano tutti e tre su i ritardi di Freddie Mercury. Dopo questa esplosiva forma d'arte, arriva il solo che con grande pomposità domina il pezzo per tornare al punto di partenza con il bellissimo chorus e si chiude con il bellissimo duetto di chitarra e Toy Koto di Brian. Il duetto si conclude per dare spazio al pianoforte di Freddie che apre la struggente aria d'amore che segue.

Di tutte le ballate d'amore dei Queen, quella che sicuramente è la migliore è proprio "Love of My Life" scritta da Freddie Mercury e dedicata al suo grande amore: Mary Austin sua compagna di vita. Il pezzo è molto acustico e si apre con un duetto di pianoforte e chitarra per lasciare tre secondi ad un'arpa suonata da Brian. Quest'ultima apre la strofa d'amore accompagnata da vocalizzi che sembrano fiori che sbocciano. La batteria o piu' che altro i timpani irrompono per pochissimi secondi per la fine di una progressione che comincia con pianoforte prima, chitarra, basso ed infine i timpani del buon Roger. La chitarra nostalgica di un'amore perduto apre l'ultimo richiamo vocale (...back, hurry back...) prima che il piano e l'arpa chiudano definitivamente il pezzo.

Si dice che Brian May abbia imparato la chitarra cominciando con un Ukulele Banjo: George Formby per passare alla chitarra all'età di sette anni. E proprio con questo strumento che Brian scrive "Good Company" in stile jazzistico. Brian è stato sempre un estimatore di un'orchestra anni '20 di jazz dixieland ed è proprio da questi musicisti che si è ispirato per gli arrangiamenti del pezzo. Il brano parla della sua infanzia e di come il padre si raccomandasse al figlio di trovare sempre buone compagnie. Il brano è cantato da lui e ritornando agli arrangiamenti, Brian compì un lavoro di precisione e molto accurato perchè per far sembrare il solo una pura orchestra di fiati (trombe, tromboni, sax, clarinetti...) staccò ogni singola nota e la incise per ottenere un effetto distaccato. Lo si può notare meglio nel finale sull'effetto "campana". Perfino nel trillo finale sembra una tromba vera. E' difficile che questo sia stato fatto da un chitarrista e Brian è stato senz'altro il primo a creare questi effetti.

Si arriva finalmente, alla vera opera d'arte del rock: la mastodontica "Bohemian Rhapsody" scritta interamente da Freddie e pubblicata come singolo. Battette il primato di Paul Anke con la sua famosa "Dianna". Per quanto riguarda il tema del pezzo parla di una vita consumata in un omicidio e di un ragazzo che saluta la madre prima di finire i suoi giorni. Successivamente nel testo entrano in ballo vecchi amori di Freddie dell'opera e dell'italiano; vedi: Mama Mia, Mama mia.... e di un esplosione finale hard rock sulla voglia di reagire al sistema imposto. Sono chiari i riferimenti di ribellione di Freddie alle critiche sulla sua omosessualità. Il pezzo si chiude con una reazione di non curanza a tutto quello che circonda il protagonista del pezzo. Il pezzo musicalmente, è uno dei piu' complessi della storia del rock e come detto in precedenza, rappresenta il primo esempio di opera rock. Comincia con un quartetto vocale sdoppiato che apre al riff pianistico del pezzo per lasciare spazio subito dopo al: Mama, just killed a man.... Per due strofe la fa da padrona questo tema per esplodere in maniera progressiva al solo di chitarra molto nostalgico e struggente. Orchestralmente il pezzo stupisce quando dopo un botto in battere comincia la parte piu' difficile da descrivere e da commentare. Sta di fatto che il quartetto sdoppiato con sotto improvvisi lampi di orchestra quasi a spaventare l'ascoltatore fanno rimanere a bocca chiusa. Tecnicamente fu cantato su piste diverse dove la ghost track di Mercury fece capire molto poco della struttura del pezzo, il risultato finale fu che molte varianti del pezzo vennero pensare e incise pochi giorni prima la pubblicazione. Il solo che conclude questa parte operistica e lirica e che da forza e aggressività al pezzo da un senso di rivincità e di ribellione a tutto quello detto in precedenza nel testo. Ma la non curanza e la forza del destino porta l'atmosfera a quel pezzo che si chiude come è cominciato con una celebre frase: Anyway the wind blows....

L'album si chiude con una rivisitazione dell' Inno Inglese "God Save The Queen" riarrangiato da Brian May e suonato con l'effetto delay della sua Red special accompagnato dai timpani di Roger Taylor. Vuole essere una specie di saluto e un arrivederci a presto oltre che una benedizione alla Regina della Musica. Loro sono i Queen.

L'album è considerato da molte classifiche mondiali uno dei migliori album della storia del rock e "Bohemian Rhapsody" uno dei pezzi più importanti e più belli della storia del rock. Rappresenta nella carriera dei Queen il vero capolavoro e la svolta alla loro carriera.

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Ultimi Trenta commenti su CentoTrentUno

lux
lux
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"e Sunday Morning non è datata o There She Goes Again? ..... e European Son non è figlia del suo tempo, con le sue digressioni rumoristico-psichedeliche molto gradite nello stesso periodo a Grateful (Caution da Anthem Of The Sun, album non inferiore a VU & N), Pink (tutto ummagumma)o il jimi di Third Stone From The Sun o 1983 da electric."--------> io mi sa che parlo arabo. Ti sto dicendo che gli Stones sono inferiori a TUTTI sti tizi da te citati, non solo ai VU. Non voglio dire se e in che proporzione i VU sono stati i migliori del mondo. Mi limito a dire che sono migliori degli Stones. Punto.


Percy
Percy
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Triste leggere certi commenti... addirittura rotto in culo... manco avesse stuprato tua sorella. Il tuo commento è tipico dei rotti in culi non a caso...
Chi conosce la Caballè sà che non è la tipa da collaborare con delle nullità e guarda un pò il caso lei lo stimava molto Mercury ed è stata lei a volere l'album. Mercury sognava solo di duettare con lei e tenersi tutto per se il pezzo...


j&r
j&r
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....che cazzo vuoi dire percy che io non conosco la lirica o che sono frocio???
IN ENTRAMBI I CASI SBAGLI DI GROSSO ...... QUEEN MERDA


Percy
Percy
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non ho detto che lo sei, ho detto che il tuo commento è da rotti in culo. Di sicuro da quest'altra risposta è intuibile il tuo grado di educazione e il poco rispetto che hai per le persone, specie per quelle , non si sa per quale motivo, che non ti sono simpatiche. Ho notato questo odio viscerale in certi detrattori dei queen e tutte le volte mi sorprende. Secondo me siete da studio sociologico.


lux
lux
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Percy io studio sociologia, e ti posso dire che j&r, a parte i gusti personali che non si discutono, è solo un tipetto un pò infantile che non sa come motivare le sue idee (forse perchè non è ha di proprie ben definite e meditate, e si culla sul "sentito dire") e si nasconde dietro espressioni da mensa delle elementari tipo "QUEEN MERDA", che fa il paio con "MAMMA FATTO CACCA" o "PAPà FATTO PUPù", avendo la stessa rilevanza ,ehm, speculativa. Non è un caso sociologicamente interessante, e in situazioni come questa bisogno assecondarlo con naturalezza, dimodochè si stanchi da solo. Quindi tutti insieme: "QUEEN MERDA"!


Percy
Percy
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Lui non è interessante ma il suo odio immotivato si...
Mi unisco al coro QUEEN MERDA


















lux
lux
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Beh credo che l'esaltazione di determinati gruppi vada di pari passo con il denigramento di altri..un pò come autocompiacersi di essere membro di un determinato gruppo (sociale, non musicale) e farne propri i suoi valori, ripudiando in maniera ostile "l'altro" che non fa parte del gruppo, ed è quindi un nemico. Tutto ciò crea e mantiene vivo il senso di appartenzenza (musicale in questo caso), grazie alla dicotomia "noi-altri". Lo facciamo un pò tutti in fondo, non solo j&r!


Percy
Percy
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Però è un paradosso se ci pensi. La musica ha un linguaggio che tutti possono comprendere. Dovrebbe unire più che dividere. A trent'anni suonati mi son reso conto che scegliere di appartenere ad una sola categoria di ascoltatori è solo una grossa sciocchezza ed una perdita di tempo. La musica è bella tutta e non ci si guadagna niente a criticare determinati artisti solo per il gusto di farlo e darsi delle arie...


47
47
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@lux: su una cosa sono perfettamente d'accordo con j&r: i vu sono a mio parere assolutamente meno attuali di certe cose degli stones, le cui lezioni sono state assorbite da decenni e decenni di rock, tanto che ora sono l'abc del rock su cui (più o meno) ogni disco che è stato partorito si basa in larga parte. i vu a mio parere hanno semplicemente fatto dell'eccesso un arte, estremizzando tutte le correnti musicali fin lì presenti tanto che ci troviamo un po' di tutto ("all tomorrow parties" ritmicamente è musica tradizionale indiana..) ma sempre nei confini dell'indefinito; teoricamente sono i progenitori di ogni avanguardia, ma non sono sicuro che loro avessero questa consapevolezza in sede compositiva. Riguardo al punk, è vero è solo un parere soggettivo, ma è perchè io credo che valutare un album con la coscienza storica è fuorviante dal valore dello stesso. mi spiego: il punk è considerato importante a posteriori perchè sono nati poi black flag, pere ubu, pixies (anche gli slint, valà), ma in realtà ogni espressione artistica ha come punto di partenza qualcosa che già c'è, quindi se i pistols &co se ne fossero rimasti nello scantinato la musica adesso sarebbe semplicemente diversa. scusa se t'ho annoiato con 'ste divagazioni.. saluti


ledeep
ledeep
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E' incredibile quanto siete immaturi... Che cazzo fate a fare dei commenti su una recensione dei queen se poi nn vi piacciono!!!!!! Solo un ignorante finto rockettaro può dire ke freddie nn era buono. Datevi a gigi d'alessio ke fate prima! Ke cazzo di gente


Blackdog
Blackdog
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Ah, et in seno a codeste elucubrazioni-scaruffie li Stones de 'Goin' home' or 'Lady Jane' sarebbero
matusa & vecchi d 40 nos?! Gracias por l'illuminazione, lux: aspetto ke la De Agostini mandi in stampa
la tua Storia Del Rruock a fascicoli. Sono disposto anke a rinunciare al mio caro Sorrisi & Canzoni por l'acquisto to edicola ( vedrò li programmi tivvù on televideo)..


lux
lux
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Percy sarei un ipocrita se non ammettessi che io sono il primo che critica, anche aspramente, quei gruppi che non mi vanno a genio. La critica va bene, anzi è indispensabile oserei dire per discernere ciò che potrebbe avere un valore da ciò che non lo potrebbe avere. Tutto sta nel motivarla con un minino di senso. E come ogni aspetto della cultura, la musica unisce e divide allo stesso tempo perchè sempre contestualizzata e dipendente dalle percezioni soggettive di ciascuno. 47 come avrai ben inteso, la mia idea su VU e Stones è divergente, dato che ritengo ben più contemporanei i primi (che l'abc del rock avevano già rivisitato e ampliato) dei secondi, che penso decisamente si siano fermati all'abc. Se poi prendiamo ipotetiche band odierne che si ispirano ai Rolling Stones, non oso immaginare quanto potrebbero suonare vecchio..sulla consapevolezza di cio che stavano facendo i VU, non mi sono mai interessato, sarebbe un processo alle intenzioni che non troverebbe riscontro pratico. Mi basta sapere che la loro musica era consapevole di sè medesima. Concordo con il fatto che che valutare un album con la coscienza storica è fuorviante dal valore dello stesso, infatti l'avevo gia anticipato io in uno dei miei primi post piu sù. Solo che per me alcuni album delle band punk che ho citato non sono solo fondamentali storicamente, ma anche splendidi di per sè. Li reputo bellissimi anche decontestualizzandoli da ogni epoca storica. salut!


pretazzo
pretazzo
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parentesi: secondo me, per rendersi conto dell'immensità dei Velvet Underground occorre conoscere una bella fetta della musica indipendente degli ultimi 30 anni; ci si renderà conto che, dovunque (o quasi) vai a parare, loro sono sempre di mezzo...un po' come i Black Sabbath per il metal, i Beatles per il pop, gli Stones per il blues-rock o i Ramones per il punk...sono quei gruppi che hanno spianato una strada, con la differenza che i Velvet ne hanno spianata più di una...


lux
lux
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Blackdog a parte che io ho spiegato il perchè gli Stones sarebbero quantomeno più antiquati dei VU, le mie elucubrazioni con Scaruffi c'entrano meno di zero visto che Pierone parla degli Stones in tutt'altri termini e in toni ben più entusiastici. Detto questo mi viene il dubbio che i miei post tu non li legga minimamente. Ma allora, perche commentare i miei post che tu non leggi? Mah. Mistero.


lux
lux
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Santo pretazzo, concordo su tutto (ma solo parazialmente sui beatles, che considero si influenti, ma "putroppo" aggiungo io).


lux
lux
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Sfido a trovare un pezzo dell'imperfetta (perchè ancora sin troppo seminale) enormità di "the Gift" nella discografia degli Stones.


47
47
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mi riferisco agli stessi gruppi di radici punk, il quale non era che un'ulteriore semplificazione di quell'abc, abc che con il kraut era stato spogliato della sua "anima" (blues, quando più quando meno) e diventato fredda e spaventosa musica concreta.. ma se il punk deriva dagli stones (ne sono convinto io, sono fermi all'abc che è stones-ipotecato) ed è stato un passo indietro concettuale e di complessità espressiva rispetto al prog (sempre a mio parere) si può dire che i "passi avanti" derivano da una reinterpretazione di quei "passi indietro" fatti dal punk, e ciò può portare ad affarmare che derivano da un qualcosa che era vetusto in partenza, più o in egual modo di quanto non lo fosse il prog. poi beninteso, a me i velvet underground piacciono


lux
lux
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Mmm, si ma non dimentichiamoci del garage rock, ecco forse hanno influito sul garage americano gli Stones quello si. Però non era una questione del se hanno influito o no, era proprio un analisi sul valore in sè dei dischi dei medesimi, sul loro rock in quanto tale. Sul fatto che il punk sia un passo indietro concettuale e di complessità espressiva non sono d'accordo..concettuale proprio no almeno, è stata al limite una semplificazione formale e ritorno "alle origini" (benedetto, dopo i disastri onanistici dell'ultima stagione progressive) che ha giovato, e di molto, alla stessa espressività. Espressività punk però che, secondo me, aveva poco a che vedere in generale col rock-blues degli Stones, per quanto ne possa essere una conseguenza storica.


47
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io trovo proprio che qualitativamente parlando quei dischi siano intoccabili, digressioni a parte. come evolvono poi correnti e filoni spesso non dipende dalla qualità delle proposte da cui traggono ispirazione, ma a volte è solo una questione di visibilità e attidudine. non mi trovi d'accordo sull'espressività del punk, se è stata una rivoluzione è per l'impatto sociale/culturare prima, per la musica poi. il sopracitato kraut era molto più stravolgente e innovativo, e se la musica non è "evoluta" in quella recensione è perchè quei gruppi non se li filava nessuno. poi però (soprattutto nel mio caso) entrano in gioco i gusti personali e non si oggettivizza più una cippa, ma mi domando cosa io e chiunque altro penserebbe di certa musica senza nozioni sull'attitudine e la personalità di chi la compone, e senza la coscienza di ciò che verrà poi; probabilmente qualche giudizio verrebbe stravolto..


47
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oddio, ho scritto "recensione" al posto di "direzione"


lux
lux
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L'aspetto sociale spessissimo si è accompagnato al rock, non solo nel punk, tant'è vero che il rock comunemente dovrebbe essere una trasposizione degli stati d'animo dell'artista ( non parlo di politica quindi). Sul fatto che "come evolvono poi correnti e filoni spesso non dipende dalla qualità delle proposte da cui traggono ispirazione ma a volte è solo una questione di visibilità e attidudine" sono d'accordo, infatti come ho lasciato intendere, l'influenza ha davvero senso per me se è "buona influenza". Se cioè le band che poi verranno ricordate per qualcosa, verrano ricordate anche per un certo tipo di proposta musicale interessante, oltre che per il semplice motivo che "hanno influenzato". Io direi che il "primo" punk, oltre ad avere per me un valore artistico non disprezzabile, ha dato vita a una serie di colossi (tra i quali i gruppi che ho citato prima) che non posso non apprezzare. Poi un album come Rocket to Russia, preso in sè, è un discone. Certo poi magari gli altri album li ignori, ma quel disco dei Ramones, a parte l'influenza storica, è perfetto in sè, è un ritorno al Rock (più che mai originale), dopo che qualcuno in passato si era divertito a trattarlo eccessivamente per qualche altra cosa che non è mai stato.


Blackdog
Blackdog
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Ho written 'elucubrazioni-scaruffie' not 'la pensi como Dio Scaruffi about Pietre'. Io leggo bién
quel ke scrivi, et noto aria d sufficienza nei confronti del passo-da-gallina d Mick..Me dispiàz lux,
but ciò nun me gusta assai. Che poi li VU fossero il germe no-wave & avantgarde in NYC (luridi & 'alieni' nello stucchevole Flower Power dell'epoca) est risaputo; t ho just fatto notare ke
Rolling & Velvet hanno punti in comune innegabili ( tipo la rimasticazione dei nonni Blues, specie
nella 'The gift' ke citi spesso, or una spiccata attitudine 'anti-borghese'). Et trovo + spirito-punke
negli Stones ke nel '69 on stage performano 'Jumpin' Jack Flash' piuttost le paraculate-mercantili d un
Malcolm McLaren.


lux
lux
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Beh, la mia aria di suffcienza è dettata dalle spiegazioni precedenti.. lo orecchie le abbiamo tutti, certi dischi li abbiamo bene o male ascoltati tutti, ognuno tragga le proprie conlusioni! A me di McLaren, sinceramente non interessa, mi interessano solo i Sex Pistols se dobbiamo parlare della loro musica. Posso io giudicare un disco in base a McLaren?? The Gift... la rimasticazione è stata bella forte è..


Blackdog
Blackdog
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Bravo lux, hai ragione. Eppoi a me Ron Dennis è stato siempre sul caz.


andrew1992
andrew1992
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tu non sei umano...


Prog87
Prog87
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Leggendo alcuni commenti rimango allibito dal fatto che ancora i Queen dividano e suscitino tanta incomprensione. Disco pomposo eccessivo, cavolo mi sembra di leggere ancora i detrattori degli anni 70'.. Ma'...Il disco in questione è senza dubbio una pietra miliare, un traguardo mai raggiunto da nessuno fino ad allora. Un disco che osò molto, che si spinse oltre i canoni del rock..
Io lo amo, amo la potenza l'ironia la dolcezza la pomposità amo l'ecletticità di questa band senza eguali che qualche cretino tenta di sminuire.


Senmayan
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un gruppo rovinato dalla tv e dalla pubblicità italiana che ripropone i loro pezzi più poppeggianti e non solo e che ci ha fatto sentire fino alla noia boheamian rapsody, questo è uno dei motivi per cui non mi avvicino ad un gruppo comunque interessante.


darth wanax
darth wanax
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"Lazing on a Sunday Afternoon" sarebbe jazz? (e cosa significa "anni d'oro"? anni d'oro per le tecniche di registrazione? anni d'oro del jazz?)
"I'm in Love With My Car" parla di un amico di Roger, come il batterista ha più volte precisato. E cosa ci sarebbe di curioso in un ritmo di 6/8? Hai mai sentito canzoni in 7/8 oppure in 13/16?
"...Scrivere con quattro tecniche diverse che si racchiudono in un unico sound..." ma che lingua è questa? "You're my Best Friend" sarebbe funk? spiegati (a parte che il periodo "funk" di Deacon è arrivato più tardi...)!
""39" Cosa curiosa che hanno riportato questa esibizione per tanti anni in tour senza sbagliare un accento e senza saltare una nota": cosa veramente curiosa ma ovviamente inventata. Basti ascoltare il Live di Earls Court nel marzo 77: lì Roger non riesce a prendere la nota alta (e fa una smorfiaccia divertita).
..."Sweet Lady" ... è un 3/4 (tempo valtzer)... Ricorda molto bene i valtzer di Strauss: ma stiamo scherzando (eppoi, che è 'sta storia del waltz? Il 3/4 può anche essere il tempo della mazurka! E semmai il waltzer pù essere composto in 3/4, ma anche 3/8 e a volte 6/8)??
"Paul Anke con la sua famosa "Dianna"" fa riderissimo!
"fanno rimanere a bocca chiusa" fa invece tanto Brunello Robertetti!



Thunder
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Vituperio
Vituperio
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No proprio non ci siamo, questo disco non mi trasmette niente, zero assoluto peggio anche di Sheer heart attack. I coretti da operetta che pervadono tutto l'album li detesto come la produzione ultra patinata pacchianissima con mille sovrancisioni sia di cori appunto, ma anche di parti chitarristiche. Poi vorrei sapere cosa ci incastra il brano intitolato '39 con il resto della presunta opera.... Velo dico io, una mazza. Poche idee sviluppate malissimo se i Queen migliori sono questi mi dispiace ma non fanno per me. Spero che con altri ascolti cambi idea ma ne dubito.


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