-Dove stiamo andando?-.
-Là-. Thom indicò la vetta innevata di una montagna. Ci trovavamo sopra un pavimento quadrettato, trasparente e secante le montagne.
Il pullman avanzava silenzioso, come privo di motore e potevo udire solo i nostri respiri.
-In ogni caso non conta dove ma come ci vai-.
Estrasse un cd dalla tasca destra del giubotto e lo inserì nel lettore. Le prime note si delinearono e le voci accartocciate, riavvolte, di "Everything In Its Right Place" cominciarono a sentirsi.
-Non hai ancora chiuso gli occhi?- chiese Yorke. Parlava già con le palpebre socchiuse.
Feci lo stesso e cominciai anch'io il mio viaggio. Mi lasciai cullare. Non sentivo nient'altro che non fosse musica. Le labbra di Thom seduto al mio fianco si muovevano ma coglierne il significato era diventato per me impossibile.
Poi vennero "Kid A" e "The National Anthem", con il suo riff ripetuto alla paronia, ma trascinante e avvolgente. Mi verrebbe voglia di cominciare a muovermi convulsamente, ma mi contengo. C'è Thom.
Ed ecco la chitarra, la prima, quella di "How To Disappear Completely", calda, tranquilla, sognante. Tante parole insufficienti per descriverla.
"Treefingers" è il tunnel, dove ognuno coglie quello che vuole, trova quello che stava cercando e in esso si perde. Finisce la selva e torna la luce con "Optimistic" e "In Limbo", preludio di "Idioteque", quella che aspetti, che ami, in tutta la sua elettronica.
Poi "Morning Bell". Accanto a me, mentre guida, Thom ricanta le sue stesse canzoni. Le sa a memoria. La voce è ovattata, batteria e basso conducono lentamente alla pazzia e all'estasi, pure. Questa mi è piaciuta. Chiedo a Thom se la posso riascoltare e lui, educato, manda indietro e mi accontanta.
Tutto si chiude con "Motion Picture Soundtrack", una marcia lenta e accompagnata dall'organo.
Poi, dopo 50 minuti, tutto finisce. La musica cessa come era iniziata, lasciandoti dentro quel rimescolamento e quella fusione di emozioni che solo la sperimantazione sa dare.
Thom si infila il cd nella stessa tasca da cui era uscita e mi fissa con sguardo interrogativo. -Allora?-
-Strano, ma mi piace- dico io.
-Un voto?-
-Quattro su cinque. Mi mancano le chitarre dei precedenti-.
-Ok-. Il vaggio era terminato ed ora era tornato il silenzio.
Kid A suona come un cervello appannato che prova a ricordare un'abduzione straniera.
Lo si amerà o lo si odierà. Io continuo ad amarlo.
Kid A è verità, Thom Yorke è il messaggero giunto da terre lontane a rivelarcela.
Per questi quasi perfetti 50 minuti chiudete gli occhi e aprite il cuore... dall’altra parte qualcuno vi sta cercando per portarvi via da questo inferno.
La musica che trascende ogni retorica, che si libera dal suo essere musica per diventare uno stato del cuore...
Grazie RADIOHEAD, la mia vita grazie a voi è un susseguirsi di avvenimenti fantastici.
Radiohead, ossia trasmissione di onde fortemente reattive, che producono il fenomeno della combustione degli stati psicologici dell'organismo ospite.
L'effetto dell'esposizione prolungata ai resoconti analitici dei Radiohead determina perdita di conoscenza, aerofagia, dolori mestruali, gengivite e nevralgie.
Viviamo all’interno d’un grande cubo di ghiaccio.
La follia trova un’armonia nella serenità della coscienza dell’uomo.