Se si lascia una bottiglia di vino aperta, anche il migliore, kennesò un brunello di montalcino, svanisce.
Forse è quello che è successo a John Frusciante, anima magica dei Red Hot Chili Peppers, che si è prodotto in ottime realizzazioni da quando è tornato nel gruppo ma che ha forse finito lo "spirito" di un tempo.
"By The Way" è un disco debole, scontato, quasi commerciale. A tratti veramente noioso.
Ricordate l'inizio esplosivo di "Californication" con l'urlo liberatorio? Ricordate "Give It Away" o "Suck My Kiss" dal disco "Blood Sugar Sex Magic" che sta alla musica come Dante sta alla letteratura?
Bella la canzone di chiusura "Venice Queen", psichedelica e toccante. Non male la canzone che dà il titolo al disco, anche per lo strepitoso video che la accompagna su MTV.
Ma tra la traccia 1 e la 16 si rischia di sbadigliare piú volte. E mi ritrovo la mattina sotto la doccia e rimpiangere grandi personalità degli ultimi decenni della musica americana, J Mascis, Billy Corgan, Black Francis, Greg Dully...
Ah, la tauromachia...
Il solo fatto di essere riusciti a cambiare nettamente il loro stile, pur non cadendo miseramente nel commerciale, li rende ancora più grandi di quanto già siano.
Se a 40 anni suonati finisce una storia d'amore e tu proprio non te l'aspettavi... è comprensibile che dentro la tua testa si affollino pensieri, emozioni e parole di un certo calibro.
in By The Way si sono talmente commercializzati che avrebbero fatto meglio a fare uscire un Greatest Hits come fanno tutti dopo anni di successi e critiche positive.
È arrivata l'ora di appendere gli strumenti al chiodo.
È un disco di pura merda, ma andiamo avanti qualcosa dal cilindro uscirà.
Con questo cd i Chili all'epoca conquistarono i quattordicenni brufolosi, come accadde qualche anno prima con Californication.
By The Way sembrano un album solido e ricco di belle melodie e accompagnamenti ritmici.
In quest'album Frusciante ha fatto quello che nessuno avrebbe fatto, puntando il proprio suono su sonorità più melodiche.
By The Way è un album rock pop completamente diverso dai precedenti, che presenta un nuovo tipo di musica dei Red Hot.
Un album, in conclusione, diverso dai precedenti, che sperimenta il rock pop e, a mio parere, riesce a pieno nell’esperimento.