Anno di grazia 1977…
La musica rock da di sé un'immagine ricercata, a suo modo raffinata ed estremamente complessa.
Ad un tratto il caos: 3 singoli di un gruppo sino ad allora sconosciuto travolgono, letteralmente, il panorama sonoro dell'epoca.
Anarchy In The U.K., God Save The Queen, Pretty Vacant, questi i tre pezzi micidiali che sbattano i Sex Pistols (Johnny Rotten, Steve Jones, Paul Cook sostituito poi dal tristemente noto Sid Vicious) nel bel mezzo del music business.
Lasciamo stare i soliti e ritriti commenti del caso: che Rotten e soci non avessero la minima idea di come si suoni una canzone è fuori di dubbio, che le magiche mani del manager Malcolm McLaren abbiano saputo muoversi con astuzia e notevole maestria nella promozione del gruppo è altra cosa certa.
Resta però incredibile l'urgenza espressiva vomitata senza risparmio da questi ragazzi, resta un incredibile senso di disagio e la necessità di sbattere la propria disomogeneità in faccia al mondo, resta quello che in fondo è (è stato?) il punk.
Un'attitudine che ha mutato dal profondo un'epoca, un'attitudine che trova e ha trovato nella musica uno dei suoi canali comunicativi preferenziali, un'attitudine che sta tutta nell'attacco, devastante, del loro brano forse più famoso: "I am an antichrist, I am an anarchist..."
Scardinati, irriverenti, scomodi e fastidiosi... Fondamentali insomma.
I Pistols sono immagini da custodire nella mente, sono roba che va fuori dalla musica.
'Nevermind' fa piazza pulita, è manifesto e nascita: qui comincia davvero tutto.
Il punk non è musica ma espressione di se stessi.
L'energia che trasferiscono 'Anarchy In The U.K.', 'Liar', 'No feelings', 'God Save The Queen' e 'Holiday In The Sun' è come una bomba che sta per scoppiare.
Non so cosa voglio ma so come ottenerlo, frase capace di riassumere tutto il movimento punk.
Il punk vero morì prima di nascere, perché troppo estremo per esistere.
Per cinque minuti, forse dieci, nessuno proferì parola né oso muoversi. Avevamo lo sguardo perso nel vuoto ed eravamo altrove.
Dunque si voltò e ci lasciò soli. Pensai che c'era nulla di più punk di una donna che sorride in quel modo.
Sex Pistols: quasi dei burattini nelle mani di Malcolm McLaren e Viviane westwood, due geni del marketing.
Come tutto 'Never Mind the Bollocks' è godibile al massimo solo in dimensione live, alias la sua vera natura.