In un ora non precisata, in un momento della vita non precisato mi trovo a recensire uno dei gruppi che mi ha suscitato piu' interesse, partiamo dal fatto che l'anno sia il 77, dei ragazzacci partono con l'idea di fare un disco che possa dargli i soldi necessari per l'eroina e si trovano a recitare la parte della droga ignettata nelle vene dei loro grandi funs che li seguono ovunque, perche' il punk non e' musica ma espressione di se stessi.
Il punk come anche gli skinhead parte con un movimento operaio che si aprira' poi a piu' persone con le dovute sfumature da attribuirgli.
Dalla Working Class nasce l'ideale della testa rasata del del lavoro, degli scontri contro la polizia, degli scioperi fatti in fabbrica contro il padrone.
Affonda imponente le sue radici in questo periodo scomodo per l'Inghilterra dei signorotti e della borghesia agiata il punk, da uno stile improvvisato che i stessi Sex Pistols "inventarono" essi' perche' il vestiario punk nasce con loro, da loro.
Le Pistole Sensuali con un Syd Vicious che era l'emblema di una generazione fancazzista, svogliata e menefreghista se ne uscirono con Never Mind The Bollocks, un cd completo ma soprattutto tanto, tanto, tanto punk!
Un cd strafottente che il cantante Jonny (gennarino) Rotten riusciva a enfatizzare con la sua voce scomposta e esagerata a volte quasi stonava ai concerti....
L'energia che trasferiscono "Anarchy In The U.K., "Liar","No feelings","God Save The Queen" e "Holiday In The Sun" e' come una bomba che sta per scoppiare.
Anche se con gli anni 70 l'epopea punk che era iniziata secondo me con gli WHO finisce con i Sex Pistols tranne alcuni casi rari, si sancisce cosi' la fine del punk e l'inizio di una nuova ondata che inizia con gli anni 80, la disco, con lo "studio 54" infatti non era piu' di moda farsi i buchi sugli orecchi ma era cool ballare in disco.
Se ne ando' anche in un giorno come gli altri Syd Vicious in un inverno scabroso, non era bravo, faceva finta di suonare ma con lo stile che aveva fuori dal palco dimostrava che punk si e' in tutti i casi...
Rimane di Syd l'emblema di una stagione musicale rovente un ricordo di Joe Strammer che racconto' che una volta al Pub il caro Syd si ignetto una dose di eroina e acqua del cesso del pub.....questo e' punk!
ded to: chi crede che essere punk significhi fumarsi una sigaretta di nascosto....a dexter..e ai sogni che si infrangono facilmente....passa il tempo cambia la gente...IL SEXY STA SEMPRE QUI!
Liar
No Feelings
New York
God Save The Queen
Seventeen
Submission
EMI
Anarchy In The U.K.
Problems
Bodies
Holidays In The Sun
Resta però incredibile l'urgenza espressiva vomitata senza risparmio da questi ragazzi.
Scardinati, irriverenti, scomodi e fastidiosi... Fondamentali insomma.
I Pistols sono immagini da custodire nella mente, sono roba che va fuori dalla musica.
'Nevermind' fa piazza pulita, è manifesto e nascita: qui comincia davvero tutto.
Non so cosa voglio ma so come ottenerlo, frase capace di riassumere tutto il movimento punk.
Il punk vero morì prima di nascere, perché troppo estremo per esistere.
Per cinque minuti, forse dieci, nessuno proferì parola né oso muoversi. Avevamo lo sguardo perso nel vuoto ed eravamo altrove.
Dunque si voltò e ci lasciò soli. Pensai che c'era nulla di più punk di una donna che sorride in quel modo.
Sex Pistols: quasi dei burattini nelle mani di Malcolm McLaren e Viviane westwood, due geni del marketing.
Come tutto 'Never Mind the Bollocks' è godibile al massimo solo in dimensione live, alias la sua vera natura.