Copertina di Sonic Youth Daydream Nation
Armand

• Voto:

Per appassionati di musica alternativa, fan di sonic youth, critici musicali, ascoltatori curiosi di evoluzioni rock anni '80
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LA RECENSIONE

Ecco, su questo lavoro non sento più il delirio, cosa che fino a Sister villeggiava. Bad Moon Rising era solo delirio.

Insomma un bell'album pop, simpatici i ritornelli, carine le melodie. Giusto giusto un noia-noise borghese fabbricato a tavolino per il debutto in società tramite l'ammicco a una mayor, che camuffa l'inganno pseudo underground con un doppio disco, chic-shock l'escamotage per innescare un invito al salotto buono.

Il passo indietro per un proselitismo ufficiale è fatto. Dal "non si vive di solo pane" al "panem et circensens". Che ci vogliamo fare, la carne è debole. L'interdizione che si sono violentati mi ha interdetto. Ma è più la corsa scellerata ad etichettarlo capolavoro l'equivoco di questo disco, che rimane un buon lavoro frainteso dalla porporina grassa di cui è imbellettato.

Non fraintendetemi, una sufficienza abbondante la strappa, bravi 7+, non di più. Più che bruciata, gioventù finita... Vogliamo vivere più di trent'anni sembrano dire i "ragazzi": avanti le pantofole.

Un succedaneo, un palliativo, un compromesso vanno a trasformare la vanità impersonale dell'ardore iniziale con una vanità egoica di cedimento alla palestra della noia dell'eternità che sfianca un po' tutti nella tentazione di raccogliere qualche frutto. Ma son mele un po' acerbe rispetto alla mai (s)fruttata precedente maturità di una ridondanza psichica trascendente che basculava sul filo del rasoio della follia e che sabotava l'inganno di scandire il tempo.

Non c'è più il perseverare nell'infanzia come Oskar Matzerath, si vogliono suonare tamburi d'oro e non più di latta. C'è il salto di qualità, di stile in questo lavoro, il decidere di voler "crescere", che però in un certo senso li frega dove va scomparendo la tensione della battaglia contro lo sgambetto del partecipare che nei precedenti lavori ti mesmerizzava letteralmente e che andava a toccare il visibile e l'invisibile, mentre qui si sente un rilassamento dovuto all'usura dell'aura primordiale che faceva scudo alle considerazioni.

Insomma qui la cometa la vedono tutti, rispetto alle precedenti scie e code nate eclissate. Non sono più "oscuri impuniti". Si cominciano a specchiare nello stagno e da inconsapevoli rospi occulti che erano si autobaciano per un ritorno di bellezza-specchio che permetta ad un'utenza "addomesticata" di vederli, una materializzazione tattile di parte della loro brillantezza oscena.

Con la normalizzazione del loro mostruoso logicamente viene il successo della stravaganza globalizzata. Senza biasimo né giudizio prendiamo atto di questo omologato "capolavoro".

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Riassunto del Bot

La recensione analizza Daydream Nation come un album di transizione per Sonic Youth, che abbandona parte della sua follia iniziale per abbracciare un suono più pop e accessibile. Pur ottenendo un buon risultato, il disco perde parte dell'energia e dell'autenticità degli album precedenti, risultando un compromesso tra underground e mainstream. L'autore ne riconosce il valore ma non lo eleva a capolavoro indiscusso.

Tracce testi video

04   ’Cross the Breeze (07:00)

05   Eric’s Trip (03:46)

Sonic Youth

I Sonic Youth sono stati un gruppo musicale statunitense formatosi a New York nel 1981, noti per il loro approccio sperimentale al rock, l'uso di accordature alternative e un mix esplosivo di noise, arte, punk e attitudine DIY. Fondamentali per lo sviluppo del noise rock e dell'alternative degli anni '80 e '90.
66 Recensioni

Altre recensioni

Di  rob

 La massa lavica ammalia ma devasta.

 Quella cera è indomabile. Eterno splendore dona a loro, oh Signore...


Di  ZiOn

 "Daydream Nation è un capolavoro. Senza mezzi termini."

 Un gioiello senza tempo che tutti dovrebbero possedere o almeno conoscere.


Di  markocc

 A volte il rumore è la miglior musica che un uomo possa ascoltare.

 Daydream Nation è un folle e terrorizzante grido, inquietante ma meraviglioso, una droga.


Di  maryg

 «Ogni parola pronunciata in merito a 'Daydream Nation' non va sicuramente sprecata, giacché quest'album non finirà mai di sorprendere il pubblico.»

 «Ci sono momenti, rari in ogni disco, dove le ricerche selvagge dei chitarristi collidono in ciò che può essere definito come una 'radiazione'.»


Di  gianmarcolodi

 "'Teenage Riot' per me era un modo di essere, un monito, non ero e non avrei accettato di restar quieto."

 "Daydream Nation è il primo vero incontro del rumore con la melodia, così come io avevo il primo incontro tra l’amore spirituale e l’amore fisico."


Daydream Nation ha 9 recensioni su DeBaser.
Puoi scopri tutti i dettaglio nella pagina dell'opera.