1998. SOULFLY, Soulfly.
Un album che sa di thrash/groove, che sa di NU, che sa di tribale...
Continua la protesta contro il mondo della globalizzazione e del consumismo da parte di Max Cavalera anche con questo capolavoro dal sapore di verità (miglior protesta contro la corruzione) e dalle influenze stilistiche pù svariate; un lavoro che bisogna imparare ad ascoltare e ad apprezzare, è molto vario dal punto di vista sonoro, spesso contraddittorio per la presenza di elementi apparentemente incompatibili come le percussioni tribali unite ai suoni elettronici o di onde radio, ma che hanno un significato ben preciso: insieme alla natura più incontaminata e genuina esiste un mondo fatto di uomini che sfruttano le tecnologie per arricchirsi senza scrupoli.
Tra tutto ciò che c'è di positivo è presente la miglior voce growl del panorama estremo, la voce di Max, calda e robusta, ruvida e spigolosa, colma di rabbia e grinta, ma non di cattiveria; quest'uomo sembra una fonte inesauribile di idee che si è rinvigorita dalla separazione con gli ormai perduti nell'oblio, Sepultura: è riuscito, in particolare in questo Soulfly, a fondere un deciso groove ai suoni tribali e NU senza mai cadere nei clichè elettronici che band come Linkin Park, Limp Bizkit o altre ci propinano.
I riff sono dalla forma "squisitamente" Groovy, ruvidi e dalle influenze veramente Roots! Chitarre solide e rutilanti, assoli a volte presenti ma sempre sommersi da bonghi o cori degli indigini brasilian. Si canta e si parla sia in inglese che in brasiliano, molteplici voci si accompagnano a quella del potente max per un effetto emozionante.
Regna il chaos ed il disordine, perchè le canzoni sono così in questo album, disordinate; un'album cubista, dal livello tecnico-artisitico elevatissimo, le canzoni non sempre sono portate avanti da un riff o un ostinato portante ma è un puzzle i cui pezzi vengono ritagliati durante il gioco per essere incastrati! Suoni dissonanti sono presenti ovunque e sorge spontaneo pensare al compositore espressionista Debussy, per rendersene conto sarà sufficiente ascoltare un pezzo di Conquer e La Mere, seppur le sonorità sono molto differenti, vi accorgerete delle analogie.
Tracce particolarmente consigliate: "Eye For An Eye", "No Hope = No Fear", "Umbabarauma" e "The Song Remains Insane".
Max ha le idee chiare su quale sia la strada da seguire e lo dimostra subito.
In questo disco c'è tutta la rabbia di Max Cavalera; suoni grezzi, diretti e scarni, brani violenti e potentissimi.
“Eye For An Eye è ancora oggi la migliore canzone mai scritta dai Soulfly.”
“L’esordio dei Soulfly rappresenta l’opera Max-ima di Cavalera e della sua formazione sempre in continuo cambiamento.”