Copertina di Television Marquee Moon
David Bowie

• Voto:

Per appassionati di musica rock, fan della new wave, cultori di album cult anni '70, musicisti, amanti dell'indie rock
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LA RECENSIONE

Li vedi nella copertina con gli sguardi fissi, le pose ben appostate davanti uno sfondo da fototessera e pensi davvero che in quell'istantanea d'epoca, loro pretendono qualcosa da noi: il bisogno di essere ascoltati.

New York alla metà dei '70, diventa il centro ideale di una musica studiata come sfogo dei propri malcontenti generazionali, e i Television diventano una delle attrazioni principali nell'area underground del CBGB's, testimoni di fermenti sonori destinati ad allargare i propri orizzonti espressivi.

L'alba della New Wave coincide con l'uscita di album fondametali per il corso della musica Rock, e in un'annata così densa, travolgente, rivoluzionaria come il '77 non poteva mancare all'appello 'Marquee Moon', documento di straordinaria vitalità elettrica tesa ad esorcizzare le inquietudini che turbano il suo leader, che risponde al nome di Tom Verlaine. Costruite su ritmiche sfrontate, melodie limpide, arpeggi ossessivi di chitarra e vocalità sottili, le canzoni di Marquee Moon possiedono un tale fascino incontrollato da essere espresso in questa frase: pochi mezzi ma tante idee.

Seguire le rotte del Verlaine può risultare abbastanza tortuoso, ma non per questo possiamo fare a meno delle immediate scomposizioni di "See no evil" e "Venus" o dell'energia raggelante di "Friction"; solo dopo l'avventura del Padiglione Lunare diventa più epica con gli oltre 10 minuti della title-track (da eccitamento la jam centrale del brano), e con i lamenti incostanti di "Elevation". Come non resistere poi, alla struggente delicatezza di "Guiding light" e a quell'assolo infarcito da tanto romanticismo? Una passeggiata allegra nella notte di "Prove it" è quello che ci vuole, prima del parziale stordimento di "Torn curtain", testimoniato da un drammatico crescendo seguito dall'instancabile chitarra "urlata" di Verlaine.

Finisce così un disco proiettato in avanti per idee compositive e stilistiche, tutt'altro che datato e pronto ad essere riscoperto dopo che parte dell'Indie-Rock moderno, con la complicità di alcuni gruppi della nuova generazione, hanno attinto a piene mani.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Marquee Moon' dei Television come un album rivoluzionario della New Wave degli anni '70, fondato su idee semplici ma potenti. Attraverso chitarre ossessive e melodie limpide, Tom Verlaine e la sua band hanno creato un disco senza tempo, ancora oggi fonte di ispirazione per l'indie rock moderno. Brani come la title track e 'Guiding Light' mostrano la vitalità e la profondità espressiva dell'opera.

Television

Television è una band newyorkese formata nei primi anni ’70 e guidata da Tom Verlaine. Tra i protagonisti della scena CBGB, hanno definito la new wave con l’intreccio di chitarre Verlaine/Lloyd e l’album di culto Marquee Moon (1977). Dopo lo scioglimento, una reunion ha portato all’album Television (1992).
09 Recensioni

Altre recensioni

Di  jeremy

 Il sound della band si basa fondamentalmente su una solida architettura chitarristica, Verlaine e Lloyd estraggono dalle loro chitarre armonie stupende, di un'eleganza unica.

 Il mix di intellettualismo, vigore e immediatezza di 'Marquee Moon' riesce a quasi trent'anni ad ammaliare, stupire e soprattutto a fare scuola.


Di  NickGhostDrake

 "Questo fottuto disco è lo specchio che riflette i miei pensieri."

 "Leggetevi il testo di 'Marquee moon', e ritornate vivi."


Di  Stefano Potenza

 Uno dei capolavori della new wave americana e di tutta la storia del rock.

 Le chitarre di Verlaine e Richard Lloyd dialogano alla perfezione, trascinando in un crescendo estatico e quasi catartico.


Di  vinrock

 Marquee Moon è un disco che ogni appassionato di musica di ieri e di oggi deve scoprire, o riscoprire.

 Le chitarre si intrecciano in maniera nervosa, rispondendosi tra di loro, accompagnando il cantato e sottolineando i passaggi più espressivi.