Copertina di The Beatles Revolver
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Per appassionati di musica rock, fan dei beatles, amanti della musica anni '60 e della sperimentazione sonora, studenti di storia della musica
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LA RECENSIONE

Recensire un album dei Beatles oggi è come scrivere un resoconto dei mondiali dell'82 sulla Gazzetta dello sport. Se scrivi più di 10 parole sei matematicamente condannato a commettere un plagio, o a dire un'ovvietà. Ma ci proverò lo stesso.

C'è qualcosa che non è stato ancora detto sui Beatles?
Sono i più chiaccherati, i più saccheggiati, i più odiati, i più amati. Le cover delle loro canzoni non si contano più, sono migliaia, sia quelle in chiave punk e dissacrante sia i tributi, per altro eseguiti dai musicisti più disparati.
Difficile "dare ai Beatles quel che è dei Beatles". Tramutati in un fenomeno di costume, si sono trovati in mezzo a qualcosa di molto più grande di loro che sarebbe accaduto comunque. Non sono certo stati loro a fomentare la ribellione, i capelloni eccetera, ma per molti giovani dell'epoca sono stati una scusa per trasgredire i precetti di mamma e papà e giocare a fare i rivoluzionari...

Musicalmente parlando sono l'immenso calderone dove si fondono tutti i generi e le tendenze della loro epoca, talvolta con successo, talvolta un po' goffamente e cadendo, mi spiace dirlo, nel ridicolo: vedi "Helter Skelter", patetica imitazione del sound "hard" degli Who e affini... Fa quasi tenerezza.
Sono il gruppo più sottovalutato e il più sopravvalutato allo stesso tempo: ci sono quelli che "i Beatles non si sono inventati un cazzo" e quelli che "non me li toccate, hanno fatto la storia della musica".
Il fatto è che hanno ragione entrambe le parti: nessun musicista può dire di aver inventato qualcosa di sana pianta, neanche -o tantomeno- Mozart. Sarebbe come dire che Chuck Berry ha avuto un'epifania e inventato il rock'n'roll, Jelly Roll Morton il Jazz e i Maiden il Metal.
C'è semplicemente chi ha influito o innovato di più (Bob Dylan e i Velvet Underground, e i Beatles ovviamente) e chi di meno (Mino Reitano...), ma la musica è influenzarsi a vicenda, emulare e sintetizzare, raggiungendo infine un proprio stile personale, una "maturità artistica".
Con Rubber Soul si è capito che i Beatles non facevano musica solo per rimorchiare le ragazzine. Con Revolver cominciano a fare veramente sul serio.

Più del sopravvalutato Sgt. Pepper, Revolver è l'emblema di questo lavoro di sintesi che i Beatles hanno compiuto.
C'è quasi tutto: il blues rock riffettaro ("Taxman"), la musica da camera ("Eleanor Rigby"), la filastrocca per bambini (indovinate...), il pop "sofisticato" (l'ottima, misconosciuta e McCartneyana "For No One"), la psichedelia che sfrutta gli effetti di studio che si andava affermando in quegli anni ("Tomorrow Never Knows": suona moderna ancora oggi, un
incrocio tra i Chemical Brothers e l'elettronica minimalista dei Radiohead). Ci sono il sitar e la satira sociale di Harrison; gli scherzetti pop e la canzone dell'amor perduto di McCartney; il sarcasmo e la filosofia orientale del tormentato Lennon. E ovviamente l'immancabile riferimento alle droghe (Got to get you into my life pare sia una sincera dichiarazione d'amore di Macca alla cocaina).
"Forse c'è pure troppa roba... C'è il rischio di fare solo un gran casino", verrebbe da pensare. Non so, fate un po' voi...
Non c'è dubbio comunque che nel '66 Revolver era un disco attuale al limite del pionieristico, il frutto di menti curiose e ricettive che esploravano i locali e i gruppetti emergenti -oltre che le proprie menti-, alla ricerca del nuovo e dell'inesplorato.
Non tutti sanno per esempio che McCartney, ancora prima degli altri Beatles, fu uno dei primissimi estimatori dei Pink Floyd quando ancora nessuno li cagava tranne gli universitari fricchettoni.

Insomma, l'atmosfera euforica della swingin' London, una crescita umana e musicale, i cambiamenti frenetici degli anni '60, tutto questo è finito dentro Revolver. E si sente. Azzo, se si sente...

Chiudo in bellezza stilando una lista di cover beatlesiane particolarmente riuscite:

Hey Jude - Wilson Pickett:
è monumentale. la migliore versione in assoluto, con un Duane Allman 21enne alla chitarra, in forma smagliante. fu la registrazione di questa canzone che gli valse il soprannome di Skyman, affibbiatogli da Pickett.

"With a Little Help From My Friends" - Joe Cocker:
quella di Woodstock. A detta di McCartney la migliore versione in assoluto.

"Help" - Deep Purple:
chettelodicaffàre.

qualcun'altra:

"Daytripper" - Jimi Hendrix
"Come Together" - Aerosmith
"Yesterday" - Ray Charles
"Hey Bulldog" - Afterhours
"Blackbird" - Crosby Stills Nash & Young
"Strawberry Fields Forever" - Peter Gabriel
"I Am The Walrus" - Frank Zappa
"She Came In Thru The Bathroom Window" - Joe Cocker
"And I Love Her" - Bob Marley

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Riassunto del Bot

Questa recensione mette in luce la complessità e la profondità di Revolver, album chiave dei Beatles che segna il passaggio a una musica più matura e sperimentale. Viene apprezzata la varietà di stili musicali presenti e il contributo innovativo del disco nella musica degli anni '60. L'autore riconosce anche le controversie sul valore assoluto del gruppo, sottolineando come la loro influenza sia innegabile. Viene inoltre citata una lista di cover memorabili che riflettono il rispettoso omaggio di altri artisti.

Tracce testi video

03   I’m Only Sleeping (03:04)

04   Love You To (03:03)

05   Here, There and Everywhere (02:28)

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06   Yellow Submarine (02:42)

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07   She Said She Said (02:39)

08   Good Day Sunshine (02:12)

09   And Your Bird Can Sing (02:04)

10   For No One (02:04)

12   I Want to Tell You (02:32)

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13   Got to Get You Into My Life (02:33)

14   Tomorrow Never Knows (02:57)

The Beatles

I Beatles sono un gruppo rock britannico formato a Liverpool nel 1960 da John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr. Considerati tra gli artisti più influenti del XX secolo, hanno rivoluzionato la forma-canzone, l’uso dello studio di registrazione e la cultura popolare. Si sono sciolti nel 1970.
173 Recensioni

Altre recensioni

Di  DanteCruciani

 "Le vette raggiunte dalla perfezione di molti loro brani non hanno eguali nella storia della musica."

 "Non ho mai potuto dire espressamente quanto amassi i Beatles perchè non sarebbe da critico musicale serio... Nei Beatles c'era qualcosa di mistico, E io li amo."


Di  sausalito

 «Revolver è il disco più debole nella discografia matura del gruppo.»

 «Un disco in cui è palese la sperequazione tra fama ed effettivo valore.»


Di  JohnWinston

 "Revolver è tinto di psichedelia, di ballate, di rhythm & blues, di filastrocche... concorre un po' di tutto alla creazione di questo capolavoro senza tempo."

 "'Tomorrow Never Knows' è il capolavoro nel capolavoro. Suoni che sembrano provenire da chissà quali altre dimensioni per poi svanire improvvisamente nel nulla."


Di  david81

 Il salto di qualità e soprattutto la differenza stilistica proposta nell’arco di un solo anno ... fa intendere che forse i Beatles sono davvero degli alieni.

 Un disco da non perdere e da tenere in tutte le collezioni musicali di rispetto: un Brunello di Montalcino della musica!!


Di  miraggio2

 Con Revolver cominciano a fare veramente sul serio.

 Azzo, se si sente...


Revolver ha 10 recensioni su DeBaser.
Puoi scopri tutti i dettaglio nella pagina dell'opera.