Copertina di The Cure Pornography
Rocky Marciano

• Voto:

Per appassionati di rock gotico, fan dei the cure, amanti della musica alternativa e delle atmosfere oscure, critici musicali, ascoltatori alla ricerca di esperienze emozionali intense.
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LA RECENSIONE

Pornography è l'angoscia la paura e il disagio, l'attacco di "One Hundread Years" è un incubo metropolitano, ogni strumento lascia solchi che fanno male, dalla chitarra spettrale ai sinth disperati e alla martellante sezione ritmica. "A Short Therm Effect", meno serrata, è più ipnotizzante assente e lontana, con la voce di Smith a tratti effettata, voce di Smith più afflitta e disperata che mai in questo capitolo (l'ultimo della trilogia). "The Hanging Garden", si ripiomba nella notte più buia con un giro di basso oscuro quanto geniale e funeree linee di sintetizzatore, a sorreggere il tutto un ritmo tribale e la vocalità persa nel vuoto di Smith che racconta di creature inumane in un giardino degli incubi. La malinconia prende il sopravvento con "Siamese Twins", il lavoro di batteria si fa più cadenzato e i suoni rallentano, ma l'intensità e l'angoscia continuano a tormentare, così come nella claustrofobica "The Figurehead" che  si contorce in un andamento straziante e un drumming sempre più pesante che si macchia di un tribalismo oscuro. La rassegnata e onirica "A Strange Day" si dilata nello spazio fino a spegnersi in un finale che fa intravedere un raggio di sole, una luce fredda e senza vita che trova negli opprimenti sintetizzatori che aprono "Cold" il luogo dove riempire di tristezza e suoni raggelanti l'atmosfera fino alla fine.

Rumori e voci si intrecciano e formano un'inquietante e strano frastuono, mentre in mezzo ai rumori comincia a insinuarsi un'oscura nenia della tastiera, accompagnata da un drumming tribale, la nenia e il ritmo salgono sempre più sù di volume fino a sovrastare (ma non a spegnere) i rumori, l'apocalisse della title-track continua con uno Smith sempre più a terra, ma che ancora non vuole perdere la battaglia, tutto viene spazzato via nel caos, le voci distorte e i rumori prendono di nuovo il sopravvento e il disco finisce, entrando nella storia della musica in modo sinistro e ossessivo.

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Riassunto del Bot

Pornography dei The Cure è un album che incarna angoscia, paura e disagio, con arrangiamenti intensi e atmosferici. La voce afflitta di Robert Smith e le tracce come "One Hundred Years" e "The Hanging Garden" creano un'esperienza claustrofobica e ossessiva. L'album è un viaggio oscuro che ha lasciato un segno profondo nel rock gotico e nella musica alternativa.

Tracce testi video

The Cure

The Cure sono un gruppo musicale britannico formatosi nel 1978 e guidato da Robert Smith. Hanno influenzato profondamente la darkwave e la cultura alternativa con la loro capacità di passare dall’angoscia pura al pop più contagioso.
89 Recensioni

Altre recensioni

Di  TenshiSell

 "Questo monumento della musica dark contiene le ansie e le frustrazioni di una generazione che non è la mia, ma che non possono non appartenermi."

 "Esordisce dicendo 'It doesn’t matter if we all die'. Si conclude sperando. 'I must fight this sickness, find a cure'."


Di  vanamente

 «Non importa se tutti moriremo. Come il rumore di una tigre che si dibatte nell’acqua, ovunque e ovunque, noi moriamo uno dopo l’altro.»

 «Pornography è il delirio, l’apoteosi finale delle voci distorte e incomprensibili, i tamburi e il ritmo, le chitarre che lamentano e la voce che quasi non canta più urlando e recitando una preghiera di vita.»


Di  lucarandi80

 I The Cure, come forse nessun altro gruppo nella storia, sono riusciti a dar vita in poco più due anni a tre capolavori inarrivabili.

 Non si possono commentare con semplici parole perché non sono ancora stati inventati sostantivi e aggettivi giusti per farlo.


Di  Daedal

 Il capolavoro della prima generazione dark.

 Un lugubre viaggio di 43 minuti nell’alienante paesaggio che è la mente di Robert Smith.


Di  Il Tarantiniano

 Questo è il loro album dark per eccellenza insieme a 'Faith' e 'Seventy Seconds'.

 Gli strumenti soffrono, il cantante manda urli di odio come se stesse piangendo.