Copertina di The Rolling Stones Exile On Main St.
woodstock

• Voto:

Per appassionati di rock classico, fan dei rolling stones, amanti della musica autentica e chi cerca album iconici dal grande impatto emotivo.
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LA RECENSIONE

Questa non è una recensione, ma un atto d'amore.

Perché i Rolling già li conoscevo, ma un disco come questo non lo avevo mai sentito. E mai lo sentirò, credo.

Perché il riff iniziale di Rip this Joint mi apre ogni volta.

Perché qui dentro c'è il rock, ma proprio tutto, e non me ne frega niente se qualcuno dice il contrario.

Perché Casino Boogie e Torn and Frayed non sono dei riempitivi.

Mick suonava da Dio, e gli hanno anche rubato i crediti dei pezzi. Ma si sa, quei due erano dei gran stronzi.

"On stage the band has got problems

they're a bag of nerves at first nights..."

Keith era sempre strafatto, ma questo si sa. Nicky era indiavolato, pestava sul piano che ogni nota doveva essere l'ultima. Rip this Joint ti porta su che manco te ne accorgi, altroché. Poi giù all'inferno, un riff assassino e via di Ventilator Blues e poi Keith che vorrebbe solo vedere la sua faccia. Di chi, di Cristo o del Diavolo? E alla fine passa Let it Loose, e ti accorgi che un piano così semplicemente non può esistere. E che canzoni così i Rolling non ne scriveranno più

"Joe's got a cough, sounds kinda rough

yeah, and the codeine to fix it

doctor prescribes, drug store supplies

who's gonna help him to kick it..."

Questi erano i Rolling, e per me saranno sempre così.

Perché nemmeno io pensavo di scrivere queste due righe stasera.

Perché, probabilmente, anche in momenti come questi un disco ti può salvare la vita.

Niente va sprecato qui, neanche una nota.

"I'm the man on the mountain, come on up

I'm the plowman in the valley, with a face full of mud..."

Grazie.

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Riassunto del Bot

La recensione è un appassionato omaggio all'album Exile On Main St. dei Rolling Stones, definito un capolavoro di rock autentico e senza compromessi. L'autore celebra ogni dettaglio, dai riff di chitarra ai pianoforti, sottolineando l'intensità e l'unicità di brani come Rip This Joint e Ventilator Blues. Il disco è percepito come un'esperienza salvifica e irripetibile che rappresenta l'essenza stessa della band.

Tracce testi video

01   Rocks Off (04:32)

07   Torn and Frayed (04:17)

08   Sweet Black Angel (02:54)

09   Loving Cup (04:23)

The Rolling Stones

The Rolling Stones sono una rock band britannica formata a Londra nel 1962. Considerati tra i gruppi più importanti e duraturi della storia della musica, sono noti per il loro stile ribaldo, i riff inconfondibili e un’attitudine che ha ispirato generazioni di musicisti.
81 Recensioni

Altre recensioni

Di  RingoStarfish

 Gli Stones riducono la strumentazione al minimo, chiamando soltanto qualche amico come l’onnipresente Billy Preston.

 Jagger è il filo rosso di questo complesso puzzle sonoro e umano, il cantastorie che sta nella penombra per rivelarci il suo mondo.


Di  jackpizzello

 Bisogna letteralmente genuflettersi in segno di adorazione, di fronte a questo disco poi, bisogna proprio fare dei sacrifici agli "Dei del Rock".

 Semplicemente un capolavoro, uno dei dischi più significativi della storia del Rock.


Di  j&r

 Exile on Main Street è l'esempio più forte di totale fusione simbiotica tra vita e musica.

 Quattro facciate di vinile per un totale di venti nuovi sudici e grezzissimi brani.


Di  currahee72

 Un disco caldo, denso, grezzo, anarchico e incontrollato.

 Ogni ascolto ci ricorda cosa significhi realmente produrre un disco di rock’n’roll, concepito sulla strada quando tutti i sogni sono svaniti.