Copertina di The Strokes First Impressions Of Earth
Alberto Giordano

• Voto:

Per appassionati di rock alternativo, fan degli strokes, ascoltatori interessati all'evoluzione musicale di band iconiche
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Recensire il nuovo atteso album degli Strokes è un compito arduo per un novellino del debasing come sono io. Ci proverò. Mi è sempre piaciuto ascoltare i brani mesi prima della loro uscita su supporto disco (e qui andiamo su espressioni da senior della recensione, forse pure troppo...). E i vari Yaplog, Open Dir, Funky Souls ma soprattutto i fratelli gemelli Glass Danse e Red Light Glow spesso aiutano in questo.

First Impressions Of Earth dovrebbe uscire sul mercato a Gennaio 2006. Alcuni avranno già ascoltato il primo singolo "Juicebox". Personalmente questo pezzo mi aveva colpito per la durezza del riff iniziale dal tono quasi metallaro (azzardo), e credevo che gli Strokes si sarebbero incattiviti parecchio nel luovo lavoro. L’inizio promette davvero bene: "You Only Live Once" è veramente una bella canzone, in pieno stile Strokes; l’impressione è che non ci troviamo nella piacevole gabbia labirintia vocale delle canzoni di Room On Fire. Toni alti, ariosi, riff di chitarra spaziosi ed eleganti come al solito. Veramente un bel modo per iniziare il disco. La traccia 2 è il singolo "Juicebox" e mi piace molto, alterna lo sballotamento di chitarra della strofa ad un ritornello in cui saltare in aria e sentirsi finalmente liberi. Segue "Heart In Cage", intro epico, assoli infiniti, la cosa più lontana dallo stile Strokes che lor stessi abbiano mai composto. Il risultato non è dei migliori, ma anche in questo caso fanno tutto con stile impeccabile. "Razorlblade" è il mio pezzo preferito del disco. Simile come struttura a Someday, è più simile alle tracce di Room On Fire, coinvolgente e festosa. Ha un riff splendido, procuratevela anche se non questo gruppo non vi va molto a genio. Un singolo ideale. "On The Other Side" inizia come una gang story, chitarre acide, basso pulsante, per poi trasformarsi in una sorta di ska tutto allegro. La struttura è parecchio sconnessa, ma tutto sommato non è un pezzo malvagio; il ritornello cantato con mesta voce basta tutto. Sesto pezzo è "Vision Of Division", bel giro di chitarra iniziale, la batteria pesta duro; suggestiva, quasi cinematografica, intensa. A tratti sembra di sentire i System Of A Down. Carino il pezzo di attacco per il ritornello, scelta eccezionale. Poi viene "Ask Me Anything", organetto pieno di bassi per intro, atmosfera intima, piccola perla. "Electricityscape" ha un inizio orientale, per poi indirizzarsi verso le sonorità dell’album precedente. Il ritornello è veramente orecchiabile e cool. Traccia 9, "Killing Lies" aleggia verso il surf rock. Poco efficace. Con "Fear Of Sleep" ci si risveglia, il ritmo è carino, così come "Evening Sun", la migliore di questa seconda parte del disco, un canto di dolore sottile e dolce (il tutto in stile Strokes ovviamente). "Ize Of The World" è anch’essa molto bella; intro di violenza punk, che si scioglie di colpo in una strofa leggera e tranquillizzante. Penultima canzone, "15 Minutes" è dolce e sussurrata, chitarre piccole come carillion. "Red Light" chiude il disco. Considerando l’inizio vorrei che questo disco non finisse mai. Batteria tremendamente cool. Grande pezzo.

Un disco meno forte di Room On Fire e Is This It. Però simbolo di una voglia di rinnovarsi (forse sarebbe meglio il termine “ritoccarsi”) a mio modo di vedere necessaria. Il genere è ormai uno stagno in cui troppi stanno cercando di nuotare ed una particolarizzazione del suono di questi tempi non può che essere benvenuta. In alcuni episodi di questo First Impressions Of Earth però si perdono al largo e sembrano avere le idee un po’ confuse. I pezzi migliori sono quelli in cui rifanno loro stessi con piccole variazioni. Il voto ideale sarebbe 3, 5. Il 4 è per la passione che ho per questo gruppo la cui sfacciatagine è esibita in maniera tale che non può non essere considerata elegante. E poi suonano veramente ma veramente bene.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione analizza First Impressions Of Earth, album degli Strokes atteso e con voglia di rinnovarsi rispetto ai lavori precedenti. Pur non essendo all'altezza di Room On Fire o Is This It, presenta brani coinvolgenti e momenti di grande stile. Alcune tracce risultano confuse, ma lo spirito elegante e la passione della band emergono con forza. Un disco da apprezzare per i fan e per chi cerca innovazioni nel rock alternativo.

The Strokes

The Strokes sono un gruppo rock statunitense formatosi a New York City nel 1998.
26 Recensioni

Altre recensioni

Di  JULIANHAMPSHIRE

 La voce di Julian, che tanto mi aveva colpito, è a tratti noiosissima e marca i suoi limiti.

 Se proprio si deve fare un disco così per variare, meglio i cari Strokes di una volta.


Di  Adil

 "La lamentosa voce di Julian Casablancas si adagia a meraviglia su una melodia insipida al punto giusto."

 "Le quattordici tracce di 'First Impressions Of Earth' non sembrano per niente una versione scolorita o annacquata degli Strokes quanto invece la naturale evoluzione di un percorso improntato... al più pedissequo manierismo."


Di  GATTINATOR

 "Niente di nuovo: 3 canzoni in più, qualche miglioria tecnica, un disco più patinato... ma non è quello che ci si aspetta."

 "La prima metà ha le migliori canzoni che la band abbia mai scritto... mentre nella seconda si può fare sonni tranquilli."


Di  theJOKE

 Gli Strokes sembrano non voler lasciare nulla al caso, raccontando ogni attimo di una gioventù ridotta a sesso, alcool e droga nel nuovo millennio.

 Quello che sarebbe dovuto essere il cd della maturità si rivela ancora troppo immaturo.


Di  whereismymind

 "First Impressions Of Earth è Matrix 2."

 "Un album innocuo, inutile, anzi brutto proprio, ma brutto forte."