Copertina di The Strokes First Impressions of Earth
JULIANHAMPSHIRE

• Voto:

Per appassionati di rock alternativo, fan dei the strokes, lettori di recensioni musicali critiche, amanti della scena indie anni 2000
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LA RECENSIONE

Dopo il mezzo passo falso di "Room on Fire" la pressione sui giovani newyorkesi riguardo a questo seguito era molta; Casablancas, da buon leader, aveva ovviamente tranquillizzato tutti anticipando le prime impressioni della terra come un album più diretto e aggressivo, influenzato anche dall'ondata grunge che aveva scatenato tutti nei 90's.
Timidi segni di cambiamento sembrano inizialmente esserci: il singolo "Juicebox" è infatti un pezzo di godibile rock'n'roll, in cui emerge l'ottima tecnica del quintetto.

Ieri esce l'album, corro da Messaggerie ad acquistarlo... beh, dopo i primi ascolti, abbstanza deluso. Si parte abbastanza bene, con una discreta "You Only Live Once" e col singolo già citato, potente adrenalina. L'intro di "Heart in a Cage" non ha niente a che vedere con un pezzo degli Strokes, sembra invece uno di quei pezzi epici tipo Iron Maiden bla bla bla. Dopo la spensieratezza di "Razorblade", che sembra riavvicinarsi ai riff di "Room on Fire" e la noia di "On the Other Side", forse il miglior pezzo dell'album: Vision of division. Il disco per me può finire anche qui; da "Ask me Anything" in poi, il vuoto. La voce di Julian, che tanto mi aveva colpito, è a tratti noiosissima e marca i suoi limiti; canzoni come "Killing Lies" sfigurerebbero anche come b-side in "Room on fire"!

Se proprio si deve fare un disco così per variare, meglio i cari Strokes di una volta. Nel precedente, c'erano comunque ottimi pezzi, il capolavoro"REPTILIA", "What Ever Happened" e altre sopra la media, qui le songs oltre la sufficienza sono poco piu' di un paio. I cocchi di NME stanno cadendo uno ad uno? Confido nel prossimo (sempre se (spero) ci sarà) dei grandi Interpol. Fighe le parentesi, eh? THANKS FOR READING.

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Riassunto del Bot

La recensione esprime delusione per l'album "First Impressions of Earth" dei The Strokes, evidenziando solo pochi brani validi come "You Only Live Once" e "Juicebox". L'autore critica la voce di Julian Casablancas e la qualità complessiva, preferendo nettamente lavori precedenti come "Room on Fire". L'attesa per il prossimo disco di Interpol è segno di sfiducia nei confronti della band newyorkese.

The Strokes

The Strokes sono un gruppo rock statunitense formatosi a New York City nel 1998.
26 Recensioni

Altre recensioni

Di  Alberto Giordano

 L’impressione è che non ci troviamo nella piacevole gabbia labirintia vocale delle canzoni di Room On Fire.

 Il 4 è per la passione che ho per questo gruppo la cui sfacciatagine è esibita in maniera tale che non può non essere considerata elegante.


Di  Adil

 "La lamentosa voce di Julian Casablancas si adagia a meraviglia su una melodia insipida al punto giusto."

 "Le quattordici tracce di 'First Impressions Of Earth' non sembrano per niente una versione scolorita o annacquata degli Strokes quanto invece la naturale evoluzione di un percorso improntato... al più pedissequo manierismo."


Di  GATTINATOR

 "Niente di nuovo: 3 canzoni in più, qualche miglioria tecnica, un disco più patinato... ma non è quello che ci si aspetta."

 "La prima metà ha le migliori canzoni che la band abbia mai scritto... mentre nella seconda si può fare sonni tranquilli."


Di  theJOKE

 Gli Strokes sembrano non voler lasciare nulla al caso, raccontando ogni attimo di una gioventù ridotta a sesso, alcool e droga nel nuovo millennio.

 Quello che sarebbe dovuto essere il cd della maturità si rivela ancora troppo immaturo.


Di  whereismymind

 "First Impressions Of Earth è Matrix 2."

 "Un album innocuo, inutile, anzi brutto proprio, ma brutto forte."