Se questo disco fosse un lassativo a quest'ora avrei cagato anche l'anima. È cosi che descrivo "Undertow" ma non è un offesa. Non guardate il lassativo per ciò che serve ma per ciò che fà, vi liberà di un peso.
Questo disco è un esperienza, che vi libera di tutti i pensieri in eccesso alla fine. Veloce, pesante, grezzo ma intelligente. Tutto ciò è "Undertow", e canzoni come "Prison Sex" o "Sober" ne sono la prova.
Per capire questo disco dovete ascoltarlo almeno una ventina di volte, leggervi tutti i testi delle canzoni e se avete uno strumento dovete suonarlo per capirlo ancora di più. Credetemi dopo questo disco il resto vi sembrerà inutile e superfluo. E la vostra dipendenza da "Tool" non finirà, no andrete sempre più avanti fino ad arrivare alla fine ("10,000 days").
Ma poi ritornerete indietro e non passerà giorno della vostra vita dove non ascolterete i "Tool". Non basta una recensione di merda come quella che ho scritto, no questo disco dovete ascoltarlo, credetemi
non ve ne pentirete.
Undertow è l'essenza di una catarsi all'inverso che vede, all'orizzonte, non la redenzione ma la completa simbiosi con lo stesso male che ci affligge.
Una spaventosa esplosione avvolgerà tutto questo nel fumo della più tetra esistenza se non lo salverete prima che sia troppo tardi.
Il suono dà l’idea di un sub che ha finito l’ossigeno o a cui è stato tranciato il tubo del respiratore.
Maynard imitava il verso della pecora per accusare l’audience di comportarsi come un gregge.
"Undertow è un geniale puzzle formato da 10 particolarissime tessere."
"Maynard ha una voce mostruosamente energica e perfetta per il genere di musica."