LA RECENSIONE

Black Sabbath meets Misfits, stavolta è questa la formula.

L'uomo gigante verde (non Hulk) o fratello di Lurch (chiamatelo come vi pare) è tornato: "Dead Again" è forse il disco dei TON che mostra e sintetizza di più le svariate influenze e sfaccettature della loro musica, dove passano dai Black Sabbath a velocità punk'n'roll con estrema facilità.
Seguendo infatti le coordinate punk del precedente come "i dont wanna be me" o "i like goils", hanno accentuato appunto la componente punk/hardcore, non relegandola più a episodi fini a sè stessi come quelli sopraccitati ma inserendola nel contesto doom, dove i due stili si alternano a vicenda tramite accellerazioni o rallentamenti più o meno improvvisi (vedi: sprofondamenti nella melma paludosa verde): è una goduria sentirli passare da macigni di doom sulfureo a delle schegge come niente fosse.

Doom, punk, hardcore, sludge, gothic, dark, pop, soli di chitarra (classici come stile e molto più presenti rispetto al passato) e vocalizzi/acuti anni '80, è un vero spasso nella casa degli orrori dei Type O Negative, dove l'atmosfera è sempre favolosamente "creepy" e malsana.

Un'altro punto a favore è che in molti frangenti si avverte un sound estremamente simile a quello dell'album "II" dei splendidi Down, e non è un caso che i TON (ri)peschino lo sludge/doom anche dei Crowbar (altra ingiustamente sottovalutata band legata ai Down), dove il comune denominatore è sempre e comunque Black Sabbath.

Riguardo all'importanza storica e al valore dei TON, sicuramente uno dei loro maggiori meriti è stato quello di aver alleggerito e reso fruibile un genere ostico come il doom, avendolo trasportato in cima alle classifiche rock/metal grazie al loro talento, intuizione e gusto nell'averlo stemperato con atmosfere gotiche e melodie molto orecchiabili al limite del pop che hanno fatto breccia nei cuori di tante ragazze. Da segnalare, a questo proposito la presenza di Tara VanFlower dei Lycia come guest-vocalist in "Halloween in Heaven". Un disco fatto di citazioni (o autocitazioni), ma non privo di canzoni davvero valide e destinate a diventare altri classici del loro repertorio: un miscuglio forse un pò confusionario ed eccessivo (anche a causa della durata media lunga di ogni canzone), ma davvero bello e dopotutto sabbathiano fino al midollo. E neanche il sarcasmo bastardo che li ha contraddistinti manca, insomma non c'è da preoccuparsi perchè la loro personalità è sempre presente.

Stavolta i TON hanno fatto un bel centro, riuscendo forse a mettere d'accordo sia i seguaci di sonorità apocalittiche che gli ascoltatori di suoni gotici più immediati e meno oppressivi.

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Riassunto del Bot

Dead Again conferma la capacità dei Type O Negative di fondere con successo doom, punk e gothic metal in un disco denso di citazioni e atmosfere cupe. La varietà di ritmi e stili rende l'ascolto coinvolgente, oscillando tra momenti lenti e carichi di melma e improvvise accelerazioni punk. L'album si distingue anche per la presenza di influenze sludge e per la continuità con album storici del metal. Un disco che celebra la personalità dei TON, capace di conquistare sia i fan del doom apocalittico che quelli del gothic più immediato.

Tracce testi video

01   Dead Again (04:15)

02   Tripping a Blind Man (07:04)

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03   The Profit of Doom (10:47)

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05   Halloween in Heaven (04:50)

06   These Three Things (14:21)

07   She Burned Me Down (07:56)

08   Some Stupid Tomorrow (04:19)

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09   An Ode to Locksmiths (05:15)

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10   Hail and Farewell to Britain (08:55)

Type O Negative

Band statunitense di Brooklyn guidata da Peter Steele, attiva dal 1989 al 2010. Nota per l’incrocio tra doom/gothic, melodie oscure e umorismo nero; ha firmato classici come Bloody Kisses e October Rust. Lo scioglimento è seguito alla morte di Steele nel 2010.
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