Copertina di Ween GodWeenSatan: The Oneness
boredom

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Per amanti del rock alternativo,appassionati di musica ironica e sperimentale,fan del rock anni 80 e psichedelia,ascoltatori curiosi di generi diversi,giovani adulti e adulti con gusto per la musica originale
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LA RECENSIONE

I Ween sono prima di tutto due simpatici cazzoni.

Chiarito questo punto, aggiungiamo pure che sanno anche suonare, ma specie di questi tempi preferisco sottolineare il fatto che non si prendano per niente sul serio. Questo primo loro disco è probabilmente stato il frutto di una seduta di training autogeno a base di funghi allucinogeni, birra e qualche pornazzo. Una avventura insensata e spassosissima, considerando anche la loro prodigiosa capacità di ruminare decenni di storia del rock, che rende questo lavoro qualcosa di diverso dalla semplice parodia.

Cresciuti negli anni Ottanta, il decennio del rock duro e di Prince, non deve sorprendere allora di ritrovarseli a citare l'hard rock cafone tipico di quel periodo (Fat Lenny, dall'andazzo southern; oppure Wayne's Pet Youngin', con tanto di assolo tamarrissimo) o a citare esplicitamente il genietto di Minneapolis (LMLYP, vediamo chi è il primo a scoprire l'acronimo...). I Ween non disdegnano pero' escursioni tanto nel gospel (Up On The Hill) quanto nel reggae (Nicole, il cui minutaggio deve essere stato proporzionale ai cannoni fumati durante la registrazione); Don't laugh, I love you è la loro versione del pop femminile (chiusa da una serie di vocalizzi abberranti, quasi degna dei Boredoms) Mushroom Festival In Hell (il cui titolo è un classico caso di omen nomen) è un baccanale da far impallidire i Butthole Surfers.

In questo ottovolante di stili, val la pena di menzionare Marble Tulip Juicy Tree: vertice del disco, passa in rassegna i clichè del rock psichedelico, con chitarre in reverse, canto sballato, e un assolo di chitarra tanto sopra le righe quanto drogatissimo, praticamente Eddy Van Halen strafatto. Ciliegina sulla torta il testo demente che accompagna musica di simile fattura (che, come avrete capito a questo punto, non è esclusiva solo di questo brano).
Tanto per non smentirsi, questo disco è stato ristampato nel 2001 in una "25th anniversary edition": piccolo dettaglio, dalla prima stampa erano passati solo 11 anni.

Che cazzoni.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra il debutto dei Ween come un viaggio musicale folle e divertente, ricco di citazioni rock e contaminazioni di diversi generi. L’album si distingue per un approccio irriverente e un suono sorprendentemente competente. La varietà delle tracce spazia dal gospel al reggae, dal rock psichedelico al pop femminile, mostrando l’eclettismo del duo. L’album è considerato una parodia riuscita, ma anche un’opera autentica e originale.

Tracce testi video

03   I'm in the Mood to Move (01:16)

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04   I Gots a Weasel (01:22)

08   Don't Laugh (I Love You) (02:49)

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10   Up on Th' Hill (Traditional) (01:56)

11   Wayne's Pet Youngun' (01:41)

15   Old Queen Cole (01:34)

17   Licking the Palm for Guava (01:07)

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18   Mushroom Festival in Hell (02:35)

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21   Old Man Thunder (00:23)

24   Squelch the Weasel (03:11)

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25   Marble Tulip Juicy Tree (05:24)

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26   Puffy Cloud (Puffy Claude) (02:40)

Ween

Ween è una band alternative rock statunitense formata nel 1984 a New Hope (Pennsylvania) da Aaron Freeman (Gene Ween) e Mickey Melchiondo (Dean Ween). Conosciuti per eclettismo e umorismo, hanno spaziato tra rock, pop, country e psichedelia. Attivi 1984–2012 e nuovamente dal 2015.
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