Copertina di Air The Virgin Suicides
sanvalentino3

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Per appassionati di musica d'atmosfera, fan di colonne sonore cinematografiche, cultori di musica elettronica e dream pop, estimatori di sound vintage e nostalgico
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LA RECENSIONE

14 Febbraio 1999. Nicolas Godin e Jean-Benoît Dunckel, due appartati e misconosciuti falsari francesi, sono reduci dal mirabolante colpo che è rimasto alle cronache come "Moon Safari" (1998). Appagati dai proventi di questo furto vivono in incognito a Parigi. Il loro covo è un anonimo appartamento nel Marais, alla cui porta compare solamente una sigla: AIR (Amour, Imagination, Rêve).


In quella fredda mattinata parigina, qualcuno ha introdotto sotto la porta una busta bianca: dietro compenso "hollywoodiano", una giovane regista americana li incarica di comporre la colonna sonora del film "Il giardino delle vergini suicide", storia tratta da un fatto veramente accaduto negli USA nei primi anni '70. Il compito è arduo: riprodurre le sonorità caratteristiche dell'epoca in cui si svolsero i fatti.

La busta rimane qualche giorno sul VCS3 che, all'ingresso, funge più che altro da posacenere.
Le nuvole basse hanno messo radici sopra la Senna e piove da giorni...forse hanno già detto tutto, forse fanno solo musica per ascensori e aereoporti...sono in evidente crisi creativa e di identità. Però il contratto è di quelli che non si può rifiutare...

Decidono allora per il gesto disperato: introdursi negli studi Abbey Road di Londra e trafugarne gli archivi.
Dopo una notte lisergica a Camden Town, percorrono, ancora nell'oscurità, la banchina del Regent's Canal e giungono ben presto nei pressi dei famosi studi londinesi.

Incuranti del sistema di sicurezza, tentano di accedere dalla scala antincendio e ,con sistemi ben noti alla criminalità di Pigalle, hanno gioco facile con la serratura della porta antipanico. L'impianto di allarme tuttavia fa il suo sporco lavoro e scatta immediatamente. Di corsa i due si dirigono verso lo scantinato ed entrano in una stanza contrassegnata dalla targa "Archives 1970-1975": non resta che raccogliere alla cieca i primi nastri a portata di mano e tagliare la corda.


Rientrati rocambolescamente a Parigi, scoprono che i nastri in loro possesso, sono registrazioni scartate dai Pink Floyd, datate Gennaio 1972: il seguito incompiuto di Meddle, rigettato e disconosciuto prima della pubblicazione da Roger Waters.

L'inaspettato colpo di fortuna li rivitalizza: non resta che imbracciare il basso Precision, la chitarra Fender, l'organo Hammond e rispolverare il VCS3.

Possono finalmente iniziare un sublime lavoro di assemblaggio musicale, consapevoli di essere dei raffinati plagiatori di un mood etereo e atemporale.

AIR - The Virgin Suicides - 2000

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Riassunto del Bot

La recensione ripercorre in modo narrativo e coinvolgente la genesi di 'The Virgin Suicides' degli Air, sottolineando il salto creativo dopo il successo di 'Moon Safari'. Il duo francese cattura con maestria il mood anni '70, miscelando suggestioni vintage e atmosfere oniriche. La colonna sonora è descritta come un raffinato assemblaggio sonoro che impreziosisce il film omonimo, rappresentando un'opera memorabile e suggestiva.

Tracce testi video

01   Playground Love (feat. Gordon Tracks) (03:32)

03   Bathroom Girl (02:26)

06   The Word 'Hurricane' (02:33)

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08   Highschool Lover (Theme from The Virgin Suicides) (02:42)

09   Afternoon Sister (02:25)

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13   Suicide Underground (05:53)

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Air

Air è un duo francese formato da Nicolas Godin e Jean-Benoît Dunckel, spesso associato a sonorità elettroniche raffinate, lounge ed evocazioni psichedeliche/seventies. Il loro album “Moon Safari” viene citato in più recensioni come caposaldo dell’elettronica anni ’90; hanno anche composto la colonna sonora di “The Virgin Suicides” legata al film di Sofia Coppola.
25 Recensioni

Altre recensioni

Di  Axelmoloko

 La colonna sonora rimanda a tutto meno che alle atmosfere elettro-pop a cui i parigini Air ci hanno brillantemente abituato.

 Un tappeto sonoro in perfetta sintonia con le ambientazioni e le malinconiche sequenze.