Baustelle
Amen

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Per parlare di questo quarto disco della band di Montepulciano, scelgo di vivisezionarlo brano per brano. Chiedo scusa a tutti se questa scelta dell'analisi anzichè della sintesi mi farà dilungare troppo. Ma mi sembra il giusto modo per affrontare un album nato come un "mostro schizofrenico" di brani molto diversi tra loro, venuti alla luce come singole canzoni. Tuttavia scopriamo presto che, fin dal titolo e dall'occhio di Rachele scelto per illustrare la cover, un fil rouge che lega il tutto esiste eccome...

"E così sia": venticinque secondi per poche note al piano di pregevole fattura. Il silenzio che prelude ad un sound ancora più hi-fi, strong e grandioso del precedente "La Malavita".

"Colombo": quel Colombo, il tenente sguercio, l'investigatore in impermeabile che intercetta l'anima ai sepolcri imbiancati del patinato jet set di Los Angeles. E se avesse avuto Woodcock per titolo non faceva differenza... Il ritornello forse è un po' troppo tirato per le lunghe, ma musicalmente ha un chitarrismo assai catchy e travolgente, così che il pezzo riesce a girare.

"Charlie fa surf": Bianconi non è un Epifanio, è un vero. Assume Paroxetina, come fa il quindicenne che surfa nonostante i grandi ed i preti gli inchiodino a matitate le mani al banco di scuola. Si può quindi permettere di prenderlo per il culo (che in heavy rotation è coperto dal beeeeep: mi fa morire dal ridere sta cosa). Charlie è un cazzone. Come te che hai vent'anni in più, non c'è molta differenza, e non è colpa tua, nè sua. Più di un cerchio ha modo di chiudersi: quanto sono lontani i lubrici voyeurismi giovanilistici del Sussidiario! Singolone paraculissimo quanto si vuole, ma potente come una rete di Ibrahimovic.

"Il liberismo ha i giorni contati": titolo di cui i muri di certune città iniziano già ad esserne sprayati. Con con questa infilano un uno-due-tre da canzone pop perfetta. Testo killer. Irresistibile l'autoironia del Bianconi che "vende dischi in questo modo orrendo".

"L'aeroplano": pilota la sola Rachele. Sarà per la malinconia del suo espandersi nel cosmo, non so, al momento è tra le mie preferite. Vola sull'Iraq, lo fissi allontanarsi nell'immensità e tutto ti sembra senza senso, gli anni che hai buttato dietro la fiamma della tua vita, le lacrime che ci hai versato sopra. Cosa resta? A cosa serve l'esperienza che ora hai maturato? Il vuoto dell'insensatezza dell'esistenza è tutta nello struggersi di quell'aeroplanino, così totalizzante che nemmeno l'amore vale come ragione.

O forse no? "L": dall'astronave a pochi metri sopra il cielo (altro che Moccia!) captano dovunque segnali del tuo amore. E' la tua Laura che lascia tracce dappertutto. In Iraq torna la pace. Musicalmente una "Beethoven o Chopin" parte due.

"Baudelaire": come Charlie, anche questa sarà odiata a morte. Non si è mai sentito un citazionismo del genere, ma ad uno che per invitarmi a fare della mia vita un'opera d'arte, mi ricorda che "nei fiori dei campi vive Piero Ciampi" io perdono tutto, compreso l'inutile sbrodolata del finale Subsonichesco. E non mi commuovo solo perché non ci si può commuovere quando ti regalano tanta urgenza di vita da uscire subito a spargere semini di fiori del male che vorrai veder rifulgere rigogliosi.  

Però poi ti sarà difficile trattenere le lacrime su "Alfredo": se su questo valzerino non piangerai, o non hai un cuore o nell'81 non eri ancora nato. Ritrovi la vecchia scatolina di quando eri pischello, il carillon che, tra mille riverberi De André, ti mostra i fotogrammi sepia-tone di un'Italia che, con la stessa malapolitica di oggi, affonda come il bimbo caduto nel pozzo. E un Dio sordo al suo richiamo ed alle preghiere di un'intera nazione. Tema, questo, ricorrente di tutto l'album, il bisogno del Sacro che cerchi, cerchi e cerchi disperatamente e inconsciamente nella tua atea devozione, ma non riesci a trovare. Tu l'avevi rimosso questo ricordo, sapevi già che Alfredino l'avrebbero tirato in salvo: tutte le storie in TV finivano bene. E invece, per la prima volta, scopri la morte: te la mandano in diretta, coniando il format che, da lì, ci avrebbe sommerso di tante e tente deiezioni televisive come plastici di Cogne, scalinate di Garlasco, coltelli di Perugia... Forse, il picco della carriera del Bianconi autore.

"Antropophagus": altro potenziale singolo vincente. S'invola epica come fece "I provinciali". I romeni, i russi e i lituani nella Milano di Corso Como, che è la stessa della Stazione Centrale, dove tra una Peroni e una scatoletta di tonno si consuma un pasto alla Hannibal! Mooolto Pulp! E non quelli di Jarvis Cocker, una volta tanto! Qui dove lo metteranno il beeeeep le radio?

"Panico!": Rachele e Francesco giocano a duettare come Nancy Sinatra e Lee Hazlewood. Al povero grande Lee è del resto dedicato il pezzo. Che ha preso il contagio "These boots are made for walking" e ce lo attacca pure a noi. Suona proprio identica a quella! Ma è il suo bello. Perché ci fa respirare un attimo in mezzo a tanto male di vivere. Effetto Xanax.

"Dark Room": autore la poetessa Francesca Genti. Canto spezzato à la "Revolver". Suadente bossanova della sola Rachele che porta i versi nell'olimpo dove lei è unica dea, sebbene ne invochi altri al buio di un privé dalla musica brutta e stupida, dove finisce invece per consumare un incontro sbrigativo e spersonalizzato come una sigaretta fumata e schiacciata nel parquet. Perchè gli dèi della vita sono cattivi ("La vita va"): altra disillusa marcetta baustelliana che la Bastreghi scandisce fra rintocchi di campane noir anni 70.

"L'uomo del secolo": altro addio, quello di un centenario che schifa il mondo quanto noi. Che poi è il nonno di Bianconi. E sti cazzi direte voi. E invece si sente che il brano è una dedica sincera.

"Andarsene così": introdotta da un soffice e jazzato pianismo italo-house, con pubblico e fischietti festanti sul fondo che pare quasi un rave in ketamina. Sospensione che fa temere l'arrivo di una tamarrata techno 4/4 e invece s'invola barocchissima di violini e clarini che manco Rondò Veneziano..! Chiosa che apre uno spiraglio di speranza (come fu "Cuore di tenebra"), rappresentata dal coraggio di un escapismo amoroso da provare a rendere assolutistico e divino.

E, in negativo (cioè si mandi in rewind prima della traccia 1) "Spaghetti western": intelligente la scelta di sbanalizzare questo titolo con un testo dove davvero di spaghetti si parla! Quelli coi pomodori coltivati da extracomunitari che per lavorare sopportano ogni tipo di angheria, ma purtroppo il deserto di Foggia non è quello di Sergio Leone e non c'è nessun Lee van Cleef o nessun Clint Eastwood a fare da giustiziere. Così, con una sfrontatezza quasi punk, fra chitarre twang e il fischio del maestro Alessandroni (quello delle soundtrack di Morricone) sfila l'ennesima amara polaroid dei nostri tempi.

Qui ed Ora (ovvero in questo momento in italietta) non c'è nessuno sui livelli di questo disco. Ora che ho finito i miei appunti, se dicessi che questo album è un capolavoro sarebbe esercizio di stile come se lo stroncassi. Come spesso accade quando si toccano corde troppo personali, queste canzoni non si possono recensire. Si può solo consigliare, con delicatezza, di abitarle. Per poi odiarle magari. O per adorarle come un feticcio.

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Può essere parzialmente o totalmente riprodotta, ma solo aggiungendo in modo ben visibile il link alla recensione stessa su DeBaser: www.debaser.it/baustelle/amen/recensione-andrea_brindisi

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Ultimi Cinquanta commenti su Cento

Andrea_Brindisi
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se poi del successo non ve ne frega niente e pensate giustamente che basti fare buona musica, perchè vi scaldate tanto se sti qua lo stanno avendo?

dallas.mccoy
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io sono timido, non ho tic, ma a diversi (miei) concerti mi sono panicato assurdamente. Non li critichero' mai per questo, al massimo mi starebbero simpatici. Non dico nemmeno cosa penso del loro gruppo rispetto al mio, figuriamoci, se non che loro suonano (bene) strumenti vintage da troppi euri mentre io suono (sicuramente peggio) chitarre di cartapesta (volendo un SG ce l ho anch io, ma ho riscontrato che in raltà non è cosi' necessaria, non che le SG o le telecaster mi facciano schifo anizi!!!). Ieri, tornato dal mio concerto di doherty del lunedi', ho addirittura guardato altri video dei baustelle. Bella produzione, suoni pop ma non troppo plasticosi, canzoni ben costruite, ma continua a non piacermi: la loro attitudine intellettualoide-alternativo-spocch iosa (ripeto, quanto meno nei video, non li conosco di persona), la voce del montepulcianese (adoro montepulciano), il modo in cui canta con quelle consonanti scandite (stile che mi riporta un po' a battiato un po' a morgan, due che...no via, non parlo). Insomma potenzialmente tanta roba, di fatto...validi? Niente di più? Più diplomatico di cosi' non posso essere. Prometto che dalla prossima recensione in poi sui baustelle la smetto. Una cosa pero': mi è parso di sentire nell incipit di un loro pezzo la frase "I barboni mi guardano mentre mastico una lucertola". Qualcuno vuole spiegare a me, sicuramente lontano dalla sensibilità del gruppo, cosa significa? Cosi' capisco e magari mi appassiono. Non sarebbe la prima volta che un gruppo che mi sta sul cazzo poi mi piace.

Andrea_Brindisi
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Se è una provocazione non la colgo e ti rispondo: è un corvo a parlare in quella canzone, mentre becca una lucertola nel parco davanti a barboni. Tutto qui.

tom traubert
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Come da mia recensione, 5 stelle. Mi sembra che tanti parlino dei baustelle ma pochi avendo sentito più di due o tre singoli.

dallas.mccoy
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biaspoint
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Che dire, meglio di quello che pensavo, ma devo sentirlo meglio. Bella Rece anche se song by song. Bianconi e company saranno anche un'pò troppo pubblicizzati, ma se lo meritano. Purtroppo in italia non c'è nessuno a questi livelli, stanno colmando il vuoto lasciato da alcuni gruppi Italiani anni 80 e un'pò novanta. Sono quello che mancava.

easycure
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X andrea brindisi: non capisco la controversa logica del tuo ragionamento. Se io pensassi di fare roba migliore della loro non dovrei scriverne. E perchè? Perchè sennò darei l'impressione di uno che rosica. E che significa, che senso ha? :-D ..inoltre, io non ho mai detto che mi sento di fare roba migliore della loro, ho detto, concetto leggermente differente, che SO che esiste roba migliore della loro perchè di gruppi italiani ne ho ascoltati molti che reputo migliori di loro. è cosi difficile da capire? Infine, a me non interessa del loro successo, cosi come non me ne potrebbe fregar de meno del loro essere nerd e farsi venire i tic ai concerti; quello che mi interessava fin dall'inizio è la, perdonami, assurdità della tua affermazione. Perchè dire che un gruppo del genere è il migliore d'Italia può solo significare che o, come al solito, l'Italia è un paese tragicamente povero a livello musicale (cosa che non credo allo stato attuale) oppure che evidentemente certe realtà non le si conoscono, e che forse l'UNICA differenza sta nel maggior battage di televisioni e cazzi vari a cui i Baustelle hanno avuto la fortuna di partecipare. capito ora il succo? Spero di non venire ulteriormente travisato.

Andrea_Brindisi
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Sei liberissimo di dire ciò che vuoi ci mancherebbe. Io non lo farei solo per una questione di stile. Ma sono io a vederla così, per carità! Riguardo al tuo trovare assurda la mia affermazione, ne terrò conto.

easycure
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mah, come parlare ai ciuchi :-D ..come già spiegato, non parlo certo a nome della musica che io faccio (ma noto la tua perseveranza nel rifiutare questo argomento), anzi direi che vista la loro parabola, c'è solo da essere contenti che esistano in Italia opportunità come quella capitata a loro.. nonostante ciò, continuo a ripetere, trovo assurdo fare di questo "successo" un vessillo della loro qualità: è da circa un secolo che le due cose non vanno a braccetto. Spero che il concetto di fondo sia finalmente (dopo il terzo chiarimento) non franitendibile per addurre assurde mancanze di "stile".

Andrea_Brindisi
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Guarda che sono d'accordo con te. Successo non è molto spesso sinonimo di qualità. Ma non per questo deve per forza esser vera l'equazione contraria: mi fa venire l'orticaria la storiella che prima si debba leccare il culo finchè uno rimane "indie" e poi infangarlo e dargli del venduto appena ottiene visibilità (nella fattispecie meritata, perchè per quanto i gusti siano personali esistono anche dei canoni e i baustelle non mi sembrano esattamente gigi d'alessio). Non è rivolta a te la critica, dico in generale.

dallas.mccoy
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madonnina (come dicono in val di chiana)! Hai ragione easy, un se n'esce. Tanto i loro fan continueranno a dire che sono dei geni, a noi continueranno a non piacere/stare sul culo. Io vedo loro video da giorni, proprio grazie alle ultime due recensioni sono tornato sopra un capitolo che pensavo archiviato un paio d anni fa (e di questo ringrazio veramente gli ultimi due recensori, perchè fossilizzarsi nell arte non va mai bene, dicono) e NON sto cambiando idea. Ad esempio, la guerra è finita, mi piace il riff iniziale, che è sputato a "The Model" dei kraftwerk (e me ne frego, mi piace lo stesso), ma poi....non mi dice un cavolo. No, nemmeno il testo. Corvo Joe...noiosissima. De gustbus. Ognuno resterà della sua idea. Fanculo le critiche costruttive.

Rooftrampler92
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Ho già letto l'altra di coso...comunque ottimo album...non c'è che dire...


Anonimo
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Chi scrive è un vero competente di musica e di sport. Bravo.
stagistadinewssettimanale

parziale
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Bravi Baustelle... boh. Non l'ho ascoltato molto, questo Amen. Di sicuro lo farò, per ora mi sembra come gli altri cd dei Baustelle: medio-buono. Probabilmente e semplicemente non è il mio genere. E forse non ho la sensibilità adeguata a capire i testi. Ripeto, boh. Al recensore: mi piace sempre l'entusiasmo, ma la recensione chilometrica non si regge, per quanto scritta bene. Due righe anche per l'intro di uno sputo di secondi, maddai. Mi associo a chi ha trovato per lo meno avventata la dichiarazione sulla grandezza dei Baustelle rispetto ad altri gruppi italiani. Tra l'altro "Italietta" a chi? Di Band ganze ultimamente (ultimo anno) ne ho sentite molte (e magari altrettante ne ho perse). Se non fosse una cosa troppo generica ti chiederei di elencarmi altri gruppi nostrani che conosci.

Andrea_Brindisi
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Non so quanto gliene frega agli altri, comunque ecco qualche nome di quelli che a me piacciono: Elettronoir, Marcilo Agro & il Duo Maravilha, Giugno Truffaut, Non Voglio Che Clara, Northpole, Alessandro Grazian, Piccola Bottega Baltazar, Valentina Dorme, La Crus, Amycanbe, Comaneci, Giuliano Dottori, Juan Mordecai, Sikitikis, Humpty Dumpty, Maisie, Offlaga, Riccardo Sinigallia, Ettore Giuradei ecc.

psychopompe
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ma ho letto che in una canzone (penso strumentale) di sto disco compare il jazzista africano Mulatu Astatke, qualcuno ne sa qcosa? A me me pare na strunzata, ma non si sa mai cosa si fa per tirà a campà!

amoBORGES
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Ascoltato poco, di fretta..Correggetemi se sbaglio, ma questa ultima "fatica" mi sembra molto meno commerciale e accostabile al concetto di "venduti" rispetto, per esempio, al precedente disco. Nella pochezza del mio ecouter ho scorto un qualcosa di Battiatesco, possibile? Attendo smentite e riservo il voto ad un'analisi più approfondita.

biaspoint
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x parziale, una curiosità, ma chi sarebbero le altre band ganze italiane ? spero che tu non mi dica Negramaro !

Neu!
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ma proprio proprio
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sisi in antropophagus battiato a manetta e si è vero è meno commerciale del precedente. curato e sentito, educativo per i più piccini, ma in fondo un disco non eccezionale, un po' prolisso un po' confuso mai davvero emozionante, un bel 3 va...

amoBORGES
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Completamente d'accordo con ma proprio proprio..ascoltandolo si percepisce la cura con la quale l'album è stato "rilegato", "foderato", ma al tempo stesso si coglie l'altalenanza di ottimi pezzi e astuti rincalzi. Per quanto concerne l'aspetto "educativo", dai testi si evince una sorta di passione per la storia e la letteratura, ma questo espediente risulta infine ripetitivo.

presoblu
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Recensione stupenda. I Baustelle non mi dispiacciono ma non mi convincono. Ascolterò.

parziale
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x biaspoint: purtroppo dei negramaro conosco solo i pezzi mandati per radio. Ignorante fui. Mi incuriosisce sto fatto: perchè dovrei ascoltare i Negramaro? Per la parola che ho usato? Perchè ho detto "ganze" invece che "valide"? Cmq ripeto, no Negramaro no. Sotto elenco qualche band che mi piace.
x andrea_brindisi: e mi vieni a dire che questa è un'italietta? Anzitutto ascolti un sacco di roba, complimenti (alcuni dei gruppi che citi li ho sentiti solo nominare, altri manco). Secondo punto: fra i gruppi che citi ci sono i NorthPole, che hanno fatto un disco pauroso, uno dei migliori degli ultimi anni (e attualmente si sono sciolti, purtroppo), gli Offlaga, con quel capolavoro di poesia che è Socialismo Tascabile, i Valentina Dorme, che non sono davvero niente male, gli Amycanbe, spettacolari. Sì, vero, sono tutti al primo cd (tranne Valentina Dorme e Offlaga che fra un mese bisseranno). Allora rilancio: è italietta quella di Cristina Donà, degli Afterhours, di Cesare Basile, dei Virginiana Miller, di Paolo Benvegnù, di Marco Parente? L'anno scorso sono usciti: l'ultimo dei Perturbazione, l'ultimo degli A Toy's Orchestra, l'ultimo dei Settlefish, l'ultimo dei 3 Allegri Ragazzi Morti, l'ultimo dei Verdena (sì, anche loro, dai), l'ultimo dei Marlene Kuntz (vabeh okkei non il migliore loro, cmq), l'ultimo dei Giardini di Mirò, il primo dei Montecristo (o forse è uscito a fine 2006), Music 4 Loosers dei Trabant, "Dell'impero delle tenebre" dei Teatro degli Orrori, "La stagione del cannibale" degli Amor Fou. Due settimane fa qui a Roma ho visto il gig di The Niro, cantautore a la Jeff Buckley dannatamente gradevole. I Maisie da te citati sono così di basso livello rispetto ai Baustelle? I non voglio che Clara piacciono a molti (a me no, m'annoiano un pò, ma cmq tu li apprezzi). E Grazian?. E i Mariposa? Gli Altro fanno schifo? In senso artistico sono degnissimi di attenzione, secondo me. E gli studio Davoli? I Canadians li hanno invitati a non so quale festival all'estero, i Jennifer Gentle sono sotto etichetta statunitense, gli Yuppie Flu sono regolarmente esportati. E sicuramente ne dimentico un sacco e non ne conosco altrettanti. Alla luce di questi nomi non credi di aver un pò esagerato mentre incoronavi i Baustelle?

Andrea_Brindisi
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Ho scritto di canzone pop perfetta, ripeto: pop. Generalmente area inflazionata da bassa qualità. Ovvio che è dentro questo genere che li incorono, eppoi "italietta" sei solo tu ad interpretarla offensiva in senso musicale. Offesa che peraltro non rinnego (anche) in tal senso perché, quantitativamente, i rispettabili artisti da me e te citati saranno sempre mooooolto minoritari rispetto a tanta merda. Poi è vero che il sottobosco indie di gente nuova è ricco, e ogni giorno scopro nuovi gruppi (anche solo su myspace x esempio) alcuni buoni, altri meno, la maggior parte comunque inascoltabili nel loro porsi alternativi per nascondere una clamorosa incapacità compositiva, che paradossalmente ad un Tiziano Ferro (!), per dire, non difetta quanto a loro. Come sempre accade quando non si sa far bene una cosa semplice, la si fa difficile. Questa sì che è spocchia. Scrivere una buona canzone pop è difficile. Ai Baustelle riesce facile secondo me. Tutto qui.

ma proprio proprio
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beh francamente a me paiono imbarazzanti i 3 allegri ragazzi morti..li vidi pure dal vivo..Per quanto riguarda i giardini sempre peggio e lo conferma il loro ultimo disco, niente di che..A toys orchestra pure non mi prendono. Virginiana miller non si discostano molto dai basutelle...Insomma secondo me l'italia va forte per quanto riguarda generi più sperimentali /avant...vedi Xabier Iriondo...3/4 had been eliminated...ASA...

biaspoint
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X parziale. Ho detto negramaro xchè è il primo gruppo che mi è venuto in mente di quelli che ultimamente sembra siano bravi solo loro, Cmq mi inchino al tuo sapere di gruppi nostrani, scusa ma ti avevo scambiato per un dei tanti ! invece noto una tua ottima conoscenza del panorama musicale italiano.

parziale
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x biaspoint: gracias, figurati, no problem. In effetti non intervengo praticamente per nulla, quindi ci sta che mi si scambi per il classico un_post_e_via.

parziale
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xandrea_brindisi: sì sono d'accordo, ci sono parecchi conformisti_alternativi che finiscono col proporre la solita miscela di voce che si sente male+effettini+casinetto "artistico" con le chitarre. Ma alla fine probabilmente è fisiologico: suppongo ci sia un'analoga "inghilterretta" o "svezietta" ecc.. Però c'è anche gente che vale e che lo sta dimostrando con la sua esportabilità, che magari negli anni passati c'era meno. Cmq basta parlare: alla fine siamo abbastanza d'accordo e solo magari abbiamo gusti un pò diversi (per la cronaca: Amen lo sto ascoltando ma non riesce a convincermi, evabeh pazienza). Salut.

Salvo80
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la recensione la trovo ottima, mi piace la spiegazione track to track, alla "Onda Rock". Per quel che concerne i baustelle e il loro ultimo lavoro, li apprezzo molto e secondo me fanno buona musica, poi possono piacere o no. Il fatto che stanno avendo un grande successo di vendite mi conforta. Forse il mercato discografico si renderà conto che per vendere i dischi bisogna solo puntare su chi la musica la sa fare che, se esce un buon disco, magari per alcuni non ottimo, o non il loro migliore,c'è gente che è disposto a spendere i soldini per comprarlo. Spero veramente che il successo dei Baustelle agisca come un'onda di ritorno su tutti quei ragazzi che scrivono e che fanno buona musica, e che costringa le case discografiche ad attingere e puntare sul patrimonio underground. Vedete, purtoppo non tutti abitano a Milano o in una grande città, io abito in un piccolo paesino della provincia di AG, qui un concerto non lo vedi manco se lo paghi oro, quando sentii per la prima volta la guerra è finita alla radio dopo "tiziano ferro" (tanto per cambiare)fermai la macchina per ascoltare chi fosse quel gruppo e poi passai dall'unico negozio di dischi del mio paese, specializzato in masterizzazione di giochi per la playstation, chiesi se aveva il disco dei baustelle e mi guardò male, fortunatamente riuscì ad ordinarmelo.Io ho ricominciato ad ascoltare della buona musica solo grazie al collegamento adsl e la scoperta di my space... se vado in giro e chiedo, nel mio paese, "Ti piacciono i Baustelle?" mi si risponde ancora: E chi sono? Pensate a tutti quelli nella mia condizione ed eccovi spiegato il successo dei Baustelle.

Allen
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Come recensione non è male, quantomeno ti sei ben informato, però parli troppo dei testi e troppo poco della musica, che è anche il limite dei baustelle a mio parere (Via mezzo punto). Soprattutto fregi questo album di un 5 su 5 (Via altro mezzo punto). Ciò nonostante mi è piaciuta la recensione, forse più che il cd stesso.

mocampo
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E una settimana che lo ascolto e questa è grande musica pop!

BULLET
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Ottima recensione,frutto sicuramente di una sincera ammirazione.
Ragazzi,non ci si scappa...
AMEN è un grandissimo disco nel quale i BAUSTELLE superano loro stessi e scrivono un album che qui in Italia lascerà il segno a lungo.
Mi chiedo xò una cosa:i testi (come le musiche) sono davvero straordinari,ma secondo voi il gruppo è davvero sincero quando affronta tutti questi argomenti sociali o,qualche volta,si fa prendere la mano x risultare "più figo"?

Allen
Opera: | Recensione: |
Mi riferisco ad alcuni commenti: Ma non è vero che la musica è ottima! E detta tra noi, tra musica e testi conta molto di più la prima.
Questo album non lascerà alcuna traccia nel panorama italiano, per non parlare di ciò che conta: quello internazionale.
Grazie a Dio qualcuno che riesce a fare musica buona in Italia c'è, anche a livello internazionale (se solo riuscissero ad essere valorizzati quantomeno nella nostra penisola).

Vì
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insopportabili, antipatici, fighetti finti rockers, testi presuntuosi e dalla rima sbavata, scontata, ma devo ammetterlo sono bravi, e non posso votarli, sarei di parte.

Vivis
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Dio che disco,una gran bellezza!'Padre nostro. Con la terra in bocca. Non respiro. La tua volontà sia fatta. Non ricordo bene. Ho paura. Sei nei cieli.'

Anonimo
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Espertoni vi siete accorti che Charlie fa surf è un plagio? Ed anche grosso come una casa. Ricorda "Gli altri siamo noi" di quel cesso di Tozzi ad esempio....

Anonimo
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androki76
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Finalmente una recensione dettagliata step-by-step su un disco che adoro. Hai avuto la giusta intuizione, meglio l'analisi della sintesi.

WalkingtheCow
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Scusate qualcuno ha chiesto dove è possibile ascoltare i Walking the Cow. Abbiamo trovato questa pagina per caso. Bene. Il nostro album è in free download. Lo trovate qui: Free Pages Personnelles: Erreur 404 - Document non trouvé

I nostri siti sono:
link rotto
Welcome to the new Myspace!

Pensiamo di aver fatto una cosa gradita.

Walking the Cow

Vì
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Scusate ma la Sanremese "Charlie fa surf" mi sembra di averla già ascoltata, vorrei dire mi sembra una melodia già sentita, forse un plagio piccolo piccolo, qualcuno ha in mente qualcosa..non mi viene in mente niente e "Gli altri siamo noi" non la ricordo


bubu7
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@andrea_brindisi non per raffreddare l'entusiasmo ma essendo di zona i baustelle li ho visti e sentiti diverse volte (compreso registrare sopra alla demo bambini di gomma bambini gommosi o qualcosa del genere...che talent scout di merda!)e anche prima del botto quella certa ostentata spocchia tipo...."i miei coetanei ascoltano tutti jimi hendrix ma sono dei metallari skrausi e io invece mi chiudo in camera ad ascoltare gli smiths che invece riflettono al meglio la mia vena profonda e ipersensibile" bianconi ce l'ha sempre avuta...poi anch'io mi cago addosso quando devo suonare davanti a tre persone, ciò no toglie che mi sento cmq una discreta testa di cazzo! vabè

boredom
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è il loro primo dosco che ascolto. Direi he li preferisco quando sono più leggeri (Antropophagus, Baudelaire, Panico!) piuttosto che melodrammatici (Aeroplano, Alfredo - per quanto sia una gran canzone - La Vita Va). La qualità è buona, il gruppo (da quello che leggo qui e altrove) mi sembra in piena ascesa ma da novizio della loro musica ho la sensazione che per capirli sarebbe meglio seguire l'ordine cronologico delle loro uscite piuttosto che partire con questo disco.

Anonimo
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Ma che sito di merda eh?? Qui ci sono solo persone frustate che non hanno niente di meglio da fare se non rompere i coglioni su ogni recensione. Chiudete questa monnezza !!!

Adriano Bernard
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.::Nemo::.
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recensione bellissima, disco meraviglioso.



biberuin
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ciao a tutti, li ho visti in concerto dalle mie parti (Sassari), per me non sono proprio male
e se ve lo dice uno spocchiosissimo rokettaro qualcosa di buono ce l'avranno.

Anonimo
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mi è piaciuta molto l'interpreatazione e l'album è un capolavoro, indubbiamente.

alia76
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ma i pulp non si erano sciolti?

Darkeve
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5 ai baustelle è come entrare in chiesa e urlare un porcodio...

pi-airot
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La recensione brano per brano non mi disturba, poi questa è molto ben personalizzata. L'album musicalmente mi piace molto, a livello lirico un po' meno; molti spunti buoni, ma anche tanti passaggi stucchevoli (soprattutto quando fanno i mangiapreti mascherati)

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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