A mani basse il miglior disco dei Rainbow e il miglior esempio di quell'Hard-Rock/Heavy dal tono epico e fantastico che tante mostruosità (no, non in senso buono) partorirà in seguito, ma che non riguardano questo "Rising" che è un ottimo disco di Hard-Rock incalzante e pompato (più degli standard Hard-Rock, intendo) e con la miglior formazione dei Rainbow, con l'intervento più consistente (in "Tarot Woman" e "Light in the Black" soprattutto) delle tastiere con Carey e con un grande Cozy Powell alla batteria. Ovviamente consolidato il duo di Mastro Blackmore, mastermind e dittatore assoluto, e Ronnie James Dio come frontman e voce(dellamadonna, per restare in tema). Qui ci sono 6 canzoni e sono tutte valide, il disco è compatto e non ha punti deboli (delle tre canzoni più corte la mia preferita è "Run With the Wolf") ma, ovviamente, ha un picco ben preciso: "Stargazer" è IL brano dei Rainbow, il loro manifesto programmatico e, oggettivamente forse, il loro punto più alto, trascinata da un'interpretazione sublime di R.J (anche qui, forse al top di tutta una carriera ? Può starci). Per me, magari, verso la fine è anche un po' TROPPO grandiosa e pompata, tant'è che, per fare lo stronzo, dico che la mia preferita dei Rainbow è "Tarot Woman", gran pezzo e un minimo più "misurato". Gran bel disco comunque. di più
Ciao amici di Debaser! "PANIC IN DETROIT" mi suona come un omaggio/citazione di "1969" degli Stooges. O forse sono paranoico. Chissà. Leggevo su Wikipedia che è stata ispirata dall'amico Iggy Pop. di più
Best of and Rarities, disc 1 & 2 di più
"Rock of the Westies" esce solo pochi mesi dopo il Capitano Fantastico, nello stesso 1975, eppure sono cambiate molte cose: la band è rivoluzionata (della "Band" vera e propria restano Davey Johnstone e Ray Cooper, poi vari turnisti tra i quali vecchie conoscenze come Caleb Quaye) e il disco è il suo più roc(k)che in assoluto. Il periodo d'oro era finito un disco prima, con questo inizia una sorta di periodo "nel limbo" con tre album che sono si lontani dalla qualità della maggior parte dei lavori precedenti ma allo stesso modo restano diverse spanne sopra alla montagna di schifezze che Sir Occhialetti Kitsch propinerà con "ammirevole" regolarità da "Victim of Love" in poi. Questo è ancora un disco valido, quasi tutto elettrico e vivace (tranne "I Feel Like a Bullet") e paradossalmente canna soprattutto nel singolo pop "Island Girl" che a me dice veramente pochissimo. I restanti brani (se escludiamo quella ciofeca in duetto con Kiki Dee infilata come bonus track) sono tutti più o meno validi, alcuni ("Medley") ottimi, altri meno ma il livello generale è buono e il disco è colmo dei classici rock'n roll e piano-rock alla Elton John, presenti in tutti i suoi lavori, solo che qui ce ne sono di più, qualcuno poteva essere asciugato di un paio di minuti buoni ("Street Kids") ma altri ("Grow Some Funk on Your Own" "Dan Dare" e Billy Bones) sono rock eltonjohniani trascinanti e tutto sommato godibilissimi. Buon disco, tutto sommato. di più
Un disco magico, bellissimo. di più
Star Booty + Umber + Ben Hur + bonus di più
Grazie, grazie, grazie alla mia Rosaspina! (25/12/2021) di più
Grazie alla mia Rosaspina! (25/12/2021) di più
Grazie alla mia Rosaspina! (25/12/2021) di più
Non fa una canzone decente da anni, ma non riesce proprio a starmi antipatico. Mai sborone, mai una parola fuori posto...Mediocre, ma simpatico. di più
Disco che a malapena ricordavo di avere ascoltato, sicuramente è quello dei Maiden che avevo sempre cacato meno e riascoltandolo ora capisco perché. Questo è il primo disco dei Maiden che ha tutto dell'Heavy Metal pomposo e epico "classico" che a me, onestamente, fa un po' cacare, perdendo anche quel divertimento un po' caricaturale orrorifico e i guizzi e le ispirazioni "pop" e melodiche del disco precedente. "Where Eagles Dare" è esattamente l'esempio perfetto del Metal che mi tritura i coglioni. Altri pezzi, come "Revelations" "The Trooper" e, in parte, la più lunga ed elaborata "To Tame a Land" (da "Dune"), quest'ultima tipico esempio dell'heavy più raffinato dei Maiden che resta uno stile che mi convince si e no, più no che si, sono sicuramente più validi ma nel complesso il disco ha tutto quello che serve, nel genere, per tenermi a distanza. Eccetto la sempre splendida copertina (povero Ed...) di più
Capolavoro New Wave. Dopo la triade aurea 1973-1974 (i dischi della formazione Fripp-Wetton-Bruford per intenderci), è quello che preferisco del Re Cremisi. La triade “Indiscipline”-“Discipline”-“The Sheltering Sky” da manuale. di più
Dopo oltre vent'anni di produzione scadente (con rare eccezioni) questo disco, primo del terzo millennio per zio Reginaldo, segna la sua rinascita e l'inizio di una "seconda giovinezza", quantomeno artistica. Nonostante una produzione e delle sonorità fin troppo patinate e laccate che mi piacciono ben poco, su questo disco ricominciano ad esserci alcuni bei brani, tra tutti l'opening "The Emperor's New Clothes" e la bella ballad "American Triangle", due grandi canzoni (nello stesso disco, per uno che di canzoni veramente belle tra il 1979 e il 2000 ne avrà tirate fuori 4-5 massimo). Non tutto funziona, qualche pezzo risulta decisamente prescindibile, ma oltre quelle due ci sono altre 4-5 canzoni azzeccate ("The Wasteland" soprattutto) e insomma, si torna su più che discreti livelli complessivi. Dopo questo e "Peachtree Road" (meno bello di questo) inizierà invece il periodo d'oro di questa rinascita con un trittico di dischi davvero molto belli, tra il 2006 e il 2013. Dopodiché, è tornato alle puttanate. di più
Live in studio monolitico, di pura e selvaggia avanguardia. di più
Con questo iniziano i miei KC preferiti di sempre. Non che non adori il primo fantastico quartetto (1969-1971), sia chiaro, ma con questo ed i due successivi si raggiungeranno vette incredibili non solo nel progressive, che qui viene abbondantemente digerito e superato, ma per la musica tutta. Rock totale, con la migliore formazione Cremisi di sempre per me. 10/10. di più
Grandissimi fino a "Highway To Hell". Ignoro cosa sia, invece, tutto quello che vien dopo.
Sottolineo la parola "tutto", nel caso in cui non si fosse capito. di più
Saccarosio di più
Classicheggiante e poetico. di più
"Space Shanty": un album progressive rock tanto bello quanto poco considerato. di più