Indubbiamente l'apice del Dark Sound inglese: malefico blend Proto Progressive contenente i semi del Death Metal e mille indicazioni x futuri macabri rituali. Una line up instabile e simulati sacrifici umani on stage divideranno pubblico e critica. Gli LP successivi saranno un velato ricordo di questo ineguagliato invito al Sabba...SATAN'S THERE! di più
è il disco dell'addio ad un ormai perso Syd Barrett. è un album a tratti disperato, nel tentativo di non essere sommersi da questa improvvisa dipartita umana e creativa. E come capita nei momenti disperati, si tira fuori il massimo. La chiusura del periodo psichedelico della band. L'inizio della storia della band. Ogni brano brilla di luce propria, con "Jugband Blues" ultimo guizzo di Barrett come apporto creativo al gruppo. di più
I Pink Floyd iniziano a prendere le misure con la gloria che arriverà. Manca ancora una certa maturità, ma l'album scorre godibile, ed affronta temi ed idee musicali che da "Echoes" in poi acquisteranno la giusta dimensione. Da scoprire, un piccolo capolavoro minore. di più
è il preludio alla fase matura del gruppo. "Echoes" è uno dei capolavori assoluti della band. "One of These Days" e "A Pillow of Wind" sono delle gemme, il resto è un gradevole riempitivo. di più
Un album che riscatta il debole "A Momentary lapse of Reason". Più compatto, compositivamente parlando. Più ricercato dal punto di vista dei testi. Pecca solo di un po' troppa nostalgia. ma al suo interno si trova anche il brano più bello scritto dal gruppo (tornato a lavorare in modalità più corale) da molti (troppi) anni a questa parte, ed in generale, è molto godibile, con qualche momento in cui la vena creativa sembra esser tornata quella di un tempo. di più
The Wall non è il miglior album dei Pink Floyd, sia chiaro. Ma è un ottimo concept, in cui la somma dei brani è assai maggiore della qualità dei singoli pezzi (escludendo poche, felici, eccezioni). I Pink Floyd sono ormai Waters-centrici, con tutti i pro ed i contro del contesto. Comunque da avere, e soprattutti da vedere: uno spettacolo live incredibile, sia l'originale, sia quello che sta attualmente portando in giro per il mondo Waters, forse ancor più bello, e che dona nuovi significati all' di più
Probabilmente uno dei migliori dischi solista di Roger Waters, con l'ausilio di Gilmour in alcuni brani.
Ah, è un album dei Pink Floyd? E Wright e Mason praticamente non ci suonano neanche? E Gilmour fa tre assoli, quattro fraseggi, cinque arpeggi e canta in un brano?
Uhm.. vabbè, è uno dei migliori album solisti di Roger Waters. Punto. di più
L'album del ritorno. L'album senza Waters. Gilmour si gioca tutto dopo aver vinto in tribunale il brand del gruppo. Vince con i numeri, ma l'album, salvo 3/4 momenti buoni, lascia il tempo che trova. C'è comunque il tentativo di superare il proprio ingombrante passato con qualcosa di diverso. Ma solo "On The Turning Away", "Terminal Frost" e "Sorrow" centrano l'obiettivo. A parziale discolpa, Roger Waters non ha fatto di meglio con Radio Kaos, uscito quasi in contemporanea. di più
I Pink Floyd cercano nuove forme d'espressione, nuove strade da percorrere. Un album (colonna sonora di un film non indispensabile) che mostra in embrione idee musicali e concetti che verranno sviluppati negli album successivi. Da avere per comprendere la loro evoluzione. di più
L'album live è seminale. Quello in studio interessante, ma è la dimostrazione di come i quattro componenti rendano meglio unendo le forze, piuttosto che lavorando isolatamente le singole idee. Menzione d'onore per "The Grand Vizier's Garden Party", ottimo lavoro sperimentale di Nick Mason. di più
Un album controverso, a mio parere sottostimato. Grande prova del gruppo, Concept interessante (ed ancora attuale), brani con un piglio molto più aggressivo dei precedenti lavori. Da riscoprire. Consigliatissimo. di più
L'album che ha dato il via alla leggenda dei Pink Floyd. E di Syd Barrett. Un album incredibile, anni luce avanti quello che al tempo era la produzione psichedelica internazionale. I Pink Floyd poi sono stati altro, ma quest'album resta eterno. di più
A mio parere il capolavoro dei Pink Floyd. Meno perfetto di "The Dark Side of the Moon", ma emotivamente intenso e coinvolgente. di più
Album che gode di momenti alterni. Non tutto funziona sempre alla perfezione, ma la suite che da' il titolo all'album è maestosa. I brani del lato b del vinile sono buoni ma non fondamentali, se si esclude lo sperimentale Alan's Psychedelic Breakfast. Un album che in qualche modo chiude con il passato proiettandosi verso la fase matura della band. di più
L'album che ha ridefinito il suono della musica. Perfetto in ogni dettaglio (forse anche troppo). Fra i 10 dischi da avere assolutamente. di più
Seminali. Imprescindibili. Essenziali. La musica contemporanea sarebbe stata differente senza di loro. di più
Un album da scoprire, regala emozioni intense e potenti! di più
Un gruppo con potenzialità enormi finito nel dimenticatoio. Il miglior flauto traverso dell'italietta di più
Il triplo Seller visto nel Dottor Stranamore è qualcosa di assolutamente fantastico. Attore indimenticabile. di più
L'uomo poggia i piedi sulla luna e i Moody Blues, con abile mossa, ne celebrano l'evento: melodie tardo-beat e umori folk si sposano con gotici squarci di mellotron e navicelle perse nello spazio-tempo. Non torneranno piu' a questi livelli, rimanendo comunque eccellenti mestieranti pop. di più