Con una produzione meno elaborata di quella Spectoriana, Harrison quì riflette sulla difficoltà di vivere la trascendenza nel mondo "materiale", in bilico fra il torrido funky della title track e le meditative parentesi di sitar, tabla e flauto. E se la sarcastica Sue Me, Sue You Blues cita le beghe legali fra i Beatles, il corpus del disco sono una serie di ballads di argomento religioso e/o amoroso, come Give Me Love, tipica gioiosa preghiera Harrisoniana e l’orecchiabile Don't Let Me Wait T
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