Originale ma non troppo, poteva svilupparsi meglio di più
Funziona abbastanza bene, le atmosfere sono quelle de La morte dei miracoli. Roba di Frankie di più
Bel brano, pecca solo di un ritornello piuttosto mediocre di più
Non un disco come i primi, ma lo ascolto piacevolmente spesso. Nuove sonorità di più
Il suo testamento. di più
un album che mi fa sognare di più
uno dei miei gruppi preferiti di più
Un Inno alla Puglia di più
Purtroppo qui siamo all'inizio del declino. Qualche ombra del Dalla gigante ancora c'è, e nel complesso non è un disco tremendo, ma l'ispirazione è molto ridotta. Inoltre, il singolo più famoso (ovviamente "Se io fossi un angelo") risulta essere il meno riuscito. 5,5/6 di più
I primi quattro dischi erano pietosi. Poi dal 1974 (anno di "E tu..") inizia a produrre roba interessante, ma il suo periodo d'oro inizierà con "Strada facendo" (81), e durerà fino a "Io sono qui" (95). Un ottimo quartetto che troverà in "Oltre" (90) l'apice della sua discografia. Dopo il 1995 sostanzialmente inutile. di più
Per i miei gusti un po' troppo insipido, ma la voce ce l'ha eccome. di più
Bel disco, forse sottovalutato a causa dell'enorme successo commerciale della trilogia '77-'80. Però non bisogna dimenticare che contiene una perla non da poco: "Telefonami tra vent'anni". Ma anche gli altri tre pezzi del disco non sono davvero niente male, inclusa la cover di "You've Got a Friend" di Carole King. di più
Si si, darei anche mezza stelletta in meno...calo d'ispirazione pesante. Se si considera che tra il '77 e '80 aveva prodotto 3 capolavori e tra il 1980 e '83 (a parte telefonami tra 20 anni) sta mezza "ciofeca" (tolta la titletrack). Non solo l'ispirazione assente ma anche il suono... di più
Il mio voto è una media tra il 4 che merita fino al 2001 e la singola stella che merita da circa quindici anni. "Blue's", "Oro.." e "Spirito DiVino" tre dischi meravigliosi. Al giorno d'oggi è insopportabile di più
Secondo me, merita davvero fino a "Sotto la pioggia" ('82). Poi da "Cuore" ('84) inizia un netto cambio di sonorità, troviamo un Antonello un po' più commerciale, meno votato alla denuncia sociale ma con ancora una grande inventiva. Discorso analogo si può fare per "Venditti e segreti" ('86) e "In questo mondo di ladri" ('88): due dischi molto simili tra loro, un po' meno ispirati dei precedenti ma ancora originali e spontanei. Dagli anni 90 però meglio tenersi alla larga, dischi al limite dell'orrido. La peggiore parabola discendente della canzone d'autore italiana (se la gioca con Bennato). Peccato. di più
Uno dei pochi(ssimi) che è rimasto fedele a se stesso, mai neanche un calo qualitativo.. semplicemente un grande. di più
Piacevole, ma niente di che di più
Perchè questo strumentale è meglio di altre canzoni dell'album? Perchè? di più
Musica e testo sono belli, eppure appena li ho sentiti insieme non avevano un cavolo di sensk di più